La mia intenzione è di presentare un
modello di intervento che ho definito con l’acronimo O.R.A.: Obiettivi, Risorse
ed Autoefficacia.
L’idea è scaturita dall’integrazione di
aspetti della Psicologia dello Sport con tecniche della Psicoterapia della
Gestalt, il protocollo EMDR adattato alle prestazioni eccellenti e l’Ipnosi
Ericksoniana.
Gli aspetti della psicologia dello sport
che ho considerato di primaria importanza sono il goal setting (formulazione
degli obiettivi) e l’autoefficacia di Bandura.
Essendo io stesso un atleta ed avendo
avuto l’opportunità di fare un esperienza/stage di circa 4 mesi presso un
Centro Sportivo di atleti professionisti, ho potuto rendermi conto che è
importante un lavoro di definizione degli obiettivi sfidanti, chiari,
raggiungibili dal quale partire per individuare le risorse, qualità,
caratteristiche occorrenti da acquisire o potenziare per raggiungere tali
obiettivi.
L’obiettivo
deve essere ben formulato, visibile (immaginabile), possibile, sfidante, di mia
responsabilità, raggiungibile in un tempo prefissato (con scadenza),
identificabile in un risultato e anzichè un processo.
Fissare obiettivi limitati, raggiungibili e
progressivamente più ambiziosi è uno dei modi migliori per aumentare l'autoefficacia
dell'atleta.
Obiettivi specifici e prossimi sono più efficaci nel
dirigere l’azione
Obiettivi
specifici dirigono meglio di obiettivi generali
Obiettivi
difficili sono meglio di obiettivi modesti
Obiettivi a
medio termine favoriscono il raggiungimento di obiettivi a lungo termine
“L’obiettivo e la ‘progettazione’ fanno parte
del vivere nel tempo dell’essere umano, che si muove sulla linea
passato-presente-futuro, e che guarda a un futuro, di cui non esiste ancora
nessuna certezza, da un presente pieno di disegni possibili.
Prima
che un progetto acquisti contorni determinati, prima che un volere qualcosa si
trasformi in un fare qualcosa, esso si muove dentro di noi come possibilità,
come un sogno da realizzare, come un desiderio, una spinta.” (Cantaro F., Guastalla
G., 2010).
La prestazione aumenta quando gli obiettivi sono moderatamente difficili
per i seguenti motivi:
-
se un atleta valuta di non essere sufficientemente
in grado di raggiungerlo, difficilmente sarà motivato a impegnarsi in
un’attività frustrante;
-
la fiducia in sé stesso influenza direttamente la
percezione della difficoltà del compito e la successiva prestazione;
-
obiettivi troppo facili e poco incentivanti inducono
demotivazione.
“La pratica di
darsi un obiettivo: consiste nell’identificare i nostri obiettivi a
breve e lungo termine e le azioni necessarie per raggiungerli (cioè nel
formulare un piano d’azione); organizzare il nostro comportamento in funzione
di tali obiettivi; controllare l’azione per essere certi di non uscire dai binari;
prestare attenzione al risultato di tali azioni,per riconoscere se e quando è
necessario ritornare alla fase di progettazione.” (Branden N., 1997).
Utilizzando
il modello O.R.A. si definisce chiaramente l’obiettivo temporale e le risorse
per raggiungerlo. E’ importante riuscire a vedersi con l’obiettivo raggiunto,
indossare l’obiettivo raggiunto. Attraverso l’ipnosi Ericksopniana si chiede di
immaginarsi poi avanti nel tempo con l’obiettivo raggiunto: Come te lo
immagini? Come ti vedi avendo già raggiunto l’obiettivo? Dove? Con chi? Come ti
senti? Come è stato raggiungere l’obiettivo? Cosa hai fatto? Chi ti ha aiutato?
Quali sono state le tue risorse? Come hai iniziato? Da dove sei partito? Quali
difficoltà hai incontrato? Come le hai superate?
“Se
desiderate compiere qualcosa nella realtà, innanzitutto visualizzate voi stessi
mentre riuscite a compierla.” (Lazarus A., 1989)
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