Ulteriore passo avanti per l’apertura tanto agognata del Museo
Archeologico degli Ipogei di Trinitapoli con l’approvazione, ieri,
durante la seduta del Consiglio Comunale, del regolamento contenente i
principi generali, finalita’ e organizzazione del Museo e del Parco.
Tuttavia, restano dubbi e perplessità sulla stesura dello stesso. Vengono infatti regolamentati in un unico testo sia il suddetto Museo che il Parco Archeologico, quest’ultimo, a detta della maggioranza, sembra non essere più nemmeno tale rispondendo più alle caratteristiche di un’ “area archeologica” per tanto non meritevole di una regolamentazione apposita.
L’argomento durante la seduta pare essere ostico per la maggior parte dei presenti, molti della maggioranza non si esprimono se non con l’alzata di mano che serve a bocciare gli emendamenti presentati dai consiglieri del gruppo consiliare d’opposizione “Trinitapoli da Vivere” (Piccinino –Brandi), tra questi l’emendamento che prevedeva che la scelta tra le due forme di gestione previste (diretta o esterna) attuata mediante una valutazione comparativa in termini di sostenibilità economico-finanziaria e di efficacia, sulla base di obiettivi definiti; quello sulla possibilità che il Museo possa avvalersi di giovani del Servizio Civile Volontario nazionale e di tirocinanti provenienti da facoltà universitarie il cui indirizzo di studi sia coerente con la missione e la natura del museo. Restano inoltre non disciplinate le funzioni del “servizio accoglienza e vigilanza” da poter affidare all’esterno.
Grazie agli emendamenti presentati con grande impegno tecnico dal consigliere dott. Donato Piccinino si ottiene però un risultato, che è quello di inserire le attività di ricerca tra quelle che il museo porrà in essere, la Carta dei Servizi a garanzia degli standard minimi di qualità, la disciplina del deposito del Museo, l’organizzazione delle tariffe, l’orario minimo di apertura settimanale a 24 ore, nonché quelli di considerare i servizi educativi e i servizi accessori come prioritari per il Museo. Infine (the least but not the last) le attività di volontariato che così potranno contribuire al funzionamento della macchina museale.
Degna di menzione la dichiarazione del sindaco Di Feo determinato a portare a termine questa impresa, così attesa dai cittadini e dal mondo scientifico che potrebbe dare slancio all’immagine ed all’economia del paese. Nessuno, in ogni caso, men che meno l’Assessore alla Cultura (con delega al Bilancio), Lucrezia Filannino, ha dato certezza che ci siano risorse disponibili perché tutto ciò si compia né su dove esse possano essere recuperate. Speriamo che la gatta frettolosa non abbia fatto i figli ciechi.
C. Rita Di Gaetano
Tuttavia, restano dubbi e perplessità sulla stesura dello stesso. Vengono infatti regolamentati in un unico testo sia il suddetto Museo che il Parco Archeologico, quest’ultimo, a detta della maggioranza, sembra non essere più nemmeno tale rispondendo più alle caratteristiche di un’ “area archeologica” per tanto non meritevole di una regolamentazione apposita.
L’argomento durante la seduta pare essere ostico per la maggior parte dei presenti, molti della maggioranza non si esprimono se non con l’alzata di mano che serve a bocciare gli emendamenti presentati dai consiglieri del gruppo consiliare d’opposizione “Trinitapoli da Vivere” (Piccinino –Brandi), tra questi l’emendamento che prevedeva che la scelta tra le due forme di gestione previste (diretta o esterna) attuata mediante una valutazione comparativa in termini di sostenibilità economico-finanziaria e di efficacia, sulla base di obiettivi definiti; quello sulla possibilità che il Museo possa avvalersi di giovani del Servizio Civile Volontario nazionale e di tirocinanti provenienti da facoltà universitarie il cui indirizzo di studi sia coerente con la missione e la natura del museo. Restano inoltre non disciplinate le funzioni del “servizio accoglienza e vigilanza” da poter affidare all’esterno.
Grazie agli emendamenti presentati con grande impegno tecnico dal consigliere dott. Donato Piccinino si ottiene però un risultato, che è quello di inserire le attività di ricerca tra quelle che il museo porrà in essere, la Carta dei Servizi a garanzia degli standard minimi di qualità, la disciplina del deposito del Museo, l’organizzazione delle tariffe, l’orario minimo di apertura settimanale a 24 ore, nonché quelli di considerare i servizi educativi e i servizi accessori come prioritari per il Museo. Infine (the least but not the last) le attività di volontariato che così potranno contribuire al funzionamento della macchina museale.
Degna di menzione la dichiarazione del sindaco Di Feo determinato a portare a termine questa impresa, così attesa dai cittadini e dal mondo scientifico che potrebbe dare slancio all’immagine ed all’economia del paese. Nessuno, in ogni caso, men che meno l’Assessore alla Cultura (con delega al Bilancio), Lucrezia Filannino, ha dato certezza che ci siano risorse disponibili perché tutto ciò si compia né su dove esse possano essere recuperate. Speriamo che la gatta frettolosa non abbia fatto i figli ciechi.
C. Rita Di Gaetano

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