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martedì 12 giugno 2018

FOGGIA - BAT : Finanza - bilancio attività a contrasto della criminalità organizzata

Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, dott. Ludovico Vaccaro, unitamente al Procuratore aggiunto, dott.ssa Francesca Romana Pirrelli, hanno tenuto presso il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Foggia, una conferenza stampa in cui hanno valorizzato le operazioni di servizio di maggior rilievo del Corpo svolte nel periodo novembre 2017 – maggio 2018.
L’iniziativa dell’A.G locale si inquadra in un più ampio contesto di divulgazione mediatica delle attività giudiziarie intraprese per contrastare efficacemente il fenomeno della criminalità organizzata comune e di stampo mafioso che da anni investe il capoluogo Dauno e l’intera provincia, con specifica attenzione alla fascia garganica e alle cittadine di Cerignola e San Severo.
La stessa è stata sostanzialmente rivolta ad esaltare tutte quelle operazioni di polizia giudiziaria, condotte sia d’iniziativa sia su delega, che hanno permesso il conseguimento di eccellenti risultati nei seguenti settori operativi con un particolare focus su quelle che sono state validate sia in sede cautelare (Tribunale del Riesame avverso misure reali e personali) che in sede di merito (applicazione dei procedimenti speciali):
LOTTA ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
 “GOLDEN AGE”: in data 15 novembre 2017, i militari della compagnia di San Severo, nel quadro dell’intensificazione delle attività di controllo del territorio a contrasto della criminalità comune ed organizzata nella provincia di Foggia, hanno condotto una mirata attività info-investigativa nei confronti di alcuni soggetti gravati da significativi precedenti di polizia pervenendo al sequestro di kg 1 di cocaina e 5 pistole, di cui 2 con matricole abrase, munizionamento ed 1 silenziatore e traendo in arresto un pregiudicato di San Severo;
 “NEL NOME DEL PADRE”, in data 28 febbraio 2018, all’esito di una complessa ed articolata attività investigativa svolta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Foggia, sotto la direzione e il coordinamento della locale Procura della Repubblica, nei confronti di alcuni componenti della cosca criminale attiva nel territorio di Mattinata (FG) – Vieste (FG), già capeggiata da Mario Luciano ROMITO, detenuti presso la Casa Circondariale di Foggia ovvero in stato di libertà, davano esecuzione a 11 misure cautelari per i reati di detenzione illegale di armi e tentata evasione dal carcere di Foggia, sequestrando 2 fucili, 1 pistola e 2 “capelli d’angelo”;
AGGRESSIONE AI PATRIMONI ILLECITAMENTE ACQUISITI
 “THE PUZZLE”: nel quadro dell’intensificazione delle investigazioni economiche, patrimoniali e finanziarie, finalizzate all’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati dalla criminalità comune ed organizzata, i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Foggia, in data 4 dicembre 2017, hanno approfondito la posizione economica di un noto pregiudicato per delitti contro il patrimonio, la persona, l’ordine pubblico e in materia di armi, già sorvegliato speciale di P.S, pervenendo al sequestro, ai sensi della normativa antimafia di beni per un valore complessivo stimabile in circa 1,5 milioni di euro, tra cui 1 villetta con annessi terreni agricoli nel Comune di Foggia, 4 appartamenti ubicati in Foggia e Vico del Gargano (FG), 2 terreni agricoli nel Comune di Foggia, 1 autovettura di grossa cilindrata e quote societarie in 3 imprese commerciali;
 “SALUS”: in data 28 novembre 2017, militari della Compagnia di San Severo all’esito di una complessa ed articolata indagine di polizia giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, avviata a seguito del fallimento di una società cooperativa di San Severo, operante nel settore dei servizi di assistenza socio-sanitaria, sottoponevano a sequestro beni, per un valore di 800.000 euro.
L’attività investigativa consentiva di accertare che i responsabili della citata società avevano sistematicamente omesso di versare contributi previdenziali all’I.N.P.S. per quasi 1,5 milioni di Euro e ritenute dovute al Fisco per oltre 750.000 Euro, a danno di ben 121 dipendenti. Gli illeciti guadagni erano stati fatti confluire in un “trust”, con sede in uno stato estero c.d. “paradiso fiscale”, nel tentativo di sottrarli ad eventuali azioni di rivalsa del fisco. Sequestrati: una lussuosa villa con annesso terreno sita in Apricena (FG), n. 5 appartamenti, n. 2 autorimesse e 2 locali commerciali in Apricena (FG) e Termoli (CB) oltre ad un’autovettura;
REPRESSIONE DEL TRAFFICO DI SOSTANZE STUPEFACENTI E DEI TRAFFICI
ILLECITI VIA MARE

 “BALLONS”: in data 7 marzo 2018, militari del Gruppo di Foggia e della Compagnia di Manfredonia, all’esito di complesse e prolungate investigazioni di polizia giudiziaria, dirette e coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia, attivate a seguito di mirati servizi di controllo economico del territorio per la repressione dei traffici illeciti, eseguivano 15 misure cautelari nei confronti di foggiani e sipontini per traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, sequestrando Kg. 23 di sostanze stupefacenti e 2 pistole con matricole abrase;
 “DELIRIUM”: in data 27 aprile 2018 militari del Nucleo di Polizia Economic-Finanziaria di Foggia, all’esito di complesse e prolungate investigazioni di polizia giudiziaria, tecniche e convenzionali, delegate dalla Procura della Repubblica di Foggia, relative ad un diffuso e consolidato traffico di sostanze stupefacenti in essere nelle cittadine di Orta Nova (FG) e Cerignola, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere ed agli arresti domiciliari nei confronti di 9 soggetti ritenuti responsabili dei reati di spaccio aggravato di sostanze stupefacenti, del tipo hashish, marijuana e cocaina e di furto aggravato, sequestrando kg. 4,768 di Hashish e gr. 40 di marijuana;
 in data 25/26 gennaio 2018 unità del Reparto Operativo Aeronavale di Bari individuavano a largo di Vieste un gommone trasportante verosimilmente sostanza stupefacente. Veniva ingaggiato un inseguimento, all’esito del quale il gommone puntava verso terra, spiaggiando in località Pugnochiuso. A bordo dello stesso venivano rinvenuti e successivamente posti in sequestro kg. 885 di marijuana. Le immediate attività di ricerca poste in essere dai militari della Compagnia di Manfredonia, Tenenza di Vieste e Sezione Operativa Navale di Manfredonia Sezione permettevano, poche ore dopo, di rintracciare e trarre in arresto due scafisti di nazionalità albanese gravati da precedenti di polizia specifici, che si erano nascosti all’interno di un residence di Pugnochiuso;
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
 “MERCANTI NEL TEMPIO” in data 3 maggio 2018, militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Foggia, all’esito di complesse e prolungate attività di indagine, tecniche e convenzionali, svolte in sinergia dalla locale Procura della Repubblica davano esecuzione a 13 misure cautelari personali nei confronti di pubblici ufficiali, consulenti e professionisti per reati contro la pubblica amministrazione, il patrimonio e la fede pubblica;
CONTRABBANDO DI PRODOTTI ENERGETICI
 All’esito di tre mirati interventi eseguiti dai militari del dipendente Nucleo Polizia Economico-Finanziaria, nel periodo dicembre 2017 – maggio 2018, in località San Severo e Foggia sono stati sequestrati complessivamente litri 57.655, per equivalenti kg. 47.816, di gasolio agevolato ad uso agricolo ed è stato accertato il consumo in frode di analogo prodotto per litri 7.672.866, pari a kg. 6.399.751.

lunedì 15 maggio 2017

TRINITAPOLI : “Emergenza ignorata dallo Stato. A Roma dovranno ascoltarci”

“Non staremo a guardare mentre la nostra città diventa terra di nessuno”. Il sindaco Francesco di Feo annuncia battaglia in vista del vertice in Prefettura, domani, quando si troverà per l’ennesima volta a trattare l’emergenza sicurezza con le istituzioni preposte.
Proprio qualche giorno fa, il 12 maggio, in concomitanza con la commemorazione di Giovanni Falcone all’auditorium dell’Assunta, a 25 anni dalla strage di via Capaci, Trinitapoli viveva una delle pagine più oscure della propria storia: un sequestro a scopo di rapina, che ha lasciato la città sgomenta.
“Siamo pronti ad andare a Roma a manifestare in ogni modo – fa sapere di Feo – stanchi ormai della improduttività dei vari tavoli tecnici e di servizio che si concludono solo con rassicurazioni estemporanee. Non sono episodi sporadici! Chiediamo un presidio di Polizia di Stato a Trinitapoli e simo pronti a concordarne la sede col Ministero dell’Interno. La sera, dopo le 20, la caserma dei Carabinieri chiude e la città diventa terra di nessuno. Chiediamo l’intervento e la presenza dello Stato, 24 ore su 24”.
Trinitapoli negli ultimi mesi ha registrato una recrudescenza di fenomeni di micro criminalità, furti d’auto e in appartamento, che stanno trasformando il centro ofantino in una cittadina ad alto rischio.
Il sindaco resta sbigottito ed attonito, anche al cospetto dell’indifferenza dei media. Del sequestro si sono limitati a parlare i soli giornali locali. Niente oltre. “La gente deve sapere che siamo stati abbandonati da tutti, ma ora basta!”, tuona di Feo. “La nostra gente – continua – ha paura. Dov’è lo Stato? Le forze dell’ordine sono abbandonate a loro stesse, disarticolate e disorganizzate a causa della penuria di risorse e di uomini e sono rese impotenti da un sistema legislativo che non consente di assicurare alle patrie galere i delinquenti in modo tale da costituire un deterrente serio all’atto delinquenziale”.
La posizione netta di di Feo non è nuova, dopo che in prima persona aveva subito l’incendio dell’abitazione e di una vettura, a titolo intimidatorio. “Non ci sto – dice il primo cittadino – alla rassegnazione e all’arrendevolezza; non posso accettare quanto è emerso all’indomani del Consiglio intercomunale tra Trinitapoli, San Ferdinando di Puglia e Margherita di Savoia. Nell’ultimo comitato per l’ordine e la sicurezza è stato spiegato ai sindaci che questa è la realtà e bisogna conviverci. Che occorrerebbe più prevenzione da parte delle amministrazioni e che le forze dell’ordine a disposizione dei nostri Comuni sono più che sufficienti. Un’assurdità rispetto a quanto sta succedendo negli ultimi mesi”.
Ora non è più tempo di parole. Trinitapoli aspetta interventi concreti: “Sono stanco di sentirmi abbandonato dallo Stato – ribadisce il primo cittadino casalino – e che il governo tra primarie, leggi elettorali e quant’altro, ha perso il suo vero obiettivo: la crisi economica è ad un punto tale che la delinquenza sta diventato l’unica via d’uscita per troppi. E la brava gente non vive più. Non possiamo permetterlo. Andremo a Roma e dovranno ascoltarci”.

Comunicato Stampa

lunedì 21 novembre 2016

BAT : "MICROCRIMINALITA' PIU' TEMUTA DELLA MAFIA. QUANDO AVRA' FINITO A MILANO ALFANO VENGA QUI".

ALTISSIMA LA PERCEZIONE DI INSICUREZZA TRA CITTADINI ED IMPRENDITORI.
DOPO LE TELECAMERA ARRIVANO I DEFIBRILLATORI NEI NEGOZI PER SOCCORRERE GLI ESERCENTI TERRORIZZATI. QUALE SARA’ IL PROSSIMO PASSO? ARMI PRONTE AD ESSERE USATE?

Dopo i recenti ulteriori episodi criminosi in alcuni comuni della Bat, come il recente omicidio a Canosa di Puglia e la rapina ai danni di altri due commercianti ad Andria, sale fortissima la tensione ed il terrore tra i commercianti ma anche tra le famiglie visto anche l’aumento di furti in abitazioni ed incursioni. Una tensione che, in verità, è sempre restata molto alta in città particolarmente esposte ad episodi di microcriminalità. Proprio sulle caratteristiche dei fenomeni criminosi è intervenuto il Presidente UNIBAT nonché Componente eletto della 3^ Consulta Attività Produttive della città di Andria e co-fondatore dell’Associazione Regionale Antiracket Antimafia, l’andriese Savino Montaruli il quale ha dichiarato: “a fronte del durissimo lavoro delle Forze dell’Ordine di contrasto alla grande criminalità organizzata questi fenomeni legati alla microcriminalità di strada sono quelli che più stanno preoccupando la gente. Fenomeni sempre più frequenti, sempre più cruenti e violenti, come nel caso dei recenti casi di omicidi a Canosa di Puglia. Quando si tratta di analizzare questa tipologia di criminalità le cose si fanno molto più complicate perché non ci si trova di fronte ad organizzazioni strutturate ma spesso a balordi che però fanno ancor più danni. La microcriminalità spaventa i cittadini più della mafia – dichiara il sindacalista andriese – soprattutto perché mentre le “regole” del sistema mafioso, anche di quello ormai più radicato dei colletti bianchi, si conoscono e si possono in qualche modo combattere, la reazione di un balordo, di un drogato, di soggetti che fanno uso esagerato di sostanze alcoliche o stupefacenti sono imprevedibili dunque più difficili da controllare. Il ruolo delle Istituzioni di fronte a questi fenomeni è fondamentale e quando questo ruolo è debole, quasi inesistente, come nel caso di questo territorio, allora ciò si sente e si sente pure fortissimo visto l’aumento esponenziale della percezione di insicurezza tra cittadini ed imprenditori. In ballo ci sono questioni sociali e sociologiche profonde, politiche preventive inesistenti ma anche politiche del lavoro ed occupazionali inefficienti e poco attente al crescente ma trascurato allarme sociale. Le Istituzioni chiuse in se stesse non hanno mai voluto dialogare, a volte non abbiamo neanche avuto l’onore di conoscerne i suoi rappresentanti e se la situazione diventerà sempre più grave sappiamo sin da ora il perché. Al Ministro Alfano, che a Milano, dopo alcuni episodi sovrapponibili a quelli occorsi nel nostro territorio, ha annunciato nuove misure di intervento in città dichiarando di voler impiegare per la sicurezza urbana centocinquanta militari in più a supportare le forze dell'ordine che già operano a livelli eccellenti e stop all'arrivo dei profughi, noi diciamo che non vogliamo i centocinquanta militari come per Milano e che non siamo contrari all’arrivo dei profughi ma gli chiediamo almeno una visita in questa provincia e soprattutto gli chiediamo la cortesia di non venire a raccontarci ciò che già sappiamo. Di fronte alla gravità della situazione non c’è più tempo né per le cerimonie né per i cerimonieri in giacca e cravatta. Pare che dopo le telecamere si vogliano dotare i negozi di defibrillatori, visto lo stato di terrore che vivono i commercianti. Quale sarà il prossimo passo? Installare nei negozi un armadietto con armi pronte ad essere usate? Noi questo non lo vogliamo ed a questo non dobbiamo arrivare.” – ha concluso il leader sindacale andriese.



Area Comunicazione UNIBAT

mercoledì 22 aprile 2015

CANOSA DI PUGLIA : Contrasto alla criminalità, sinergia Polizia di Stato-PM

La Polizia di Stato e la Polizia Municipale continuano a controllare il territorio per contrastare i fenomeni criminali. “Sono 59 le persone controllate dagli agenti, 11 sono risultati con pregiudizi penali a loro carico – ha dichiarato Leonardo Piscitelli, assessore alla Pm -. Durante i controlli sono stati effettuati 5 posti di controllo e fermati 21 veicoli. Non sono mancate anche le perquisizioni domiciliari. I numeri delle forze spiegate in campo sono considerevoli: 1 equipaggio automontato del Commissariato di Polizia di Stato di Canosa, 5 equipaggi automontati del reparto prevenzione e crimine, 2 squadre cinofile antidroga e 2 equipaggi automontati della polizia locale per un totale di 20 operatori. I risultati parlano di un arresto a carico di un giovane pregiudicato canosino per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, il sequestro di 40 grammi di hashish, e sanzioni al codice della strada con sequestri di veicoli e ritiro della carta di circolazione”.
“Ringrazio Maurizio Stefanizzi, dirigente della Polizia di Stato e Francesco Capogna, funzionario della Polizia locale di Canosa di Puglia, per l’encomiabile lavoro svolto – ha detto il primo cittadino, Ernesto La Salvia -. Voglio esprimere un plauso convinto per le attività svolte. Il mio apprezzamento va esteso naturalmente anche a tutte le altre Forze dell’Ordine ed al loro fondamentale lavoro che consente di contrastare tutti quei reati e illeciti che mortificano il nostro territorio e la nostra bella Città”.
Gli fa eco l‘assessore alla Polizia locale, Leonardo Piscitelli. “Come cittadino e come rappresentante delle istituzioni – ha sottolineato l’assessore -, sono felice di constatare quotidianamente l’impegno dei nostri tutori dell’ordine nella lotta contro l’illegalità. E’ doveroso proseguire con immutato impegno su questa strada, cercando di smuovere le coscienze civili sopite e chiedendo a gran voce la partecipazione diretta e piena di ciascuno cittadino, perché la tutela della giustizia e della legge non è un tema solo delle Forze dell’ordine, ma di noi tutti “.

martedì 1 aprile 2014

CANOSA DI PUGLIA : Escalation criminalità, a breve riunione Comitato per l’Ordine Pubblico

ernesto la salvia discorso 2Il Comitato per l’Ordine Pubblico si riunirà a breve, nell’aula consiliare del Comune di Canosa. Lo annuncia il sindaco di Canosa Ernesto La Salvia dopo aver preso parte ad un incontro in Prefettura, che si è svolto ancor prima degli ultimi e preoccupanti fatti di cronaca, il 27 marzo scorso.

In seguito all’incontro – ha dichiarato il sindaco Ernesto La Salvia –tenutosi giovedì 27 marzo presso la Prefettura, al quale ho preso parte insieme al primo cittadino di Minervino Murge, Rino Superbo, alla presenza del Prefetto, Clara Minerva, e al capo di Gabinetto, Michele La Stella, è stato stabilito di dare rilevanza ad una iniziativa di grande valore sociale: l’attribuzione al Comune dei beni confiscati alla mafia”.
In quella occasione il sindaco di Canosa ha richiesto che si riunisse il Comitato per l’Ordine Pubblico, alla luce delle criticità rilevate nel rione Castello e della iniziativa contro il racket delle campagne, promossa dalla stessa Prefettura.“Confermando la necessità dell’incontro – ha affermato il primo cittadino di Canosa -, condiviso dalla squisita sensibilità del rappresentando del Governo, siamo in attesa che si stabilisca la data, vista la necessaria convergenza del Prefetto, Questore, Rappresentanti delle Forze di Polizia”.

venerdì 8 novembre 2013

ANDRIA : CRESCE L'ALLARME CRIMINALITA'. IL PROBLEMA È ORMAI “SOCIALE” QUINDI ANCOR PIU’ GRAVE.

Dopo la riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocata con urgenza dopo quanto accaduto nella città di Trani ma crediamo anche dopo una serie di ulteriori gravissimi episodi che hanno visto ancora protagonista, in negativo, il territorio provinciale, bene ha fatto il Prefetto della Bat a riaffermare quanto già detto alcuni anni fa dall’allora Prefetto di Bari S.E. dott. Carlo Schilardi quando venne ad Andria e affermò: “Non c’è un caso Andria” e lo fece ben sapendo che quanto accadeva e, in verità, continua ad accadere ad Andria, come anche a Trani e nelle altre città del territorio, non rappresenti un “caso cittadino o locale” quindi non sono sufficienti le adeguate contromisure inquadrando il problema solo dal punto di vista dell’Ordine Pubblico ma la situazione appare essere più complessa proprio perché non esiste un caso Andria o un caso Trani ma esiste un caso Paese e, di conseguenza, anche un caso Bat.
Perciò, a nostro avviso, c’è da essere ancor più preoccupati in quanto questo significa che il susseguirsi di episodi criminali e delinquenziali è sta diventando un fattore “strutturale”, come lo sta diventando la situazione generalizzata di crisi che sta investendo tutte le categorie in maniera trasversale.
Il livello di guardia da parte delle Forze dell’Ordine e della Magistratura si è innalzato notevolmente e il lavoro che si sta svolgendo è encomiabile ed assolutamente proficuo e lo si vede dall’efficacia del contrasto ai fenomeni criminosi ma proprio perché a fronte di questa aumentata capacità di contrasto c’è un proporzionale aumento dell’insicurezza nei cittadini dobbiamo porci una domanda più radicale: “ma questi fenomeni tenderanno ad aumentare ulteriormente?”. La risposta purtroppo è si e sarà ancora così se non si riesce a spostare l’attenzione sul piano sociale guardando a quanto accade attorno a noi.
Questa è la terra con un tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, che sfiora il 40% quindi già questo dato preso singolarmente deve indurre a porre in campo piani di emergenza sociale che non siano come quelli cui si sta pensando da più parti cioè esclusivamente orientati alla elargizione di sussidi e di contributi seppur inquadrati in un’ottica, forse anche illusoria, di collegare questi interventi con forme di progettualità che non si capisce bene da dove debbano partire e dove e possano concludersi ma qualcosa di più “importante” e qualificante.
Nelle prossime settimane sarà più chiaro il quadro delle nuove emergenze che scatteranno, tutte contemporaneamente, già nei prossimi mesi e raggiungeranno il culmine nel primo semestre del 2014 e di fronte a quelle nuove e rinnovate emergenze le risposte non potranno più essere solo e solamente di natura emergenziale quindi il compito a casa per politici, amministratori, dirigenti e professionisti è già sulla scrivania e il voto finale non è per nulla scontato.
Intanto Andria resta in primissimo piano per l’emergenza sicurezza e gli episodi delle ultime settimanale e finanche quelli della scorsa notte cominciano a farci capire altre cose che erano già nell’aria.


                                                                                                                      Il Presidente
                                                                                                            UNIMPRESA BAT

f.to Savino Montaruli

lunedì 28 ottobre 2013

BAT : LA CRIMINALITÀ NON PARLA PIÙ IL NOSTRO DIALETTO.


AUMENTANO A DISMISURA I REATI COMMESSI DA STRANIERI DI CUI SPESSO SI IGNORA LA PRESENZA NELLE NOSTRE CITTÀ.

Questione Ordine Pubblico ed emergenza criminalità occupano sempre più frequentemente le pagine della cronaca quotidiana e la Provincia di Barletta-Andria-Trani sembra essere sempre più nel mirino della piccola e grande criminalità così come aumenta a dismisura il senso di disprezzo e la trasgressione delle minime regole della civile e pacifica convivenza sociale.
A fronte di situazioni consolidate e aumentate sia in termini numerici di episodi che in termini di abbassamento della soglia di età di chi delinque o crudeltà degli atti posti in essere, assistiamo ad un fenomeno forse per troppo tempo sottovalutato cioè quello legato agli enormi e crescenti flussi migratori che portano continuamente nelle nostre città soggetti provenienti dall’estero, in particolare dai Balcani e dall’Europa dell’Est che sempre più frequentemente si dedicano ad attività illecite che sfociano nella maggior parte dei casi in furti, taglieggiamenti, rapine ed estorsioni come il recente caso di Andria ma anche quelli accaduti in altre città della provincia Bat.
Una criminalità che non parla il nostro dialetto ma che lo sta imparando velocemente e anche bene; una criminalità che non guarda in faccia a nessuno e che, intrisa della peggiore sottocultura mercenaria, spesso è crudele e violenta, proprio perché è girovaga ed estranea al territorio con il quale non intrattiene legami di altra natura se non quelli con altri gruppi criminali che spesso usano tale manovalanza proprio per la capacità di questa di essere oltremodo crudele, violenta e spesso irriconoscibile, con un enorme tasso di probabilità di restare impunita.
Una situazione molto pericolosa che le Forze dell’Ordine stanno da tempo opportunamente ed efficacemente ostacolando e contrastando mentre non può dirsi la stessa cosa da parte delle Istituzioni in generale che tendono a non riconoscere il problema in quanto affrontarlo seriamente comporta un impegno forte, deciso e soprattutto la conoscenza di fenomeni di varia natura che richiedono impegno, capacità, competenza ed emanazione di provvedimenti coraggiosi ed efficaci.
La paura nella gente aumenta e questa volta non è solo percezione ma reale sentimento di sottomissione e di oppressione e quando questi sentimenti prendono il sopravvento la situazione può precipitare repentinamente da un momento all’altro.
Speriamo che almeno di questo si abbia coscienza e si comprendano i tanti buoni motivi per intervenire subito.


                                                                                                      Area Coordinamento

                                                                                              Comitato per la Legalità Andria