“Quanto emerso in questi giorni non fa altro che dare ragione al
centro-destra. Sono anni che ci sforziamo di evidenziare la realtà dei
fatti. Quanto denunciato dall'ex sindaco Maffei, nell'arco della
conferenza stampa di saluto alla città, è difatti gravissimo. Non può
Maffei sferrare tali accuse solo dopo che si è provveduti allo
scioglimento del Consiglio Comunale. Non può Maffei attaccare solo ora
quei consiglieri compagni di partito che sin qui lo hanno rieletto e
sostenuto. Non può Maffei ricordarsi solo ora di parlare alla città.
Troppo tardi! Maffei dimentica di esser stato il sindaco di questa
città, il legale rappresentante dell'azienda Barletta. Maffei dimentica
che di quanto denunciato dovrà essere il primo a rispondere. L'ex
sindaco dimentica di essere il primo artefice di tutto ciò che è stato
fatto e che non è stato fatto in questi sei anni e mezzo di
amministrazione o meglio di non amministrazione. Quanto afferma,
inoltre, non fa altro che confermare la necessità che vi era di dover
dare una sterzata, di dover staccare la spina a tutti i costi a questo
modo medievale di fare politica, in maniera quasi privatistica,
infischiandosene di tutti, opposizioni comprese. Mi sento in dovere,
inoltre, di puntualizzare alcune cose a chi si è subito prodigato nella
difesa d'ufficio di un sindaco indifendibile, mandato a casa in virtù di
quella che era la palese volontà popolare di gran parte dei cittadini
di Barletta. Personalmente, stimo l'onorevole Francesco Boccia, ottima
persona, dalle grandi capacità culturali e del quale ho appreso dai
giornali la volontà di rivolgersi in Procura. E' fuori dubbio che nulla
vieta a Boccia di farlo ma è bene ricordargli che qualora dovesse farlo
sarà proprio Maffei a dover rispondere di quanto denunciato in quanto
garante del massimo organo comunale e primo vero responsabile di quel
sistema di lottizzazione di potere urlato alla stampa. A mio avviso,
l'interrogativo che dobbiamo porci tutti quanti è uno solo:
l'immobilismo e la cattiva gestione del sindaco Maffei meritavano
continuità? Si poteva andare avanti nel buio più totale? Consentitemi di
rispondervi di no perché Barletta è già fin troppo nel baratro”.
Giovanni Alfarano - Consigliere Regionale Pdl

Nessun commento:
Posta un commento