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lunedì 11 giugno 2018

BARLETTA : GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO, LA CHIUSURA DELLA REDAZIONE DI BARLETTA? SAREBBE UN AFFRONTO ALLA CULTURA ED ALLA STORIA DI QUESTO TERRITORIO


Lo sconcerto dell’Assemblea dei redattori della Gazzetta del Mezzogiorno per la decisione comunicata dall’Editore di voler procedere in tempi brevi alla chiusura delle redazioni di Matera e Brindisi e, successivamente, anche quella di Barletta non passa inosservata e già si registrano prese di posizione ed interventi stampa.
Uno dei più assidui comunicatori, con un numero di articoli pubblicati che potrebbero sicuramente essere annoverati nella storia dello storico giornale negli ultimi vent’anni per la loro assiduità e per numero, il sindacalista andriese Savino Montaruli, si unisce al grido di dolore dei redattori ed afferma: “se la decisione dell’Editore della Gazzetta del Mezzogiorno di voler chiudere alcune redazioni de La Gazzetta, tra le quali anche quella di Barletta, dovesse trovare attuazione sarebbe un disastro per questo territorio. Non parlo solo da indefesso sostenitore di quel quotidiano, di fruitore, utilizzatore e divulgatore ma anche come semplice e comune cittadino di questo territorio dove la Cultura ha da tempo segnato il passo a vantaggio della sottocultura e dell’esaltazione dell’”inutilità”. Questa notizia, che spero notizia non diventi mai tale ma resti solo un annuncio mai concretizzato, ricorda tanto quella di quando si comunicò, con l’attuazione, la chiusura della redazione di Andria, allora allocata in via Bonomo e guidata dall’indimenticato prof. Michele Palumbo. Anche allora qualche voce di campanile si elevò ma il fatto che la redazione restasse operativa ed efficiente, come lo è stata in questi decenni, nella vicina città di barletta non scontentò poi tutti e noi non alzammo le barricate. La chiusura di un’agenzia educativa, di un presidio di cultura e di attualità qual è un quotidiano tanto radicato nel territorio sarebbe inaccettabile. Forse a tutti non è ancora chiaro cosa significhi un giornale da tenere tra le mani, da sfogliare, da annusare e da capire. Quel giornale, con le sue pagine che parlano di noi, della nostra storia, della nostra vita quotidiana è un simbolo, di cultura ma anche di storia, di tradizione, di eccellenza che nessun giornale on-line potrebbe mai sostituire né mai chi non abbia nel cuore quel sentimento di apprezzamento potrebbe comprendere fino in fondo. La chiusura della redazione di Barletta significherebbe altresì l’inevitabile perdita di professionalità, oggi di primissimo livello, perché la riduzione delle pagine dedicate al territorio sarebbe inevitabile e penalizzante. I 130 anni de La Gazzetta del Mezzogiorno vanno difesi, anche nella Bat ed è per questo che ora mi attendo non sterili e fatue attestazioni di solidarietà politiche e burocratiche ma azioni reali e concrete perché quel patrimonio di tutti resti tale e soprattutto continui a parlare di noi, della nostra terra, della nostra storia, delle nostre persone, dei cittadini. Mi unisco all’Assemblea dei giornalisti de La Gazzetta del Mezzogiorno e porgo il mio sentimento di vicinanza che è anche quello della tante Associazioni che mi onoro di rappresentare e delle Consulte comunali di mia appartenenza.


                                                                                                                      Savino Montaruli

martedì 13 marzo 2018

TRANI : SEDE ASL , IL TRUCCO DEL “SE VA, VA”


IL DIRETTORE ASL DELLE DONNE NON DENIGRI LA CITTA’ DI ANDRIA
MONTARULI (LIBERE ASSOCIAZIONI CIVICHE): “IL DOTT. DELLE DONNE CHIEDA SCUSA AGLI ANDRIESI”

Un giorno un mio amico mi raccontava di essere stato in una pizzeria napoletana e alla presentazione della ricevuta fiscale notava, proprio sotto la lista dei prodotti consumati, una strana voce che indicava: “se va, va”. Tale dicitura, non compresa nel listino ufficiale dei prezzi ma che richiedeva comunque il pagamento di una somma di denaro, incuriosì il mio amico il quale chiese spiegazioni al cameriere. Questi gli rispose: “ha letto proprio bene, “se va, va”. Purtroppo non è andata. E fu così che quella voce venne decurtata dal conto.
Dovrebbe o potrebbe essersi ispirato a questo infantile quanto ingenuo “trucchetto” il dott. Santorsola, tranese privilegiato per aver occupato ed occupare postazioni istituzionali di tutto rispetto e rilievo, allorquando, il 10 marzo scorso, annunciava sugli organi di stampa l’eventuale trasferimento della Direzione Generale Asl/Bt nella sua città di Trani, grazie ad un finanziamento regionale di 3 milioni di euro da destinare al restauro dell’ex convento degli agostiniani, dichiarando testualmente: “... fa parte del protocollo di riconversione della sanità sul territorio cittadino”.
Non sappiamo se dopo quella di Barletta si sia riaperta la svendita del “meglio” della città di Andria anche ad altre comunità vicine, come quella di Trani dove già alcuni uffici pubblici sono stati trasferiti dalla città federiciana, né sappiamo quale sia la strategia politica che si celi dietro i reiterati e subdoli silenzi di una classe politica cittadina andriese completamente avulsa dalla realtà e rinchiusa nel palazzone dorato a sbattersi in lotte interne fratricide per affogarsi nel potere, sta di fatto che l’uscita del Santorsola non è la prima sul tema. Il dott. Santorsola forse non aveva messo in conto che seppur avesse potuto “contare” sui silenzi della politica distratta andriese non avrebbe mai potuto avere vita facile con i Cittadini andriesi e con il profondo tessuto Civico e Partecipativo che noi Cittadini siamo stati in grado di determinare proprio al di fuori e senza quella contaminazione politica inetta ed inutile. Esattamente a settembre 2010 un altro politico forestiero che comunque “pesca” ad Andria, guarda caso collega consigliere regionale del Santorsola, il barlettano aspirante futuro Sindaco della città della Disfida, signor Ruggiero Mennea, tentava di mettere le mani su quella sede facendosi scudo di un presunto risparmio economico che avrebbe comportato il trasferimento del prestigioso presidio presso la sua città di Barletta. In quella occasione, così come stiamo facendo oggi con il suo collega tranese, rispondemmo al consigliere Mennea rimandando al mittente la proposta populista che senza quella reazione decisa e ferma dei Cittadini andriesi e delle loro Associazioni Civiche forse sarebbe pur passata sottotraccia, vista l’inerzia che anche allora i politici andriesi, praticamente gli stessi di oggi, vendevano a buon prezzo sulle strade della prostituzione politica diventata poi consuetudine diffusa, al punto che la città oggi ha perso quasi la totalità della rappresentanza istituzionale regalando, ancora una volta, tutte le opportunità alla vicina Barletta che elegge ben tre Senatori con tutte le conseguenze che i posteri avranno modo di subire sulla propria pelle.
Non sappiamo quale sia stato, almeno sinora, il ruolo in tutto questo “movimento” del nuovo Direttore della Asl Bt, dott. Delle Donne. Sta di fatto che proprio dopo le reazioni pubbliche delle nostre Associazioni Civiche lo stesso Direttore si è affrettato a dichiarare che il sopralluogo in quella che il dott. Santorsola avrebbe voluto etichettare con tanto di targa inaugurale e la benedizione dei nuovi Dei della politica locale e regionale, sarebbe stato meramente di natura tecnica.
Premesso che dal dott. Delle Donne ci attendiamo risposte sulle emergenze sanitarie di questo territorio martoriato e violentato; sul registro dei Tumori e sulle condizioni ambientali che ci portano via, ogni giorno, anime innocenti sacrificate agli abusi ed all’illegalità oltre che alle inefficienze di un sistema sanitario e di progetti di prevenzione praticamente inesistenti, invitiamo il Dirigente suddetto ad evitare di sbilanciarsi nel gettare fango sulla nostra comunità che lo ospita con tanto senso di accoglienza, come abitualmente fa con “i forestieri”.
Egli infatti sulla stampa ha affermato, tra l’altro: “.......Tuttavia, la questione pone all’evidenza l’esigenza, sentita soprattutto dai dipendenti che lavorano nello stabile della Direzione Generale di Andria e degli utenti che ne fruiscono, di individuare soluzioni, strutturali o logistiche, che restituiscano una più alta percezione di sicurezza e funzionalità alla sede attuale, fortemente penalizzata dalla carenza di parcheggi e di presidio di sicurezza. Infatti sono quasi all’ordine del giorno i furti di automobili di dipendenti e utenti della struttura, che arrecano non solo ingenti danni economici a persone che si recano in via Fornaci per svolgere il proprio lavoro quotidiano a servizio della collettività, ma anche forte percezione di insicurezza derivante dal timore del rischio gravissimo di aggressioni fisiche.”
Sarà nostra cura verificare se queste gravissime dichiarazioni del dott. Delle Donne siano state o meno oggetto di formali denunce presso le Forze dell’Ordine, le Autorità politiche locali, il Sindaco e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani; se il Direttore della Asl/Bt o i suoi predecessori abbiano adottato tutti i criteri di salvaguardia e messa in sicurezza delle cose e delle persone che frequentano l’ufficio pubblico e se siano state presentati o meno dati ufficiali che attestino la gravità di quanto dichiarato e sui soggetti che si sarebbero resi autori di tali “furti, ingenti danni economici e timore del rischio gravissimo di aggressioni fisiche” (presunte???). Queste dichiarazioni le riteniamo oltremodo distruttive e assolutamente ingrate da parte del Direttore che le ha esternate addirittura attraverso la stampa on-line quindi visibile in tutto il pianeta ed oltre, alimentando una tremenda immagine della nostra città quindi invitiamo il dott. Delle Donne a chiedere scusa ai Cittadini andriesi per quella sua infelice uscita pubblica invitandolo a concentrarsi sul suo lavoro e sui suoi già ardui compiti istituzionali per l’esercizio dei quali viene peraltro profumatamente ricompensato da tutta la collettività, anche dai cittadini andriesi, al cui servizio devono sentirsi ed essere sia il Direttore, come tutti quei politici privilegiati che continuano a dilettarsi nel gioco del Campanile.
Di Campanili la città di Andria ne ha ben Tre e sono posizionati pure molto in alto.


        
                            *Coordinatore Libere Associazioni Civiche Andriesi
                                   Componente Effettivo Eletto della 1^, 3^ e 4^ Consulta della Città di Andria

lunedì 30 marzo 2015

TRINITAPOLI : Una nuova sede per l’Archeoclub

Nuova sede per l’Archeoclub di Trinitapoli che verrà inaugurata mercoledi 1° aprile presso l’ex edificio della Scuola Media in via Cavallotti, messa a disposizione dal Comune.
Una presenza in città da diversi anni, quella dell’Archeoclub, salutata sempre con favore dall’Amministrazione comunale. All’evento interverranno il Sindaco Avv.Francesco Di Feo ,il Consigliere Nazionale Archeoclub Dott.Vito De Meo e la presidente della sede locale la Prof.ssa Angela Miccoli. Alle ore 17,30 ci sarà la benedizione dei locali con l’intervento di Mons.Giuseppe Pavone.
Alle ore 18,30 presso la Biblioteca Comunale il programma prevede una pubblica conferenza sul sito archeologico di Torre Alemanna relatore il Dott.Vito De Meo.
Michele Mininni

mercoledì 14 maggio 2014

TRANI : Sede Lum, la Procura chiede rinvio a giudizio per Giuseppe Affatato

L'ex dirigente dell'Ufficio Tecnico Comunale di Trani Giuseppe Affatato e l'amministratore dell'azienda di costruzioni proprietaria dell'immobile, sono accusati di concorso in abuso d'ufficio e violazione del Testo Unico in materia di edilizia per il cambio di destinazione d'uso dell'immobile di Via Andria che ospita l'Università Lum.

Per loro la Procura della Repubblica di Trani ha chiesto il rinvio a giudizio, che si discuterà nell'udienza preliminare del 29 Ottobre. L'azienda è proprietaria della vasta area che frutta 360mila euro annui per la locazione all'Università fondata da Giuseppe Degennaro, assolutamente estranea all'inchiesta.

L'immobile, dove pure si era ventilato il trasferimento degli uffici giudiziari dell'area civile, era catalogato come impianto produttivo e polifunzionale e commerciale. Successivamente l'imprenditore chiese all'Ufficio Tecnico del Comune il cambio di destinazione d'uso per adibirlo a sede universitaria e dunque "ospitare" la Lum. Ma la pratica di Affatato sarebbe stata connotata da illeciti.

A seguito del cambio della destinazione d'uso sarebbe stata "eseguita una lottizzazione abusiva della relativa particella a scopo edilizio in quanto le opere realizzate comportavano la trasformazione urbanistica ed edilizia del lotto, in violazione del PUG di Trani adottato dal consiglio comunale il 31 marzo 2009". Il vincolo sarebbe stato violato da Affatato e dalla vicenda l'azienda avrebbe conseguito "un ingiusto vantaggio patrimoniale".


Fonte Trani Viva

domenica 13 ottobre 2013

TRANI : La città sta perdendo la sede Inps

Parte della sede dell’Inps di Trani a breve chiuderà». Lo ha riferito, durante l’ultimo consiglio comunale, il capogruppo consiliare del Partito democratico Mimmo De Laurentis, che di quell’ente è anche dipendente, quantunque in altra struttura. «Ed infatti – ha precisato il consigliere comunale -, il problema non tocca il sottoscritto, che lavora molto lontano, ma tutti i cittadini di Trani: saranno costretti, per ottenere gli stessi servizi, a recarsi ad Andria (dove si trova la sede centrale, ndr) o in un altro comune, a quanto pare Bisceglie. Mi sarebbe piaciuto conoscere quali attività abbia posto in essere il sindaco per evitare ciò». 

La risposta del primo cittadino, Gigi Riserbato, durante le repliche ai vari interventi preliminari, fra cui quello di De Laurentis, non s’è fatta attendere: «Ho ricevuto il direttore regionale, Giovanni Di Monde, insieme con il direttore di Trani ed il capo dell’Ufficio tecnico dell’Inps, e tutti mi hanno parlato della disponibilità di altri immobili, sui quali l’ente previdenziale sta operando le sue valutazioni. Ma non credo si possa chiedere al Comune di Trani di farsi carico anche di questo problema, giacché, nel frattempo, stiamo risolvendo questioni urgenti e delicate come quelle legate all’accorpamento degli Uffici giudiziari. Il patrimonio immobiliare della città di Trani, in questo momento, è gravato da responsabilità ed impegni di non poco conto, ed è troppo facile venire a richiedere immobili e, magari, anche con agevolazioni di canone per non andare via. Tuttavia, poiché ritengo che l’Ufficio Inps a Trani sia un’assoluta risorsa, insieme con il l’ingegnere dell’ente faremo un sopralluogo all’inizio della settimana per individuare, insieme, degli immobili comunali. Eventualmente, si trasferirebbero dei dipendenti altrove, ma sempre a completa disposizione dell’Inps con le salvaguardie di legge».

L’Inps ha sede in corso Vittorio Emanuele, angolo via Lepanto, occupando primo e secondo in uno storico immobile del borgo murattiano, di proprietà privata. Il locatario, da almeno un anno, ha richiesto all’ente la disponibilità del secondo piano, essendo in scadenza di contratto, in cui ha sede l’Ufficio legale dell’Inps, indicando aprile 2014 quale data di rilascio. In cambio, però, avrebbe proposto soluzioni alternative che non penalizzerebbero il conduttore.

L’ente previdenziale, dal suo canto, starebbe valutando di fare traslocare l’Ufficio legale al primo piano (mantenendolo sicuramente a Trani per la comprensibile coesistenza con il Tribunale) e trasferire l’Ufficio prestazioni, che poi è quello aperto al pubblico, altrove. Il punto è proprio questo: altrove in città, ovvero, per sempre, via da Trani?

Fonte Radiobombo