Con
riferimento alle determinazioni della Regione Puglia in materia di riordino
ospedaliero, sono note le difficoltà emerse a più riprese a causa della
chiusura di strutture sanitarie, reparti e servizi ospedalieri che hanno
interessato ed interessano diverse realtà facenti capo alla azienda sanitaria
del nostro territorio provinciale.
Le
problematiche emerse attengono al rischio di insufficienza ed inadeguatezza
della risposta assistenziale tale da mettere a repentaglio la sicurezza dei
cittadini e degli operatori e trovano origine nel basso indice del rapporto
posti letto per abitanti, indice che vede la nostra Asl quale quella
maggiormente penalizzata su scala regionale, ancor di più se ci si sofferma ai
posti letto per acuti.
In
ragione delle correlate e crescenti preoccupazioni sociali, il Presidente della
Provincia di Barletta - Andria - Trani, Francesco Ventola, ha ritenuto
opportuno richiamare l’attenzione del Prefetto Sessa, provocando la
convocazione del Gruppo di Allarme Sociale, recentemente voluto e costituito
dal Prefetto medesimo.
Per
l’incontro, tenutosi il 31 ottobre scorso, il Prefetto ha voluto che, oltre ai
Sindaci interessati, fossero presenti in particolare le direzioni dell’Ares (l’Agenzia
Sanitaria Regionale, braccio operativo della Regione in materia) e della Asl
Bat, affinchè si potessero affrontare nel merito e concretamente i temi che
attengono ai problemi direttamente correlati alla chiusura di strutture
ospedaliere di Trani e Canosa, in particolare in considerazione anche di quello
che tutto ciò può provocare negli altri ospedali.
Determinato
è stato l’intervento del Sindaco di Trani, Luigi Riserbato, che ha chiesto
grande attenzione per lo stato d’animo della comunità tranese, sottolineando
tutte le incongruenze della programmazione sanitaria ospedaliera; per il Comune
di Canosa, assente il Sindaco La Salvia, erano presenti il Vicesindaco Basile
ed il Consigliere Donativo, che hanno invece utilizzato espressioni
tranquillizzanti sull’attuale fase che fa presagire qualche mese di pausa prima
dell’ulteriore corso di applicazione del piano di riordino.
L’intervento
del Presidente della Provincia, Francesco Ventola, ha voluto far emergere le
difficoltà complessive che ricadono sia nei confronti delle Comunità
direttamente coinvolte, sia a carico di operatori e pazienti degli altri
nosocomi perché assolutamente impreparati strutturalmente e funzionalmente a
poter sopperire alle chiusure in corso o che a breve si appaleseranno ancora.
Di qui la ferma posizione che nulla dovrà chiudere sino a quando non saranno
garantiti servizi più efficienti. Il presidente ha denunciato, inoltre,
l'assurdità di realizzare un nuovo ospedale tra Andria e Corato anziché tra
Andria e Canosa, così come programmato da tempo; tanto per ragioni oggettive di
equilibrio territoriale nell’offerta delle prestazioni sanitarie. “E’ indubbio
- ha precisato il Presidente Ventola - che l’ubicazione del nuovo ospedale
sulla direttrice diversa dalla Andria-Canosa, oltre a collocare perifericamente
tale struttura, la stessa non sortirebbe la funzione di servizio per territori
rimasti pericolosamente privi di copertura adeguata quali sono anche Minervino
e Spinazzola. Senza dire della possibile fruibilità di suoli pubblici
provinciali, già messi a disposizione. Su tutti questi aspetti - ha
concluso il Presidente Ventola -, di conforto è stato il ruolo del Prefetto
Sessa che, artefice della costituzione del Gruppo di Allarme Sociale, ha
confermato il monitoraggio della situazione ed il suo supporto per quanto potrà
essere utile, confidando sulle maturate consapevolezze sullo stato delle cose
da parte dei rappresentanti presenti di Ares ed Asl Bat”.

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