Cerca nel blog

News dalle Città della BAT

Visualizzazione post con etichetta crisi economica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta crisi economica. Mostra tutti i post

venerdì 10 ottobre 2014

BAT : Aumenta la “mortalità” delle imprese, ecco i dati dei primi 8 mesi del 2014

Il direttore del Cat Confesercenti provinciale Bat, Mario Landriscina: «Serve formazione degli imprenditori»
La sensazione di un momento buio per le imprese trova conferme all’interno dei dati diffusi dall’Osservatorio di Confesercenti sulla natimortalità delle stesse. Il bilancio tra aperture e chiusure di attività dedite al commercio al dettaglio o al turismo, relative ai primi otto mesi dell’anno in corso, forniscono un risultato fortemente negativo.
In tutta Italia si sono registrate circa 142 chiusure al giorno a fronte di 80 aperture, facendo emergere un saldo in perdita di circa 17mila attività. Ci sono state 11mila nuove aperture in meno e sembra essersi diffusa una sfiducia negli investitori nei pubblici esercizi o in negozi in vendita. Dai risultati per settore dell’Osservatorio di Confesercenti sembra non subire il colpo solo il commercio su area pubblica, mentre registrano circa 6 mila chiusure i ristoranti, i bar e le attività di ristorazione. Trend nero anche per edicole e negozi di abbigliamento.
Quest’anno in Italia il 39% delle imprese “rosa” iscritte al Registro della Camera di Commercio nel 2011 ha cessato l’attività mentre per le imprese straniere questa percentuale scende al 33,5%. Nella provincia Barletta-Andria-Trani, come fa sapere il direttore del Cat Confesercenti provinciale Bat Mario Landriscina, il saldo nel primo semestre 2014 è negativo di 8 attività essendosi registrate 15 iscrizioni e 23 chiusure.

«Si bruciano investimenti e si perde occupazione – commenta Mario Landriscina – serve un piano di tutoraggio allo start-up ed una formazione continua per gli imprenditori. Nella nostra provincia continuano ad operare centinaia di microimprese che hanno bisogno di sostegno concreto sull’innovazione e sullo sviluppo di sistema».

venerdì 7 marzo 2014

BAT : LA CRISI ECONOMICA STA DIVORANDO IL TERRITORIO

TRA I DATI PIU’ PREOCCUPANTI QUELLI PROVENIENTI DALLA SESTA PROVINCIA BAT.
NEGLI ULTIMI ANNI UN IMPRESSIONANTE CALO DEL NUMERO DELLE IMPRESE ATTIVE, DEI CONSUMI E DELL’OCCUPAZIONE. IL 2013, UN ANNO DA DIMENTICARE SUL FRONTE OCCUPAZIONALE CON LA PERDITA DI DECINE DI MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO.
DA UNIMPRESA E CGIL LA PREOCCUPANTE FOTOGRAFIA DELLA REALTA’.

I dati provenienti dall’intera Regione Puglia sono drammatici e sono lo specchio di una situazione che porta dietro di sé un allarme fortissimo e preoccupante. La crisi economica sta continuando a divorare forza lavoro e mettendo a serio rischio il sistema imprese. I dati relativi alla sesta provincia pugliese di Barletta Andria Trani sono lo specchio peggiore della situazione.
I rapporti recentissimi emersi dalle relazioni della CGIL, sul fronte occupazionale, e dell’UNIMPRESA BAT, sul fronte delle imprese, parlano chiaro e sono inconfutabili.
In pochi anni il numero delle imprese attive su quel territorio è calato di molte migliaia e l’attenta, lunga ed articolata relazione che proprio il presidente di Unimpresa Bat, l’andriese Savino Montaruli, ha tenuto nel corso del recente convegno a Bari sul tema “Impresa e Tradizione, la crisi sta distruggendo l’una e l’altra”, ha fornito moltissimi elementi di riflessione e l’interessante dibattito scaturito è stato tutto incentrato proprio su questi elementi.
Il recente congresso della CGIL Bat, tenutosi a Barletta nei giorni scorsi, è stato un altro interessantissimo momento di riflessione e i dati emersi dalle relazioni sono anch’essi tanto chiari quanto preoccupanti con la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro e un tasso di disoccupazione, soprattutto quella giovanile, ormai vicino al 50% con punte estreme in alcune città come quelle di Andria che, proprio per questa negatività, causata anche da una serie di situazioni concomitanti che hanno radici e responsabilità ben precise, è riuscita anche ad ottenere il riconoscimento di Zona Franca Urbana, come è emerso chiaramente dalla relazione di Unimpresa Bat.
Una situazione in continuo peggioramento che aumenta sempre più il profondo gap con altri Paesi europei che, al contrario, registrano una ripresa economica ed occupazionale generata anche dall’efficienza dei servizi e dalla valorizzazione dei sistemi turistici che riescono ad utilizzare egregiamente e positivamente gli investimenti infrastrutturali fatti in passato proprio nel settore turismo, altro elemento che caratterizza negativamente, invece, proprio il territorio della provincia Bat che ancora non riesce a sfruttare le sue tante risorse rese spesso infruttuose a causa di politiche di frammentazione e di penalizzanti ed anacronistiche contese.
Per quanto riguarda le imprese la condizione è addirittura peggiore in quanto proprio nella sesta provincia il numero di quelle attive è calato in soli pochissimi anni di oltre cinquemila con la conseguenza che anche importanti opportunità sono state rese vane e perdute forse per sempre.
Di fronte a queste situazioni appaiono incomprensibili ulteriori attese e mancanza di interventi che siano seriamente e realmente produttivi e soprattutto che abbiano momenti di verifica affinché non si continui ad utilizzare denaro pubblico ed investimenti privati in direzioni che già hanno ampiamente dimostrato essere dispersive ed improduttive.

CO.DI.COM. – Puglia

mercoledì 29 gennaio 2014

BAT : GLI EFFETTI DELLA CRISI SULLE IMPRESE, MOGLI E FIGLI PRENDONO IL POSTO DEI LAVORATORI DIPENDENTI.

MA IN QUESTO CASO PROGRESSO NON C’E’.

La crisi divide ma a volte può anche unire ed ecco che le imprese sono le prime a cogliere “l’opportunità” del ricongiungimento familiare sul posto di lavoro. Ma stiamo parlando di progresso? Di sviluppo? Di futuro? A nostro avviso assolutamente no visto che non si tratta affatto di un’opportunità bensì di una estrema necessità di sopravvivenza aziendale.
Sono ormai tantissime le micro e piccole imprese che tornano alla “familiarità” licenziando quei pochi dipendenti che ancora potevano permettersi e cedendo quei posti di lavoro, assolutamente precari e non retribuiti, a mogli e figli.
Siano esse imprese a sede fissa, negozi di vicinato, pubblici esercizi, bar, ristoranti, pizzerie, osterie e tavole calde piuttosto che attività di commercio ambulante su aree pubbliche non fa alcuna differenza perché la necessità spinge tutti a trovare questi estremi e “curiosi” oltre che insufficienti rimedi.
Le situazioni più incresciose sono proprio quelle che si registrano sui mercati dove la presenza delle donne sul posto di lavoro dovrebbe spingere le amministrazioni inadempienti, cioè quasi la totalità, ad attrezzare le aree con quel minimo di servizi, anche igienici, tali da consentire una civile e dignitosa permanenza, anche delle donne, sul posto di lavoro, specie se ora si moltiplica il numero delle “signore al lavoro” ma nulla di tutto questo viene realizzato ed ecco che le condizioni delle aree mercatali, a cominciare da quelle a noi più prossime cioè dei comuni della provincia di Barletta-Andria-Trani, in primis proprio quelli cocapoluogo, sono disastrose e al limite della tollerabilità, pronte per essere tutte dismesse ed immediatamente interdette all’esercizio delle attività.
Altro che studi, ricerche, costosi convegni, incontri e progetti per conciliare i tempi della lavoro e quelli della famiglia. Queste cose appartengono a chi non è mai stato per le strade e non conosce la realtà mentre si ostina a programmare con i propri simili il futuro degli altri senza tenere conto e considerazione delle reali condizioni del “malato”.
La collaborazione familiare, a titolo gratuito, viene altresì agevolata da una recente Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la nr. 10478/2013, nella quale si afferma che: “i familiari e gli affini entro il 3° grado di parentela possono aiutare i parenti imprenditori ad espletare occasionalmente l’attività, anche a prescindere della contestuale presenza del titolare nei luoghi dell’attività. I detti familiari (che possono anche essere studenti, pensionati e/o lavoratori dipendenti presso altri datori di lavoro) possono coadiuvare l’imprenditore senza che sia posto in essere un rapporto di lavoro subordinato entro il limite di 90 giorni o di 720 ore in un anno solare. Pertanto, la collaborazione posta in essere nelle attività di commercio, artigianato e agricoltura prescinde da ogni iscrizione alla Gestione previdenziale di competenza (INPS), fermo restando l’obbligo infortunistico (INAIL)”.

                                                                                 UFFICIO AMMINISTRATIVO

                                                                                         UNIMPRESA BAT