BAT : Il no della Murgia all’unione con Foggia
Spinazzola non preferisce neanche l’area metropolitana
Consales: «Troppo frastagliamento, piano condiviso»
Non c’è solo Andria. A dire no all’accorpamento della Bat alla Provincia
di Foggia, c’è anche la Murgia. In particolare, la difesa più strenua è
quella del Comune più piccolo di tutta la provincia, Spinazzola, meno
di settemila abitanti. Il Consiglio comunale, già qualche mese fa, si è
detto contrario sia ad entrare nella Provincia di Foggia che ad aderire
all’area metropolitana barese. «Noi vogliamo una provincia allargata»,
dice il sindaco Nicola Di Tullio, esponente di una civica di
centrodestra che ha messo d’accordo Pdl, Udc e anche qualche ex Pd.
«Entrare nella città metropolitana di Bari o nella Provincia di Foggia è
uguale. Siamo lontani tanto da Bari quanto da Foggia. Quando eravamo in
Provincia di Bari non ho mai visto nessuno venire a Spinazzola dal
capoluogo. Non sarebbe diverso - sottolinea - con Foggia, ora. L’ideale è
la provincia Bat, con dieci città che sono riuscite a fare sistema». Se
però l’idea della provincia allargata a Nord di Bari (che dovrebbe
ricomprendere tutti i Comuni decisi a non stare né con Foggia né con
Bari) non dovesse andare in porto, Di Tullio non avrebbe dubbi: «Meglio
con Bari, con Foggia non abbiamo davvero nulla in comune».
Mimmo Consales
Solo che, per dire questo, il Comune murgiano dovrebbe
approvare una nuova delibera di Consiglio. Dalla sua decisione dipende
anche il destino di Minervino Murge, che non ha contiguità territoriale
diretta né con la Provincia di Foggia né con la futura area
metropolitana barese. «Confiniamo con Spinazzola e Andria, aspettiamo
perciò le decisioni di questi due Comuni», dice il sindaco pd, Rino
Superbo. «E’ chiaro che non abbiamo alcun interesse a stare nel
Foggiano, non abbiamo nulla in comune con questo territorio». Stessa
cosa sostiene Ernesto La Salvia (Pd pure lui), sindaco di Canosa, la
città del presidente della Bat, Francesco Ventola. «In Consiglio abbiamo
già deciso di non voler stare con Foggia», spiega. «Abbiamo un legame
con Cerignola, ma mi spieghino che cosa c’entriamo con il Subappennino
dauno o il Gargano. E, poi, Foggia è già una delle province più vaste
d’Italia, con una serie di problemi compresi un alto rischio
idrogeologico e sismico. Non è il caso che si occupi anche di noi».
Nemmeno l’adesione all’area metropolitana sarebbe certo la soluzione
ideale per La Salvia, che anzi conclude: «Questa situazione crea solo un
enorme confusione». Venti di protesta a Nord della Puglia. Ma a Sud la
musica non è diversa. «Perché è tempo di andare oltre gli interessi di
bottega». Con questo obiettivo, il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales,
ha convocato lunedì i colleghi, compresi quelli dei Comuni che hanno già
deliberato per essere accorpati a Lecce e alla città metropolitana di
Bari. «Non è ammissibile - ha spiegato Cosales - questo frastagliamento
e, puntando ormai su un’unica provincia del Grande Salento formata da
Lecce, Taranto e Brindisi, credo che sia doveroso presentarsi uniti».
Pur con la consapevolezza che non tutti accetteranno l’invito a
sottoscrivere un documento per chiedere al ministro Patroni Griffi la
costituzione di una grande Provincia, Consales si aspetta che, almeno i
sette Comuni che hanno manifestato l’intenzione di essere accorpati a
Lecce rispondano con coerenza. In questa logica non rientra Fasano che,
invece, prima attraverso una consultazione popolare, poi con un
provvedimento dell’assise cittadina, ha chiesto di rientrare nel
territorio della città metropolitana. A tutti gli altri, però, il
sindaco di Brindisi è pronto a chiedere il supporto per ottenere un ente
che racchiuda il Grande Salento.
«Chi sente le proprie tradizioni vicine a quelle leccesi sarà
accontentato - ha precisato Consales - in fondo si tratta proprio di
essere tutti uniti nella volontà di andare con Lecce e Taranto. Non c’è
incoerenza rispetto a quanto già deliberato». Ma il primo cittadino
chiarisce anche l’apparente cambio di rotta rispetto all’iniziale
richiesta, avanzata proprio al ministro per la Funzione pubblica. La
provincia Taranto-Brindisi, infatti, costituiva una realtà su cui
puntare solo nell’eventualità che si potesse conservare lo status di
capoluogo per entrambe le città. Archiviata questa ipotesi, Consales ha
deciso di chiamare attorno a sé i colleghi brindisini e di convogliare
sforzi ed idee sul Grande Salento. Accanto a lui anche il senatore del
Pd Salvatore Tomaselli, pronto a sostenerne la battaglia a Roma. «Non mi
arrendo all’idea che la nostra provincia debba subire passivamente un
vero e proprio processo di disgregazione - ha scritto il senatore in una
nota - per questo ritengo assolutamente prioritario ricostituire
l’unità di azione e di iniziativa dell’intera nostra provincia».
Carmen Carbonara
Francesca Cuomo
Fonte Corriere della sera
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