La proposta di deliberazione
sull’attuazione del tributo Tares 2013 preparata dalle opposizioni ha
finalmente iniziato il suo iter nelle commissioni consiliari e, si spera, presto
approderà in Consiglio Comunale.
Tale proposta è scaturita al
termine dell’iniziativa popolare di raccolta firme con cui oltre settemila cittadini hanno manifestato il loro dissenso
rispetto alle inique politiche finanziarie dell’amministrazione comunale che,
oltre ad incrementare, a volte in maniera smisurata, il tributo Tares, ha
generato in una molteplicità di casi confusione e duplicazione di imposta che
hanno gettato nello sconforto tanti contribuenti alle prese con vere e proprie
cartelle pazze.
La nostra proposta tende ad evitare l’applicazione di sanzioni per i
ritardi nei pagamenti determinati da tale incresciosa situazione di vero e
proprio caos ed impegna gli uffici comunali a rideterminare il tributo in
ragione delle riduzioni previste dal regolamento, provvedendo al rimborso nei
confronti di coloro che erroneamente hanno pagato di più. Un obiettivo semplicemente di giustizia, motivato dagli errori del
Comune, ma l’avvio della discussione lascia presagire il rigetto da parte della
maggioranza di centro destra che già nelle commissioni ha espresso voto
contrario.
Un primo risultato però la nostra
iniziativa ha già conseguito ed è bene che i cittadini lo sappiano.
L’Ufficio competente ha
formalmente ammesso che la banca dati del Comune è “incompleta e non adeguata tanto da generare avvisi non corretti” e
ha messo nero su bianco che “in caso di mancato pagamento si procederà
al sollecito senza sanzioni ed interessi”. E’ appena il caso di ricordare
in proposito che fino allo scorso anno tali solleciti sono pervenuti dopo
diversi anni dalla scadenza dei termini di pagamento.
Prendiamo pertanto atto del
pronunciamento della dirigente e invitiamo dunque tutti i contribuenti che
hanno ricevuto avvisi con evidenti errori a risolvere prima tali errori presso
gli uffici comunali, direttamente o facendosi rappresentare da Caf e
organizzazioni sindacali, e solo dopo provvedere al pagamento del tributo,
considerato che non si pagano sanzioni per i ritardi.
Ma se quanto dichiarato
dall’Ufficio è vero e condiviso dalla Amministrazione, perché allora non andrebbe sancito in una delibera
approvata dal Consiglio Comunale, organo deputato alla regolamentazione della
Tares?
Oppure si vuol giocare con
l’equivoco, creando ingiustizie fra contribuenti avveduti
ed altri meno informati pur di raccogliere quanti più
tributi possibile, giusti o ingiusti che essi siano?
Il nostro impegno per
l’approvazione della delibera dunque continua per un obiettivo di trasparenza,
di certezza del diritto e di equità contributiva. Siamo infatti convinti che i
macroscopici errori che il Comune ha
commesso, debbano diventare formale e inoppugnabile motivo di esclusione delle
sanzioni, sgombrando così il campo da equivoche interpretazioni del
Regolamento.
Attendiamo il centro destra in
Consiglio Comunale e lo sfidiamo a confrontarsi una volta per tutte
sull’effettivo costo del servizio rifiuti che nel piano finanziario è passato
da circa 11 milioni a circa 16 milioni di euro.
Partito Democratico - Andria 3 - Italia dei Valori – L’Alternativa - La
Risposta per Andria - Sel

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