
BAT_ECONOMIA : MUTUO: TASSO FISSO O VARIABILE? COSA FARE.
Con la crisi economica ci si trova nuovamente davanti al dilemma se sottoscrivere mutui a tasso variabile o a tasso fisso.
Il mutuo è un contratto con il quale la banca (mutuante) consegna all’altra parte (mutuataria) una somma di denaro, con l’obbligo di restituire la somma stessa (quota capitale) insieme agli interessi (quota interessi) entro una certa data. La restituzione avviene in modo graduale attraverso rate periodiche.
Il tasso d’interesse applicato al finanziamento determina la tipologia dei contratti di mutuo.
Quindi il mutuo sarà a tasso fisso quando la rata non varia durante la durata del prestito. Nella pratica, il tasso fisso si associa a durate più lunghe.
Mentre il mutuo sarà a tasso variabile quando la rata varierà in relazione ai tassi del mercato monetario e finanziario. Di solito, il tasso variabile è associato a mutui con scadenze non molto prolungate.
Attualmente per un mutuo a tasso variabile, secondo gli ultimi dati forniti da mutuionline.it, di durata ventennale e con un valore di 130 mila euro, la media italiana prevede un tasso fisso del 5,16%, contro un tasso variabile del 1,67%.
Quello che si fa pagare è la certezza della rata, invogliando verso un mutuo a tasso variabile.
Prima di richiedere alla banca un mutuo bisogna fermarsi un attimo e riflettere.
La scelta tra tasso fisso e variabile prevede una valutazione prima di tutto sulla propria situazione economica, infatti, se si pensa che si guadagnerà di più nei prossimi anni, per esempio, per una progressione nella carriera o perché si finiranno di pagare altri debiti, un soggetto sarà maggiormente orientato verso un tasso di tipo variabile.
Ancora, si dovrà fare una previsione su quella che sarà la situazione economica futura, infatti se si prevede che il tasso salirà, ci si orienterà verso un tasso fisso, mentre, se si prevede che il tasso di sconto subirà una drastica discesa, in questo caso si propenderà verso un tasso variabile.
Molto dipende anche dalla propensione al rischio dell’interessato.
Attualmente è riconosciuta anche la possibilità ai Signori Consumatori di rinegoziare un mutuo precedentemente contratto con un ente creditizio, magari passando da un mutuo a tasso variabile ad uno a tasso fisso e durata variabile.
In realtà non si tratta di una vera e propria conversione, infatti la rinegoziazione non porta ad una operazione di mutuo a tasso fisso, ma garantisce al cliente che se i tassi di mercato salgono la rata non aumenta ma si determina solo un allungamento della scadenza del finanziamento, con rate costanti pari al valore determinato nella rinegoziazione (media dei tassi del 2006); se invece i tassi scendono si riduce il maggior periodo di rimborso o, addirittura, si riduce l’importo della rata.
Quindi il nostro ordinamento attualmente prevede una serie di strumenti che il Consumatore può utilizzare, per meglio sopportare il costo che un mutuo può avere sul reddito familiare.
Ciò non toglie che bisogna sempre riflettere e ponderare le proprie scelte ricordandosi che le banche sono delle aziende e che quindi operano per percepire il più alto profitto possibile, alcune volte con azioni che sono al limite della legalità.
Per questi motivi si ricorda ai Signori Consumatori che per ogni problema, per segnalare casi sospetti o per richieste di assistenza possono rivolgersi alla delegazione di Barletta dell’Unione Nazionale Consumatori chiamando il numero 328.1775735 o inviando una e-mail all’indirizzo consumatori.barletta@alice.it .
Il mutuo è un contratto con il quale la banca (mutuante) consegna all’altra parte (mutuataria) una somma di denaro, con l’obbligo di restituire la somma stessa (quota capitale) insieme agli interessi (quota interessi) entro una certa data. La restituzione avviene in modo graduale attraverso rate periodiche.
Il tasso d’interesse applicato al finanziamento determina la tipologia dei contratti di mutuo.
Quindi il mutuo sarà a tasso fisso quando la rata non varia durante la durata del prestito. Nella pratica, il tasso fisso si associa a durate più lunghe.
Mentre il mutuo sarà a tasso variabile quando la rata varierà in relazione ai tassi del mercato monetario e finanziario. Di solito, il tasso variabile è associato a mutui con scadenze non molto prolungate.
Attualmente per un mutuo a tasso variabile, secondo gli ultimi dati forniti da mutuionline.it, di durata ventennale e con un valore di 130 mila euro, la media italiana prevede un tasso fisso del 5,16%, contro un tasso variabile del 1,67%.
Quello che si fa pagare è la certezza della rata, invogliando verso un mutuo a tasso variabile.
Prima di richiedere alla banca un mutuo bisogna fermarsi un attimo e riflettere.
La scelta tra tasso fisso e variabile prevede una valutazione prima di tutto sulla propria situazione economica, infatti, se si pensa che si guadagnerà di più nei prossimi anni, per esempio, per una progressione nella carriera o perché si finiranno di pagare altri debiti, un soggetto sarà maggiormente orientato verso un tasso di tipo variabile.
Ancora, si dovrà fare una previsione su quella che sarà la situazione economica futura, infatti se si prevede che il tasso salirà, ci si orienterà verso un tasso fisso, mentre, se si prevede che il tasso di sconto subirà una drastica discesa, in questo caso si propenderà verso un tasso variabile.
Molto dipende anche dalla propensione al rischio dell’interessato.
Attualmente è riconosciuta anche la possibilità ai Signori Consumatori di rinegoziare un mutuo precedentemente contratto con un ente creditizio, magari passando da un mutuo a tasso variabile ad uno a tasso fisso e durata variabile.
In realtà non si tratta di una vera e propria conversione, infatti la rinegoziazione non porta ad una operazione di mutuo a tasso fisso, ma garantisce al cliente che se i tassi di mercato salgono la rata non aumenta ma si determina solo un allungamento della scadenza del finanziamento, con rate costanti pari al valore determinato nella rinegoziazione (media dei tassi del 2006); se invece i tassi scendono si riduce il maggior periodo di rimborso o, addirittura, si riduce l’importo della rata.
Quindi il nostro ordinamento attualmente prevede una serie di strumenti che il Consumatore può utilizzare, per meglio sopportare il costo che un mutuo può avere sul reddito familiare.
Ciò non toglie che bisogna sempre riflettere e ponderare le proprie scelte ricordandosi che le banche sono delle aziende e che quindi operano per percepire il più alto profitto possibile, alcune volte con azioni che sono al limite della legalità.
Per questi motivi si ricorda ai Signori Consumatori che per ogni problema, per segnalare casi sospetti o per richieste di assistenza possono rivolgersi alla delegazione di Barletta dell’Unione Nazionale Consumatori chiamando il numero 328.1775735 o inviando una e-mail all’indirizzo consumatori.barletta@alice.it .
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