MINERVINO MURGE : Da Bari a Boreano, schiavi del pomodoro in Basilicata
I campi al confine tra Minervino Murge e Venosa nuova meta dei
migranti in cerca di lavoro. Tra sfruttamento, condizioni di vita
precarie e l'impegno dei volontari per combattere il caporalato
Raggiungono l'Italia con il sogno di un avvenire migliore. Ma spesso per
loro non c'è altro che una paga per ogni cassetta di pomodori raccolti.
E' quanto accade in molte parti d'Italia. Specie in Puglia, dove la piaga del bracciantato agricolo "schiavizzato" ha una storia lunga che nel tempo ha conosciuto diverse forme. Oggi sono i migranti a svolgere buona parte del lavoro di raccolta del pomodoro. Spesso vivono in condizioni di emergenza sanitaria e senza alcuna forma di tutela. Una
nuova frontiera è quella che porta i lavoratori da Bari verso Boreano,
una frazione di Venosa, a pochi chilometri da Minervino Murge. Su quello che sta accadendo su questo fazzoletto di terra al confine tra Puglia e Basilicata, Roberto Saviano ieri ha dedicato un passaggio del suo intervento durante la trasmissione "Che tempo che fa".
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