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News dalle Città della BAT

lunedì 24 maggio 2010


BAT : l'ultimo atto prima dei titoli di coda è quello dell'assegnazione della sede legale ad Andria nel pieno dei contrasti di campanile che di politica non hanno praticamente nulla.



Assistiamo davvero inermi e sconcertati al gran finale del film politico-sociale che queste dieci città ingannate vivono da almeno vent'anni; l'ultimo atto prima dei titoli di coda è quello dell'assegnazione della sede legale ad Andria nel pieno dei contrasti di campanile che di politica non hanno praticamente nulla.
Uno statuto contraddittorio, per questo anche eventualmente impugnabile dinanzi al TAR, è l'unico atto che ha fatto sentire la nuova provincia esistente.
Per circa 400.000 cittadini della valle dell'Ofanto questo non è stato altro che tempo perso a pagare una politica inadeguata, dalle tante promesse (sempre trasversali) e dalle puntuali mancate risposte.
A memoria d'uomo dalle votazioni di giugno scorso non si ricorda un solo atto che sia stato emanato con la consapevolezza di avvicinare la gente alle istituzioni: dapprima la questione della sede provinciale dell'agenzia delle entrate, poi la questione della prefettura, poi le inaugurazioni dei sempre più numerosi comitati di lotta(!), tutto senza che questa elité politica vetusta abbia avuto un minimo di visione delle cose.
Decenni di pseudo classi dirigenti alternatisi al governo nazionale ha partorito una provincia-mostro; tre teste (Barletta-Andria-Trani) incomprensibili socialmente e mai in grado di esprimere una unità di intenti in nome dell'interesse collettivo, nel solo interesse di cittadini che da secoli anelano una identità diversa da quella barese e foggiana.
Piccoli particolarismi, atomi, frazioni di rappresentanze e di idee che non hanno mai avuto nulla di concreto nel territorio.
In questi giorni si sono paventate le ipotesi più disparate: l'uscita dalla provincia BAT della città di Barletta (a suo dire danneggiata dalla stessa casta politica che ha contribuito a eleggere), l'indizione di un referendum popolare per dare finalmente voce a chi in un anno non l'ha mai avuta e chissà cos'altro in seguito si potrà pensare nelle logiche del il maledetto campanilismo.
La volontà dei cittadini sembra una chimera, le loro esigenze sul territorio non contano, in barba a tutte le dichiarazioni di disponibilità e cortesia elettorale, l'intera classe politicante appare sempre più casta.
Il circolo di Sinistra Ecologia e Libertà di Barletta a questo punto auspica l'avvento di una risposta popolare forte di discontinuità nel segno dell'alternativa, la parola alla gente che ancora non si sente schiava del particolarismo politico e territoriale sarebbe l'ideale.

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