Stato di agitazione al
cantiere di via Trani. Si va verso lo sciopero. Disabato (Fillea Cgil Bat)
scrive al Prefetto: “Ennesima macelleria sociale”
Salta la modifica sugli appalti autostradali,
dunque l’obbligo di gara non subisce variazioni a resta all’80%. Bocciato nelle
scorse ore l'emendamento all'articolo 15 del Dl Fiscale (in conversione al
Senato) che mirava ad abbassare al 60% la quota di appalti (lavori, servizi e
forniture) che le società autostradali sono obbligate ad affidare a terzi con
gara. Una virata da Roma che nei territori si traduce in migliaia di posti di
lavoro a rischio nelle imprese di costruzione controllate dalle concessionarie
come la Pavimental di Andria, dove da stamattina i lavoratori sono in stato di
agitazione. Preoccupazione per la decisione del Governo viene espressa dal
segretario generale della Fillea Cgil Bat, Nico Disabato che ha deciso di
scrivere al Prefetto della Bat per chiedere un incontro mentre a livello
nazionale le segreterie nazionale di categoria annunciano che nelle prossime
ore verrà proclamato lo sciopero “per ribadire le ragioni della vertenza e
chiedere al Governo di rivedere la propria posizione sull’emendamento e
l’immediata convocazione del tavolo permanente presso il Mise”.
“Quanto accaduto ieri in Parlamento tiene col
fiato sospeso i lavoratori della Pavimental SpA del cantiere di Andria, 25 dei 3000
dipendenti in totale a rischio licenziamento in Italia. La bocciatura
dell’emendamento che avrebbe consentito di affidare alle società controllate
dalle concessionarie autostradali il 40% dei lavori di manutenzioni e
progettazione è un colpo durissimo per gli addetti (operai e tecnici
specializzati). L’approvazione dell’emendamento del senatore Daniele Borioli,
primo firmatario, sarebbe stata la soluzione che avrebbe rappresentato il
giusto compromesso fra la tutela occupazionale, la salvaguardia di un pezzo
strutturato di impresa italiana e l’orientamento diffuso in Europa. Su questa
soluzione, al tavolo avevamo chiesto ed ottenuto dalle aziende il blocco di
tutte le procedure di licenziamento, in corso già da tempo. Non comprendiamo, a
questo punto, perché il Governo abbia cambiato orientamento, sta di fatto che
l’inaspettata bocciatura dell’emendamento sta generando forti tensioni sociali
sui territori e nei siti produttivi. Per questo chiediamo a tutti gli
interlocutori politici ed istituzionali di intervenire per evitare l’ennesima
macelleria sociale, e l’ennesima disattenzione verso il settore edile, che pure
rappresenta una fetta importante del Pil nazionale”, si legge nella lettera
inviata da Disabato all’attenzione della Prefettura.
Nico Disabato segretario Fillea Cgil Bat
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