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lunedì 23 aprile 2018

TRANI : Condotta sottomarina a servizio del depuratore, una priorità per città

Completare la condotta sottomarina, definire lo stato dei luoghi e compiere una indagine scandagliometrica. È questo che l’Acquedotto pugliese, in una riunione congiunta con la Regione Puglia, ha chiesto al Comune di Trani per risolvere il problema del prolungamento della condotta, in un quadro completo del Servizio idrico integrato dell’agglomerato di Trani.
Il tavolo tecnico è stato da me indetto ad agosto 2017 ma ad oggi ben poco è stato fatto dall’amministrazione comunale, che pure formalmente si era resa disponibile.
Con riferimento alla condotta sottomarina esistente, infatti, i rappresentanti del Comune (l’assessore all’ambiente Michele Di Gregorio e l’allora dirigente ai lavori pubblici, Giovanni Didonna) avevano comunicato che era stato affidato l’incarico professionale a un collaudatore tecnico-amministrativo. Ma è stato firmato il contratto? Come procedono, se procedono, i lavori?
L’amministrazione disse anche che sarebbero state avviate a breve (lo disse sempre ad agosto 2017) le attività ispettive di verifica in loco dello stato conservativo della condotta esistente. Queste attività ispettive sono state avviate? Questo passaggio è necessario: solo successivamente a quelle attività ispettive, si sarebbero potute avviare presso la Regione Puglia le attività propedeutiche riguardanti l’eventuale finanziamento per la realizzazione del prolungamento della condotta sottomarina esistente. 
L’Acquedotto pugliese finanzierebbe questo eventuale progetto e la Città di Trani ne trarrebbe giovamento dal punto di vista turistico e anche lavorativo.  Un mare pulito aumenterebbe l’indice di attrazione del nostro territorio e mi sembra assolutamente sbagliato che una città a vocazione turistica come Trani debba rinunciare ancora a chilometri di costa balneabile, pur avendo a disposizione tutti gli strumenti per risolvere i problemi che da anni affliggono la nostra comunità.

Mimmo Santorsola – consigliere regionale

martedì 1 dicembre 2015

BISCEGLIE : 3 MILIONI DI EURO PER IL POTENZIAMENTO DEL DEPURATORE CITTADINO. A BREVE I LAVORI

E’  stato approvato nei giorni scorsi dalla giunta municipale il progetto  per il potenziamento del depuratore cittadino. I lavori dell’importo di 3 milioni di euro saranno appaltati a breve e consentiranno di risolvere le problematiche emerse in questi anni dal funzionamento dell’impianto. L’intervento più significativo riguarderà la copertura delle vasche  di  raccolta  delle acque e dei fanghi,  attualmente a cielo aperto. Queste saranno inglobate in strutture chiuse che consentiranno, tra l’altro, un migliore trattamento dei fanghi e delle emissioni “odorigene” e sarà quindi risolto l’inconveniente del cattivo odore proveniente dall’impianto.  “Un altro finanziamento di milioni di euro a favore dell’Amministrazione Comunale  che ci consente di realizzare un intervento risolutivo sul depuratore . – ha dichiarato il sindaco Spina -  Prosegue incessante il nostro lavoro per la tutela della salute dei cittadini e per eliminare le cause dell’inquinamento ambientale del nostro territorio”.


giovedì 12 febbraio 2015

BARLETTA : Mare pulito,“Urgono moduli di affinamento al depuratore di Barletta”

Installare moduli di affinamento delle acque reflue al depuratore di Barletta, per consentire l’uso irriguo delle acque affinate ed evitare l’inquinamento del mare, risorsa preziosissima per la città e il territorio in chiave economica. È la richiesta di Ruggiero Mennea, consigliere regionale del Partito Democratico, a Giovanni Giannini, assessore regionale alle infrastrutture.
“Ora che inizieranno i lavori di ampliamento del nuovo depuratore, sarebbe il caso di pensare a questa integrazione”, continua Mennea. “Le acque che escono dal depuratore e vengono sversate in mare, infatti, sono ancora inquinate, non possono essere usate in agricoltura e innalzano la soglia dell’inquinamento marino. Affinandole, invece, le acque rientrerebbero in parametri che renderebbero possibile l’uso irriguo. Questo consentirebbe di ridurre l’inquinamento marittimo e di mettere a disposizione degli agricoltori acqua per innaffiare i campi, affrontando così al meglio la siccità e non attingendo acqua dalle falde acquifere”.
“Questa soluzione naturalmente deve andare di pari passo con la risistemazione della rete irrigua, che dal depuratore deve condurre l’acqua affinata nelle campagne. E in questo mi rivolgo a Giuseppe Taurino, direttore dell’Arif. Ma nell’attesa che la rete sia ripristinata e si possa così consentire l’uso irriguo, quantomeno non scaricheremmo acqua inquinata in mare”, aggiunge il consigliere del Pd.
“L’integrazione di moduli di affinamento al depuratore si rende ancor più necessaria visto e considerato che l’impianto di affinamento delle acque reflue in una recente conferenza di servizi è stato ritenuto inadeguato poiché sovradimensionato e pertanto non entrerà in funzione”, puntualizza Mennea. “Andrò in fondo e segnalerò questa vicenda alla Corte dei conti poiché è diritto dei cittadini sapere di chi sia la responsabilità di un errore così madornale che rende inutilizzabile un’opera costata oltre 6 milioni di euro. Attendo delle risposte serie, inoltre, su come quell’opera ora possa essere riconvertita, magari in laboratorio ambientale, come accaduto a Taranto per problemi ben più gravi”.
“E sempre in tema di inquinamento marittimo, la Regione ha affidato la pulizia del canale Ciappetta Camaggio e alcune modifiche al corso del canale, ma sarebbe bene comprendere che bisognerebbe intervenire a monte del problema, facendo sì che le acque che provengono dal depuratore di Andria fossero affinate prima di arrivare a Barletta, altrimenti si continuerà a sversare, nel canale prima e in mare poi, reflui e sostanze altamente nocive. Su questi temi mi sono impegnato dall’inizio del mandato e continuerò a farlo con il massimo del vigore. Sulla salute del mare si giocano le sorti del turismo di Barletta e dell’economia del territorio. Non vorrei che si iniziasse a parlare di mare inquinato con l’avvento della stagione balneare. Giannini convochi subito un tavolo tecnico su queste tematiche che sia risolutivo, invitando tutti i soggetti in causa e ovviamente il sindaco di Barletta, Pasquale Cascella, che non può che condividere ampiamente la mia impostazione”. 

lunedì 25 agosto 2014

BARLETTA : Se il depuratore non funziona,i cittadini non devono pagare!

Il Sindaco di Barletta Cascella non può limitarsi a decretare il divieto di balneazione solo quando i livelli di agenti inquinanti presenti nel nostro mare superano i valori consentiti dalla legge.
Il primo cittadino dovrebbe sapere benissimo che anche quando quei valori sono nella cosiddetta norma, non significa che le acque del nostro mare sono esenti da qualsiasi rischio per la salute dei bagnanti.
Quello che però ci preme sottolineare è che forse è arrivato il momento in cui non solo la classe politica, che da sempre fa finta di nulla girando la testa dall’altra parte, ma anche l’intera comunità, prendano atto che la nostra città è attraversata ormai da anni da una crisi ambientale devastante.
Riconoscere che questa crisi ambientale che ha ormai compromesso il nostro mare,l’aria che respiriamo e il cibo di cui ci nutriamo, è anche una crisi sociale ed economica perché mette in ginocchio un territorio peggiorando le condizioni di vita della sua popolazione.
Il Sindaco Cascella non è direttamente responsabile di questa situazione che si è incancrenita ormai da anni, ma la sua coalizione di centro-sinistra invece si; chi ha avuto, o ha, ruoli istituzionali si porta sulle spalle responsabilità enormi e per questo invece di chiedere alla gente di non fare polemiche ma proposte, forse dovrebbe chiedere ai 4 consiglieri regionali della nostra città,ai consiglieri e agli assessori provinciali( tra cui anche l’Assessore Damiani che in questi ultimi mesi ha scoperto di essere opposizione in Consiglio Comunale) cosa hanno fatto negli ultimi 5 anni per risolvere le numerose criticità.
Nulla è stato fatto e crediamo che nulla sarà fatto finché questa classe politica governerà questa città.
Però il conto salato in termini economici e sanitari lo pagano i cittadini anche quando non dovrebbero pagarlo per servizi inesistenti.
Basti pensare che nessuna istituzione( a cominciare dall’acquedotto pugliese) ha mai fatto rispettare una sentenza della Corte Costituzionale(n.335/2008,esecutiva dal 16/10/2008) che ha stabilito l’incostituzionalità dell’art. 155, comma 1, primo periodo del D. Lgs. n. 152/2006 (Norme in materia ambientale) nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti “anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano malfunzionanti”, sancendo quindi che i canoni di depurazione debbano invece essere pagati dagli utenti del servizio idrico solo come corrispettivo dell’effettiva esistenza del servizio di depurazione.
L’art. 8-sexies della legge n. 13/2009, prevede che “in attuazione della sentenza della Corte costituzionale n. 335 del 2008, i gestori del servizio idrico integrato provvedono, anche in forma rateizzata alla restituzione della quota di tariffa non dovuta riferita all’esercizio del servizio di depurazione.”.
Stabilisce inoltre che “dall’importo da restituire agli utenti vanno dedotti gli oneri derivati dalle attività di progettazione, di realizzazione o di completamento avviate”, e che il soggetto competente a individuare l’importo da restituire agli utenti è l’Autorità d’Ambito.
Questo è un ottimo strumento che i cittadini della nostra e di altre città dove il sistema di depurazione delle acque non funziona possiedono per  farsi rimborsare le somme ingiustamente erogate e rivalersi su enti e istituzioni che non tutelano noi ma chi inquina indisturbato.
Il Sindaco Cascella,così rispettoso della legalità, dovrebbe attivarsi presso gli organi competenti per far valere un principio molto chiaro:se il depuratore non funziona noi non siamo tenuti a pagare.
Altrimenti non solo questa classe politica è responsabile di farci convivere da anni con un mare inquinato, ma anche di permettere ad altri enti di incassare somme per servizi inesistenti.

Alessandro Zagaria-Collettivo EXIT  

martedì 27 maggio 2014

BARLETTA : Impianto di depurazione, gli esiti della video ispezione subacquea sono positivi

“La condotta sottomarina al servizio dell’impianto di depurazione di Barletta non presenta falle”. E’ quanto è stato comunicato dai responsabili della Direzione Operativa Reti/Distribuzione e Fognatura, Coordinamento e Gestione Impianti dell’Acquedotto Pugliese, a seguito della video ispezione subacquea di tutte le parti componenti la condotta sottomarina eseguita, sulla base della richiesta avanzata dall’Amministrazione comunale, sull’effettivo stato di conservazione della condotta sottomarina partendo dal punto di immissione al largo di Barletta fino alla zona in cui la condotta si interra.
L’Acquedotto Pugliese ha inoltre comunicato al Comune che a seguito della video ispezione si potranno avviare interventi finalizzati alla manutenzione straordinaria delle torrette, alla pulizia del diffusore, al ripristino della funzionalità dei sistemi di protezione catodica, al posizionamento della boa di segnalazione e al riposizionamento delle massi di protezione.


sabato 26 aprile 2014

BARLETTA : IMPIANTO DI DEPURAZIONE, “ECCELLENTE” LA QUALITÀ DELLE ACQUE CAMPIONATE

Una specifica attività di video ispezione del tratto a mare della condotta dell’impianto dei reflui depurati sarà compiuta entro i prossimi 30 giorni. Lo ha comunicato il responsabile della Direzione Servizi Tecnici dell’Acquedotto Pugliese raccogliendo la preoccupazione espressa nell’incontro del 17 aprile scorso dell’Amministrazione comunale di Barletta circa l’effettivo stato di conservazione della condotta sottomarina a seguito di alcune segnalazioni di organi di stampa.                               
Nella stessa comunicazione, l’Acquedotto dà conto dell’ultima attività di rilevamento e di video ispezione commissionata  in base alla quale “la condotta non presenterebbe rotture o perdite sia lungo il tratto a mare sia lungo quello a terra”.
Saranno compiute nuove verifiche anche rispetto ai risultati della “Classificazione delle acque di balneazione per la stagione 2014”, vale a dire dei campionamenti e delle analisi effettuate dall’ARPA Puglia, Provincia di Andria Barletta Trani, in vista della stagione balneare, registrati nella Deliberazione della Giunta Regionale Pugliese n. 489 del 18 marzo 2014 (vedi PDF allegato) in base ai quali sarebbe “eccellente” la qualità delle acque di balneazione “nei tratti campionati lungo il litorale di Barletta, tra cui anche il tratto costiero più prossimo allo scarico dell’impianto di depurazione”.
Procedono, intanto, le attività propedeutiche alla fase di appalto dei lavori per il potenziamento dell’impianto di depurazione. È stata infatti pubblicata la procedura di gara per l’appalto dei lavori - la documentazione è visionabile al link


che consentirà di adeguare il depuratore alle norme vigenti in materia ambientale e di sicurezza, ammodernando anche gli impianti elettrici. L’Acquedotto Pugliese assumerà anche la gestione della condotta sottomarina non appena si sarà dato inizio agli interventi di manutenzione straordinaria, la cui consegna è prevista entro settembre 2014. 

venerdì 7 marzo 2014

TRANI : Il depuratore, finito sotto sequestro perché inquina il mare, necessita di interventi urgentissimi

Le dichiarazioni dell’assessore all’Ambiente del Comune di Trani, secondo cui gli interventi previsti per sistemare il depuratore non possono essere eseguiti per mancanza delle autorizzazioni regionali, ci preoccupano tantissimo.

Il depuratore di Trani, al pari di quello di Barletta, finito sotto sequestro perché inquina il mare necessita di interventi urgentissimi, che non si possono prolungare nel tempo.

In mancanza degli interventi previsti e già finanziati sono fortemente compromesse le qualità delle acque marine della nostra costa; è una questione che riguarda in primo luogo la salute pubblica, ma anche la nostra categoria di imprese balneari e di tutto il comparto che ruota attorno al turismo.

La prossima stagione balneare è ormai alle porte, le imprese stanno programmando i propri programmi di investimenti, e ci sembra di capire che nulla cambierà rispetto all’anno scorso.

Siamo profondamente delusi come cittadini e come sistema di imprese, poichè abbiamo fortemente creduto agli impegni assunti di fronte al Prefetto Sessa da parte di tutte le amministrazioni competenti l’anno scorso.

Se neanche gli impegni assunti difronte ad un Prefetto della Repubblica vengono mantenuti è difficile avere fiducia, ancora una volta constatiamo l’inefficienza e la lentezza dei vari settori di un’ Amministrazione Pubblica incapace di risolvere i problemi delle comunità.

Per tanto facciamo appello al Prefetto e al Presidente Vendola di rimuovere tutti gli ostacoli  affinchè si avvii velocemente l’iter amministrativo che consenta di far iniziare i lavori prima della stagione balneare.

Questo non sarebbe solo un segnale positivo per tutti, ma una azione di governo della società.


Canfora  Palmino

FIBA-Confesercenti

domenica 2 febbraio 2014

BARLETTA : Al via i lavori di ampliamento del depuratore

Legambiente Barletta esprime la sua piena soddisfazioni del rilascio dell' autorizzione dell'ampliamento del depuratore di Barletta

Si è concluso oggi presso l'assessorato regionale all' ambiente della Regione Puglia l'iter della valutazione di impatto ambientale da parte delle autorità competenti per l'avvio dei lavori di ampliamento del depuratore di Barletta inizialmente sequestrato a maggio 2012 con l'operazione "Dirty water".  Oltre l'ampliamento dell' impianto che porterà ad una depurazione delle acque pari a 130 000 abitanti equivalenti, sarà installato la cogenerazione a biogas, filtri di abbattimento delle emissioni odorigene e lavori di adeguamento della condotta sottomarina. Alla fine dei lavori sarà possibile visionare da parte di tutti i cittadini i dati relativi alle analisi dell' acqua depurata e immessa nel mare. i lavori per un importo di 3 720 000 € relativi al depuratore, e 1 000 000 € per la condotta sottomarina, con finanziamenti Cipe, saranno eseguiti dall' Acquedotto Pugliese con una gara di appalto che avverrà entro giugno 2014 e il collaudo entro due anni. 

Il circolo Legambiente di Barletta, unica associazione ad aver partecipato alla conferenza di servizio, esprime la sua massima soddisfazione con cui si è arrivati ad una conclusione della valutazione dei lavori in tempi celeri ed ha ottenuto dalla regione l' assicurazione che al più preso avvenga un altro incontro nel quale sia definito un percorso di pianificazione volto alla risoluzione dei problemi dell' impianto di affinamento e della carenze infrastrutturali delle reti di fogna bianca.

giovedì 10 ottobre 2013

ANDRIA : Sigilli al depuratore, indagate 14 persone dalla procura di Trani

Dopo quelli di Trani, Bisceglie e Molfetta, scattano i sigilli della Procura di Trani anche al Depuratore di Andria.


Nel pomeriggio di ieri, mercoledì 9 ottobre, in esecuzione di decreto emesso dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Trani, Antonio Savasta, militari del Nucleo di polizia giudiziaria della Capitaneria di porto di Bari e del Comando Gruppo Guardia di finanza di Barletta ha sottoposto a sequestro probatorio l’impianto di depurazione della città di Andria, sito in località “Gorgoruotolo”.
Il provvedimento autorizza la facoltà d’uso dell’impianto, affidato in custodia giudiziaria ad un dirigente dell’Acquedotto pugliese S.p.A., esclusivamente ai fini dell’accertamento degli agenti di contaminazione chimica e batteriologica lungo l’intero percorso delle acque reflue le quali, in uscita dal depuratore, sono convogliate nel canale “Ciappetta Camaggio” dal quale poi vengono scaricate (quale corpo recettore finale) nel mare Adriatico, nei pressi della città di Barletta.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Trani, sono state svolte da militari specializzati del Nucleo di polizia giudiziaria della Capitaneria di porto di Bari e si sono avvalse delle risultanze tecniche emerse dal lavoro svolto dai consulenti  nominati dalla stessa Procura.
La corposa ed articolata attività investigativa ha consentito di accertare l’attuale e persistente  stato di degrado degli impianti che, a causa di gravissime condizioni manutentive  e precarietà nella conduzione, risultano funzionanti in pessime condizioni ed inidonei all’espletamento dei cicli di depurazione. Pertanto i reflui, frammisti a fango, sono sversati, unitamente ad acque non depurate. E’ stata verificata l’esecuzione di opere manutentive dell’ultimo momento tese a creare un’apparenza di funzionamento, sia pur momentaneo, dell’impianto, nonché gravi e colpevoli ritardi nello svolgimento delle operazioni di collaudo tecnico-amministrativo.
Inoltre, le risultanze delle analisi (eseguite dall’Istituto zooprofilattico di Putignano) dei campioni di acque reflue prelevati nello scorso mese di settembre, hanno permesso di riscontrare la presenza di geni propri del batterio Escherichia Coli – VTEC del sierogruppo 26, ritenuto responsabile della “sindrome emolitico uremica”, infezione che, durante la trascorsa stagione estiva, ha colpito sia bambini che adulti.
Complessivamente, risultano indagate 14 persone. Tra di esse, due legali rappresentanti e due funzionari dell’Acquedotto pugliese S.p.A. (soggetto gestore), l’amministratore unico della Pura depurazione S.r.l. (soggetto deputato alla conduzione), due amministratori della società privata incaricata di eseguire i lavori di adeguamento dell’impianto di depurazione, il presidente e due componenti della Commissione di collaudo, un dirigente della Regione Puglia, il Presidente e due funzionari dell’Autorità idrica pugliese.
I reati contestati attengono a: 1) gravi illeciti di natura ambientale, quali il getto  pericoloso di cose, il deturpamento di bellezze naturali, il superamento dei valori tabellari nello scarico in acque superficiali, il deposito e trattamento (in assenza di autorizzazione)  dei fanghi prodotti dall’impianto di depurazione, l’emissione in atmosfera (in assenza di autorizzazione) di gas maleodoranti;  2)  reati contro la pubblica amministrazione, quali l’omissione di atti d’ufficio, l’interruzione di un servizio di pubblica necessità, la frode e l’inadempimento di contratti nelle pubbliche forniture; c) violazioni delle norme in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro (omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro).