Il ministro della Giustizia
statunitense, Eric Holder, ha chiesto ufficialmente, attraverso i canali
diplomatici, di poter consultare le carte dell'inchiesta della Procura
di Trani relativa alle agenzie di rating.
L'amministrazione americana, scrive MF, ha deciso di rompere gli
indugi e, in virtu' dei rapporti bilaterali con il governo di Roma, ha
ottenuto, secondo quanto puo' rivelare MF-Milano Finanza, l'invio a
stretto giro delle oltre 8 mila pagine dell'indagine che ha coinvolto
Moody's e Standard & Poor's per un reato considerato molto grave
oltreoceano, quello del market abuse, ovvero la manipolazione
pluriaggravata del mercato per cui si rischiano fino a 12 anni di
carcere. La decisione del governo degli Stati Uniti segna anche una vera
inversione di atteggiamento nei confronti dell'inchiesta italiana,
visto che fino a pochi mesi fa al Pm Michele Ruggiero erano state negate
persino le autorizzazioni necessarie per svolgere anche nel Paese
d'origine delle due agenzie di rating alcune indagini di
approfondimento, divenute oggi di rigore perche' il reato ipotizzato non
e' piu' connesso al "giudizio" che le societa' emettono sui debiti
sovrani (entrambe sono accusate di fatto di aver pilotato in qualche
modo il timing del declassamento dell'Italia dal 2010 al 2012) bensi' le
modalita' e gli "artifici" con cui essi sono stati effettuati.
Da quanto risulta, la Procura di Trani, che ha appena notificato anche
all'attuale numero uno di S&P Douglas Peterson l'avviso di garanzia
dopo quello consegnato all'ex ceo Devan Sharma, sarebbe pronta a
inviare tutto il materiale: una mossa che potrebbe innestare un processo
anche al di la' dell'oceano con le logiche conseguenze che si possono
immaginare. red/lab

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