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lunedì 12 novembre 2012

Modello O.R.A.: Obiettivi, Risorse, Autoefficacia nella vita e nello sport,



La mia intenzione è di presentare un modello di intervento che ho definito con l’acronimo O.R.A.: Obiettivi, Risorse ed Autoefficacia.
L’idea è scaturita dall’integrazione di aspetti della Psicologia dello Sport con tecniche della Psicoterapia della Gestalt, il protocollo EMDR adattato alle prestazioni eccellenti e l’Ipnosi Ericksoniana.
Gli aspetti della psicologia dello sport che ho considerato di primaria importanza sono il goal setting (formulazione degli obiettivi) e l’autoefficacia di Bandura.
Essendo io stesso un atleta ed avendo avuto l’opportunità di fare un esperienza/stage di circa 4 mesi presso un Centro Sportivo di atleti professionisti, ho potuto rendermi conto che è importante un lavoro di definizione degli obiettivi sfidanti, chiari, raggiungibili dal quale partire per individuare le risorse, qualità, caratteristiche occorrenti da acquisire o potenziare per raggiungere tali obiettivi.
L’obiettivo deve essere ben formulato, visibile (immaginabile), possibile, sfidante, di mia responsabilità, raggiungibile in un tempo prefissato (con scadenza), identificabile in un risultato e anzichè un processo.
Fissare obiettivi limitati, raggiungibili e progressivamente più ambiziosi è uno dei modi migliori per aumentare l'autoefficacia dell'atleta.
Obiettivi specifici e prossimi sono più efficaci nel dirigere l’azione
Obiettivi specifici dirigono meglio di obiettivi generali
Obiettivi difficili sono meglio di obiettivi modesti
Obiettivi a medio termine favoriscono il raggiungimento di obiettivi a lungo termine
 “L’obiettivo e la ‘progettazione’ fanno parte del vivere nel tempo dell’essere umano, che si muove sulla linea passato-presente-futuro, e che guarda a un futuro, di cui non esiste ancora nessuna certezza, da un presente pieno di disegni possibili.

Prima che un progetto acquisti contorni determinati, prima che un volere qualcosa si trasformi in un fare qualcosa, esso si muove dentro di noi come possibilità, come un sogno da realizzare, come un desiderio, una spinta.” (Cantaro F., Guastalla G., 2010).
La prestazione aumenta quando gli obiettivi sono moderatamente difficili per i seguenti motivi:
-       se un atleta valuta di non essere sufficientemente in grado di raggiungerlo, difficilmente sarà motivato a impegnarsi in un’attività frustrante;
-       la fiducia in sé stesso influenza direttamente la percezione della difficoltà del compito e la successiva prestazione;
-       obiettivi troppo facili e poco incentivanti inducono demotivazione.
La pratica di darsi un obiettivo: consiste nell’identificare i nostri obiettivi a breve e lungo termine e le azioni necessarie per raggiungerli (cioè nel formulare un piano d’azione); organizzare il nostro comportamento in funzione di tali obiettivi; controllare l’azione per essere certi di non uscire dai binari; prestare attenzione al risultato di tali azioni,per riconoscere se e quando è necessario ritornare alla fase di progettazione.” (Branden N., 1997).
Utilizzando il modello O.R.A. si definisce chiaramente l’obiettivo temporale e le risorse per raggiungerlo. E’ importante riuscire a vedersi con l’obiettivo raggiunto, indossare l’obiettivo raggiunto. Attraverso l’ipnosi Ericksopniana si chiede di immaginarsi poi avanti nel tempo con l’obiettivo raggiunto: Come te lo immagini? Come ti vedi avendo già raggiunto l’obiettivo? Dove? Con chi? Come ti senti? Come è stato raggiungere l’obiettivo? Cosa hai fatto? Chi ti ha aiutato? Quali sono state le tue risorse? Come hai iniziato? Da dove sei partito? Quali difficoltà hai incontrato? Come le hai superate?
“Se desiderate compiere qualcosa nella realtà, innanzitutto visualizzate voi stessi mentre riuscite a compierla.” (Lazarus A., 1989)

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