Completata così l’identità territoriale della Valle dell’Ofanto e del Comprensorio Nord-Barese
Con il Decreto Legge n. 95, del 6 luglio 2012, la Provincia di Barletta-Andria-Trani, con una
popolazione di circa 400.000 abitanti, ma con una superficie di circa 1.550 kmq rispetto ai 2.500 richiesti, rischia di essere accorpata alla già vastissima Provincia di Foggia.
Oltre all’auspicata impugnazione della Legge dinanzi alla Corte Costituzionale, se convertita in sede parlamentare, così come enunciata nel Decreto Legge governativo, due sono le possibilità perché sopravviva la nostra Provincia di Barletta-Andria-Trani.
Tanto, per non vanificare i pluridecennali sforzi e i sacrifici compiuti da tanti nostri concittadini,
alcuni dei quali scomparsi dopo aver dedicato l’intera loro esistenza alla nascita della “Sesta Provincia Pugliese”:
1) interventi a livello parlamentare, affinchè vengano escluse dal Decreto Legge governativo le
Province confinanti con le nascenti Città metropolitane (schema di emendamento allegato).
2) strategica mediazione politica e diplomatica dei nostri Amministratori, sia nei confronti del
Consiglio delle Autonomie Locali della Puglia (organo consultivo previsto dal decreto-legge n. 95/2012) e nei riguardi dei Comuni poco inclini ad essere fagocitati dalla Città Metropolitana di Bari.
Sarebbe sufficiente, a questo punto, aggregare alla Provincia BT le confinanti Cerignola (593 kmq) città ofantina della Provincia di Foggia; Corato (167 kmq) e Ruvo di Puglia (222 kmq) della Provincia di Bari, già ricomprese nello storico Comprensorio Nord-Barese, perché venga superata la superficie minima richiesta dal decreto-legge!
È auspicabile, altresì, l’ingresso nella Provincia BT di altre importanti realtà, attualmente ricomprese nella Provincia di Bari, come Molfetta, Terlizzi (tra l’altro già presenti nella circoscrizione giudiziaria del Tribunale di Trani), Poggiorsini, Gravina in Puglia, Altamura e Bitonto.
Si aggiungano infine Zapponeta, facente parte del Comune di Barletta sino ai primi dell’Ottocento, e i comuni lucani dell’Alto Bradano (Palazzo San Gervasio, Lavello, Venosa, Genzano di Lucania, ecc.) da sempre più vicini culturalmente ed economicamente al nostro Territorio piuttosto che a Potenza.
L’ingresso di questi comuni, in un’area vasta nordbarese-ofantina, potrebbe veder nascere uno dei più grandi ed importanti distretti agro-alimentari e turistici d’Europa.
Prof. Vincenzo PICCIALLI
Segretario Amministrativo del Comitato di Lotta “Barletta Provincia”
Dirigente del MIDA-
Con il Decreto Legge n. 95, del 6 luglio 2012, la Provincia di Barletta-Andria-Trani, con una
popolazione di circa 400.000 abitanti, ma con una superficie di circa 1.550 kmq rispetto ai 2.500 richiesti, rischia di essere accorpata alla già vastissima Provincia di Foggia.
Oltre all’auspicata impugnazione della Legge dinanzi alla Corte Costituzionale, se convertita in sede parlamentare, così come enunciata nel Decreto Legge governativo, due sono le possibilità perché sopravviva la nostra Provincia di Barletta-Andria-Trani.
Tanto, per non vanificare i pluridecennali sforzi e i sacrifici compiuti da tanti nostri concittadini,
alcuni dei quali scomparsi dopo aver dedicato l’intera loro esistenza alla nascita della “Sesta Provincia Pugliese”:
1) interventi a livello parlamentare, affinchè vengano escluse dal Decreto Legge governativo le
Province confinanti con le nascenti Città metropolitane (schema di emendamento allegato).
2) strategica mediazione politica e diplomatica dei nostri Amministratori, sia nei confronti del
Consiglio delle Autonomie Locali della Puglia (organo consultivo previsto dal decreto-legge n. 95/2012) e nei riguardi dei Comuni poco inclini ad essere fagocitati dalla Città Metropolitana di Bari.
Sarebbe sufficiente, a questo punto, aggregare alla Provincia BT le confinanti Cerignola (593 kmq) città ofantina della Provincia di Foggia; Corato (167 kmq) e Ruvo di Puglia (222 kmq) della Provincia di Bari, già ricomprese nello storico Comprensorio Nord-Barese, perché venga superata la superficie minima richiesta dal decreto-legge!
È auspicabile, altresì, l’ingresso nella Provincia BT di altre importanti realtà, attualmente ricomprese nella Provincia di Bari, come Molfetta, Terlizzi (tra l’altro già presenti nella circoscrizione giudiziaria del Tribunale di Trani), Poggiorsini, Gravina in Puglia, Altamura e Bitonto.
Si aggiungano infine Zapponeta, facente parte del Comune di Barletta sino ai primi dell’Ottocento, e i comuni lucani dell’Alto Bradano (Palazzo San Gervasio, Lavello, Venosa, Genzano di Lucania, ecc.) da sempre più vicini culturalmente ed economicamente al nostro Territorio piuttosto che a Potenza.
L’ingresso di questi comuni, in un’area vasta nordbarese-ofantina, potrebbe veder nascere uno dei più grandi ed importanti distretti agro-alimentari e turistici d’Europa.
Prof. Vincenzo PICCIALLI
Segretario Amministrativo del Comitato di Lotta “Barletta Provincia”
Dirigente del MIDA-

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