"Barletta ha deciso di cambiare”. Così il candidato sindaco del centro-destra, Mariagrazia Vitobello, dopo aver appreso l'esito di un sondaggio commissionato di recente."Il verdetto emerso evidenzia la forte voglia di cambiamento che c'è in città. Essere di appena due punti sotto la vecchia politica sinistroide sta a dimostrare di come la gente sia stanca dei soliti noti della politica locale. A Barletta, c'è voglia di gente nuova, si accoglie con grande entusiasmo la possibilità di avere un sindaco donna, il primo sindaco di centro-destra. Ogni giorno che passa, mi accorgo di quanta gioia abbiano i cittadini di mettere davvero alla prova quella parte politica che oggi io rappresento e che non ha mai avuto l'opportunità di governare la città. La democrazia prevede il principio dell'alternanza. Alternanza che è mancata per vent'anni nella nostra città. E' per questo motivo che in molti hanno scambiato la politica come posto di lavoro, come fetta di potere.
L'entusiasmo in città è palpabile. Il timore di poter perdere un vero e proprio monopolio, spinge Maffei ed il suo centro-sinistra a ricorrere all'impossibile. Si inaugurano, addirittura, impianti incompleti pur di raccattare voti. L'esempio ultimo è quello dell'area mercatale. E' giusto che i cittadini sappiano che quel mercato inaugurato, di recente, in via Buonarroti, secondo il progetto, sarebbe dovuto essere coperto e non scoperto. Dopo cinque anni, purtroppo, si ha il coraggio di promettere ancora ciò che si era promesso cinque anni fa. Non c'è nulla di più squallido. Si è sindaci, si è consiglieri, si fa politica, si programma, si fa amministrazione ordinaria e straordinaria, si pubblicizza il proprio operato nell'arco dei cinque anni e non solo ora perché si è messi in discussione non dal centro-destra ma da un'intera città. I barlettani sono molto intelligenti e hanno capito che tutto ciò che si sta facendo negli ultimi tempi è finalizzato solo a recuperare i consensi persi. E' per questi motivi che il 15 e 16 maggio Barletta cambierà e noi non la deluderemo”.
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