Il
Senatore Francesco Amoruso ha consegnato questa mattina nelle mani del Vescovo
della Diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, Mons. Giovan Battista Pichierri, e
del Presidente del Tribunale di Trani, Filippo Bortone, le 4221 firme raccolte
per la petizione popolare organizzata dal Pdl di Bisceglie in favore della Casa
Divina Provvidenza.
Accompagnato
dall’Assessore comunale Leonardo Di Liddo e dal Capogruppo del Pdl al Consiglio
Comunale Pablo Rigante, il Sen. Amoruso ha dunque formalmente ribadito quanto a
gran voce richiesto in questi giorni da una parte rappresentativa della
comunità biscegliese: i livelli occupazionali in seno alla Casa Divina
Provvidenza vanno difesi ed occorre favorire le dimissioni dell’attuale
management, caratterizzatosi per assoluta inadeguatezza, incapacità
gestionale e scarsa trasparenza.
Il
tutto ad ormai pochi giorni dalla scadenza dell’8 novembre, quando il Tribunale
di Trani si pronuncerà sul fallimento dell’Ente.
“In
appena dieci giorni oltre 4mila cittadini biscegliesi hanno lanciato un segnale
chiarissimo, secondo cui in primis i posti di lavoro non vanno toccati ed in
secondo luogo chi oggi amministra la Cdp non deve far altro che andare a casa -
ha affermato il Sen. Francesco Amoruso -. Ed una fetta così importante della
nostra comunità, che ringrazio unitamente ai sindacati per aver condiviso
l’iniziativa, non deve rimanere inascoltata. Consegnando questa mattina le
firme al Vescovo ed al Presidente del Tribunale di Trani, li abbiamo anche
informati rispetto allo stato dei fatti, con un invito affinchè la Cdp possa
intraprendere una strada diversa dal fallimento, che magari la veda tornare ad
interloquire in maniera seria con la Regione Puglia. Sia dal Vescovo che dal
Presidente Bortone abbiamo riscontrato ampia disponibilità, per quanto di
propria competenza, ad attivarsi perché il percorso sollecitato da migliaia di
cittadini possa concretamente realizzarsi”.
La
petizione popolare chiedeva al Presidente del Tribunale di Trani di favorire un
percorso di commissariamento per garantire un’interlocuzione seria e credibile
con l’Ente (come più volte richiesto dalla task force regionale per
l’occupazione e dai sindacati dei lavoratori) ed al Vescovo di favorire un
percorso finalizzato alla moralizzazione della gestione della Cdp ed al
rilancio assistenziale, per dare un futuro alla straordinaria Opera fondata da
Don Pasquale Uva.
Nelle
prossime ore la petizione sarà inviata al Presidente della Regione, al Ministro
dello Sviluppo Economico, al legale rappresentante della Casa Divina
Provvidenza ed alla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata del
Vaticano.

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