Via alla raccolta fondi per recuperare la
Madonna di Costantinopoli
L’impegno del Rotary club Andria Castelli
Svevi per l’arte e la cultura punta l’obiettivo sull’antica chiesa andriese
intitolata a San Domenico.
Il presidente del club, Giuseppe Guglielmi, ha annunciato l’avvio di un “service”
finalizzato a raccogliere fondi per il restauro dell’affresco che raffigura la Madonna di Costantinopoli, per intensità
espressiva e fattura uno dei più suggestivi presenti nella chiesa.
L’annuncio durante un incontro tra i
rotariani del club andriese, l’economo della Diocesi di Andria, mons. Nicola De Ruvo, e l’arch. Rosangela Laera, progettista e direttore
degli ultimi lavori di restauro della chiesa.
«Dopo 27 anni di chiusura – ha ricordato
Guglielmi presentando gli ospiti – la Diocesi e i fedeli possono finalmente
tornare a fruire di uno dei più antichi segni della cristianità locale. La
struttura è stata consolidata e ripulita, tanti dettagli architettonici e
artistici sono stati riportati alla luce, ma c’è ancora tanto da fare e noi del
Rotary non vogliamo rimanere indifferenti».
Il portone d’ingresso della chiesa di San
Domenico fu chiuso nel 1987 per lavori di restauro mai completati. Solo dal
2004, quando la Diocesi si riprese l’immobile dalla Sovrintendenza ai Beni
culturali, furono eseguite opere “di somma urgenza”, come la copertura della
sacrestia: il tetto rischiava di crollare e, oltre al danno strutturale,
sarebbe andata distrutta anche la mummia del Duca di Andria Francesco II del
Balzo che vi è custodita.
L’architetto Laera, ripercorrendo la
travagliata storia degli ultimi 27 anni, ha ricordato la visita che, nel 2001, Vittorio Sgarbi – allora
sottosegretario ai Beni culturali – impose forzando i lucchetti del cantiere e
l’intervento decisivo del deputato andriese Benedetto Fucci per ottenere da Palazzo Chigi un finanziamento
della quota dell’otto per mille dell’Irpef per l’anno 2010, a diretta gestione
statale: circa 800 mila euro, grazie ai quali – in poco più di un anno e mezzo
– sono stati conclusi gli interventi strutturali. Il 26 settembre scorso la
prima celebrazione liturgica, presieduta dal Vescovo diocesano, mons. Raffaele Calabro, a chiusura dei
riti per la festività dedicata ai Santi Medici.
Mons. De Ruvo, invece, ha guidato l’uditorio
in un viaggio virtuale alla scoperta dei 10 tra conventi e monasteri censiti in
Andria nel 19° secolo, molti dei quali da decenni abbandonati o adibiti ad
altri usi o addirittura demoliti, come quello annesso proprio alla chiesa di
San Domenico (il più antico dei conventi Agostiniani). L’economo della Diocesi
ha anche ricordato che fino al 1800 Andria contava all’incirca 14 mila abitanti
e che oltre 300 di essi appartenevano ad Ordini religiosi.
Rotary
Andria Castelli Svevi
Commissione Pubbliche relazioni
Vittorio Massaro

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