Cerca nel blog

News dalle Città della BAT

Visualizzazione post con etichetta ospedale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ospedale. Mostra tutti i post

lunedì 14 maggio 2018

TRANI : Incontro sull’ospedale, Santorsola - «Termine ultimo per attuare il protocollo, settembre»

È durato più di tre ore l’incontro con i cittadini di Trani che si è tenuto ieri all’ospedale San Nicola Pellegrino con il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ed il direttore generale Alessandro Delle Donne. Oggetto della conferenza era la riorganizzazione dell’offerta sanitaria sul territorio cittadino alla luce della chiusura definitiva dell’ospedale.
Premettendo che la decisione politica di sopprimere il San Nicola è stata presa ed avviata negli anni Novanta e nei primi anni del nuovo secolo, va dato atto alla Città di Trani di aver saputo accettare le necessità organizzative della sanità regionale senza clamori e senza erigere barriere.
La Direzione Asl ha riconosciuto la ferita inferta alla comunità, ha percepito la necessità di dare finalmente una svolta ai progetti di territorializzazione delle strutture e, non dimenticando che si tratta, comunque, di un co-capoluogo con quasi 60.000 abitanti, ha arricchito con nuove unità operative il progetto sottoscritto nel protocollo di intesa fra Comune e Regione.
Dobbiamo, invece, dare atto a Michele Emiliano di aver saputo chiedere formalmente scusa per il colpevole ritardo accumulato nei due anni precedenti e di aver assicurato, nella doppia veste di presidente della Regione Puglia e di assessore alla sanità, l’impegno a sorvegliare ed a stimolare le strutture amministrative ad una pronta realizzazione dei progetti concordati che vanno, tutte, nel solco tracciato dalle richieste formulate dal nostro gruppo di lavoro e sottoscritte anche da altri consiglieri regionali.
Sia chiaro, però, che nonostante le rassicurazioni staremo in guardia e poniamo, fin da ora, settembre 2018 (a due anni, quindi, dalla firma del protocollo) come termine ultimo per verificare che le promesse fatte questa volta siamo mantenute.
Con il nuovo assetto il San Nicola Pellegrino, come ben illustrato ieri da Delle Donne, potrebbe offrire assistenza qualificata a quanti non hanno bisogno di ricovero e quindi alla stragrande maggioranza dei pazienti.
L’eventuale realizzazione di una residenza sanitaria tipo RSA-R1 è ben accetta perché potrebbe diversificare ed ampliare il campo assistenziale ma non deve assolutamente essere una alternativa ad un presidio territoriale assistenziale integrato con le strutture ospedaliere della Asl ed efficiente nelle specialità di maggior interesse sanitario.
Una sola considerazione da fare con grande rammarico: se le forze politiche locali, con la sola eccezione di Carlo Avantario e di Emanuele Tomasicchio, avessero saputo (o voluto?) organizzarsi per tempo avrebbero potuto offrire un pacchetto di proposte più utili alla comunità e, sicuramente, più dignitose di un inutile “muro del pianto”; l’occasione di poter dialogare per tre ore con i vertici della sanità locale e regionale non capita tutti i giorni e, di certo, non a tutti!
Forse non avremmo potuto ottenere la luna nel pozzo, ma ....  sicuramente avremmo potuto utilizzare meglio il tempo che ci è stato dedicato.

Mimmo Santorsola – consigliere regionale

giovedì 7 settembre 2017

TRANI : Giovane viene lasciato già morto in ospedale, ritrovata la sua moto.

E' stata ritrovata nelle campagne di via Salvemini la moto di Nicola Montingelli, il trentunenne tranese che ieri sera ha perso la vita probabilmente a causa di un incidente stradale. Gli inquirenti tuttavia non escludono altre piste.

Il fatto è accaduto ieri sera, poco dopo le 22, quando una persona a bordo della sua auto è giunta al pronto soccorso di Trani, ha scaricato il corpo del ragazzo oramai privo di vita e dopo aver chiesto aiuto al personale medico è scappata via facendo perdere le proprie tracce.

Invani i tentavi di rianimarlo: per il giovane non c'è stato nulla da fare. Sul corpo del ragazzo sono state ritrovate diverse escoriazioni, che hanno fatto subito pensare ad un incidente in moto. Ipotesi avvalorata dal ritrovamento della moto dopo la mezzanotte. Sul caso indaga la polizia.

lunedì 2 gennaio 2017

BISCEGLIE : IL SINDACO VISITA IN OSPEDALE IL RAGAZZO ACCOLTELLATO ALCUNI GIORNI FA

In data odierna unitamente al capitano Riccardi, comandante della tenenza dei Carabinieri di Bisceglie, il sindaco Francesco Spina ha fatto visita presso l’ospedale di Bisceglie al ragazzo vittima dell’aggressione e dell’accoltellamento avvenuto in pieno centro qualche giorno fa per esprimergli i sentimenti di solidarietà, vicinanza e pronta guarigione.
Fortunatamente la vittima si sta riprendendo velocemente e l’increscioso episodio non ha, quindi, avuto conseguenze più gravi. - Ha dichiarato il sindaco al termine della visita - Ringrazio a nome della città la Magistratura e le Forze dell’Ordine, in particolare l’Arma dei Carabinieri presente istituzionalmente nella città di Bisceglie, per la loro attenzione, efficienza e per il costante impegno profuso per la sicurezza e l’ordine pubblico del territorio. Anche questa volta come in analoghe circostanze in passato sono state ricostruite le responsabilità del reato anche grazie al perfetto sistema di videosorveglianza pubblico e privato (incentivato dall’Amministrazione Comunale attraverso specifici sgravi fiscali). Auspico che il 2017 registri una attenuazione di quel clima di violenza verbale alimentato dai social networks che è l’humus che alimenta la violenza gratuita, anche per futili motivi, causa di gran parte dei reati verificatisi nel 2016.

Con la vicinanza delle Istituzioni a chi è vittima di violenza in genere auguro ai Biscegliesi un 2017 incentrato sui valori della Pace e delle Concordia Sociale”.

mercoledì 21 settembre 2016

ANDRIA : Piano di riordino sanitario, nella BAT priorità per il nuovo ospedale

Due giorni di discussione in Commissione Sanità sul piano di riordino. In merito, il consigliere regionale e Presidente della V Commissione Ambiente della Regione Puglia Filippo Caracciolo dichiara:
“Ok alla realizzazione del nuovo Ospedale di Andria, riattivazione di 4 posti letto UTIC presso l’Ospedale di Barletta, riconversione degli Ospedali di Trani e Canosa con potenziamento della medicina territoriale. La realizzazione del nuovo Ospedale di Andria è una priorità della Regione Puglia cosi come manifestato nel corso della Commissione Sanità su cui il territorio può e deve fare affidamento per i futuri assetti sanitari a livello provinciale. Per quel che riguarda appunto la provincia di Barletta-Andria-Trani – scrive il consigliere regionale Filippo Caracciolo – sono questi i punti salienti emersi nel corso della due giorni di discussione in Commissione Sanità alla presenza del direttore del Dipartimento Sanità Giovanni Gorgoni e del Presidente e Assessore alla Sanità Michele Emiliano. Il governo regionale è consapevole della necessità di politiche che vadano nella direzione di una maggiore tutela della salute dei cittadini. L’impegno comune è di cercare le condizioni per investire più risorse e riuscire con determinazione a puntare su un’assistenza sanitaria di qualità”.
Critico il commento del consigliere regionale di CoR Francesco Ventola: “Appena terminati i lavori della Commissione Sanità della Regione Puglia, della quale pur non facendone parte ho personalmente deciso di partecipare alla seduta perché si parlava di riorganizzazione del sistema sanitario pugliese e quindi ed a maggior ragione nella Provincia di Barletta Andria Trani, l’impressione è stata l’ennesima presa in giro del governatore Emiliano che predica bene e razzola male. Il Piano di Riordino Ospedaliero – preconfezionato dal presidente Emiliano con pochi intimi; redatto in modo ragionieristico e a priori senza ascoltare i territori; con la presunzione di dargli una parvenza di “partecipazione” portandolo in Commissione senza far votare gli emendamenti – è stato sonoramente rispedito al mittente. Con l’aggravante di aprire anche una crisi politica all’interno della maggioranza. Noi a Sinistra ha votato contro mentre alcuni esponenti della stessa non hanno neppure partecipato al voto. Risultato finale: 5 a 5.
Già ieri, all’apertura dei lavori, come Conservatori e Riformisti avevamo deciso di non partecipare alla Fiera degli Emendamenti di un Governo, Emiliano-Gorgoni, che recitava la parte di chi da un orecchio fa finta di ascoltare e con la mano non modifica neppure un numero. O meglio a qualche cambiamento abbiamo assistito a seconda del “peso politico” in maggioranza. Una coalizione di centrosinistra, insomma, che non ha fatto suo e difeso il Piano di Riordino, ma che in modo campanilistico si è accontentato di qualche briciola territoriale per poi mandare al macero il Documento nel complesso.
Per cui, la Commissione non ha avuto i numeri  necessari per dare parere favorevole alle due delibere con le quali si crede di riorganizzare, per noi disorganizzare di fatto, la sanità in Puglia.
L’ulteriore presa in giro, continua ad essere il presunto ascolto farsa di tutti, la partecipazione più ampia solo declamata: Emiliano si è affacciato in Commissione per qualche minuto per allontanarsi subito dopo; riaffacciatosi, è poi andato via definitivamente.
Ciò detto, che cosa accade nella nostra provincia, nel nostro territorio massacrato prima dal governo Vendola ed ora da quello di Emiliano: nulla di nuovo se non l’impegno, dopo le nostre pressioni continue, a realizzare il nuovo ospedale di secondo livello per l’urgenza e l’emergenza di Andria a servizio dell’intero bacino di competenza nel mentre, però, chiudono gli ospedali di Trani e Canosa. Se è vero che ospiteranno postazioni di medicina territoriale e post-acuzie, è verissimo che queste cose sono altro rispetto alla esigenza di posti letto ospedalieri per le condizioni di bisogno ed i disagi che ben conosciamo soprattutto per le fasce più deboli di cittadini. Gli stessi pronto soccorso diventano punti di primo intervento che dopo la stabilizzazione del paziente dovranno necessariamente fare ricorso al trasferimento da ricercare nella struttura opportuna e disponibile con tutte le difficoltà ed i rischi che possiamo immaginare, talvolta tradottisi in tragedia.
Bene solo per la parte, al momento riportare sulle carte delle buone intenzioni, che per Canosa prevedono la riabilitazione funzionale (cardiologica, pneumologica), il Centro Risvegli ed il rafforzamento degli ambulatori. Ma tutto questo, sia chiaro ancora una volta, non è l’ospedale. Lo stesso discorso vale per Trani che vede potenziata la medicina territoriale, che non è tutto quello che il territorio auspicava dopo aver espresso tante specificità, professionalità e servizi che ora mancano e di cui si sente il bisogno: lo sanno anche le pietre che il numero posti letto per abitante nella Bat è una discriminazione inaccettabile. Lo sanno bene i nostri Comuni più piccoli, che ne sono scoperti, ma anche quelli più grandi i cui ospedali devono fronteggiare una domanda insostenibile.
Pertanto, nella mia prima esperienza di Consigliere Regionale, sono molto rammaricato di quanto accade perché si continua a prendere in giro i cittadini; gli impegni presi in campagna elettorale da Emiliano e dalla sua maggioranza vengono disattesi completamente. Noi continueremo il nostro lavoro come già fatto anche in questi giorni, fermo il dovere di riferire nel merito alla gente quanto purtroppo  accade sulle spalle di noi tutti”.

martedì 28 giugno 2016

TRANI : OSPEDALE, “VOGLIAMO UN ACCORDO CHE GARANTISCA L’INVESTIMENTO SU TRANI DEI FONDI EUROPEI DESTINATI ALLA ASL”

“Abbiamo predisposto una proposta organica e integrata di rilancio della offerta di salute per i cittadini, tranesi e non tranesi. Passando attraverso il ripensamento della presenza della Asl a Trani, puntiamo al rilancio sia della struttura ospedaliera in chiave di ospedale territoriale e di continuità che di altre strutture a nostra disposizione. Vogliamo così scongiurare l’occupazione dei nostri spazi e lo svilimento delle nostre strutture come fossero la dependance dell’impero. Discuteremo di questa proposta col direttore generale Ottavio Narracci nei prossimi giorni e pretenderemo che si chiuda nel giro di pochi giorni un accordo che garantisca l’investimento su Trani della maggior parte dei fondi europei destinati a questa Asl”. A dirlo è il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro.

Il sindaco di Trani ripercorre le tappe di una storia di inesorabile declino dello stabilimento tranese: “L’ospedale di Trani è stato chiuso oltre 15 anni fa dalla giunta regionale presieduta da Raffaele Fitto. Chiunque affermi una cosa diversa, mente sapendo di mentire oppure parla di cose che non conosce. Quello a cui abbiamo assistito da allora, e di cui oggi si continua a discutere, è il suo conseguenziale, inevitabile e progressivo smantellamento. L’attuale Amministrazione comunale ha potuto solo prendere atto di questo processo, trattandosi di un declino che ha, appunto, ben altre origini e ben altri responsabili, molti dei quali oggi sbraitano e lanciano accuse. La chiusura dell’ospedale di Trani è il risultato di dinamiche politiche di livello locale che hanno visto convergere, negli anni, gli interessi più disparati ed anche quelli più inaspettati. Ma tutto ciò non sarebbe stato possibile se a livello nazionale non si fosse attuata la scellerata scelta di chiudere gli ospedali per risolvere i problemi della sanità. Perché, da venti anni a questa parte, si è voluto far credere ai cittadini che per risparmiare sul costo della sanità fosse inevitabile chiudere alcuni ospedali? Perché nessuno ha posto il problema degli enormi sprechi che caratterizzano la sanità italiana? Perché si è considerata inevitabile la soluzione della mortificazione del diritto alla cura, e non si è lavorato alla razionalizzazione del costo dei farmaci, delle prescrizioni e dei ricoveri inappropriati? Perché si è scelto di penalizzare i cittadini e non sono stati intaccati gli interessi delle varie lobbies industriali e imprenditoriali e le varie rendite di posizione di chi, allegramente, gioca sia in ambito pubblico che privato? Perché a fronte dei frettolosi tagli alla ospedalità pubblica non si è proceduto, con pari celerità, ed anzi ancora non si procede, ai tagli alla ospedalità privata che, anzi, parrebbe uscire avvantaggiata da questo riordino? Perché si procede alla chiusura di ospedali pubblici e, invece di convertire questi ultimi in funzione del fabbisogno regionale, si considerano intoccabili (ed anzi si aumentano) i posti letto nella ospedalità privata?”.

“Quella della inevitabile chiusura di alcuni ospedali pubblici – prosegue Bottaro - è una favola a senso unico alla quale, stranamente, nessuno si è opposto seriamente. E proprio in materia di sprechi che nessuno combatte”. Quanto alla situazione del San Nicola Pellegrino, il primo cittadino tranese pone una domanda: “Se è vero, come è vero, che la chiusura dell’ospedale di Trani sia stata decisa almeno quindici anni fa, perché si è proceduto alla costruzione di un nuovo grande e avveniristico pronto soccorso? Il problema, sia chiaro, non è solo che i cinquantaseimila cittadini tranesi dovranno rivolgersi al pronto soccorso di Bisceglie (che, dal punto di vista strutturale, non è assolutamente in grado di reggere l’onda d’urto della domanda di una popolazione base di circa 110.000 abitanti che diventano almeno 150.000 in estate). Il problema è anche e soprattutto un altro: perché è stata spesa una cifra enorme per costruire un pronto soccorso che si sapeva non sarebbe mai stato inaugurato? Chi non ha vigilato su questo enorme spreco? E ancora: siamo sicuri che non si stia procedendo con la gara d’appalto per l’acquisto delle attrezzature del pronto soccorso morto prima ancora di nascere? Siamo sicuri che su questa vicenda non si siano già create le condizioni per l’intervento della Corte dei Conti?

Per quanto ci riguarda, è certo che non stiamo a guardare: abbiamo predisposto una proposta di rilancio che discuteremo con Narracci nei prossimi giorni. Vogliamo rilanciare la sfida del diritto alla salute di questa città e vogliamo lasciarci definitivamente alle spalle una partita persa da altri e non da noi”.   

mercoledì 2 marzo 2016

CANOSA DI PUGLIA : L’ospedale non chiude, Consiglio comunale approva odg per la Regione Puglia

L’ospedale di Canosa non chiude. Confermata dalla Regione Puglia la sua riconversione in struttura di supporto in post acuzie. E, non avendo ancora con esattezza i dati deliberati dalla Giunta regionale, il Consiglio comunale, nella seduta che si è conclusa nella notte, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno relativo al “Piano di riordino ospedaliero”: una sorta di “suggerimento” a quanto delibererà l’Ente di via Capruzzi.
“Nonostante il clima più disteso, alla luce del comunicato stampa della Regione Puglia – ha detto il sindaco di Canosa, Ernesto La Salvia -, approviamo questo ordine del giorno perché resti forte l’azione condivisa e nota alla cittadinanza di suggerimento alla Giunta regionale ed al suo Presidente. Ci pare di capire che una ipoteca penda sull’ospedale di Andria, i posti internistici di Canosa: la custodiremo nell’interesse dei cittadini ammalati e anche perché condividiamo la necessità di un nuovo nosocomio andriese, che li possa decorosamente accogliere. Attendiamo i prossimi giorni confidando in un accoglimento di quanto deliberato, pronti ad ogni confronto che non frustri il bisogno di salute della nostra gente, nell’interesse unico della democrazia”.
“Il piano di riordino ospedaliero – recita la delibera approvata dal Consiglio comunale – a causa del costo del sistema sanitario nazionale e, quindi, regionale è rientrato nella Legge di Stabilità dello Stato; a fronte di una spesa, ingente diversa come pro-capite da regione a regione (attestata per i cittadini pugliesi comunque ai livelli più bassi della nazione) la qualità del servizio sanitario nazionale, dagli indicatori forniti dai tecnici pugliesi, appare scadente e comunque dal costo sproporzionato.
Ed anche la medicina è cambiata: il paziente acuto, inserito in reti operative gestite dall’emergenza-urgenza, grazie ai progressi della medicina ed alle modalità di intervento, ha una mortalità decisamente inferiore al passato: ma pure la certezza della cronicizzazione della malattia. La qual cosa favorisce l’aumento della vita media ma ci obbliga a vedere gli ospedali con occhi diversi: si chiede la qualità dell’intervento in acuto, figlia dell’esperienza degli operatori. E questa esperienza, legittimata dai numeri di interventi specialistici effettuati, garanzia di riuscita degli stessi e di qualità della vita del paziente.
Tendere a questo tipo di ospedale è necessario per la stessa razionalizzazione della spesa oltre che per il beneficio ottenuto dal cittadino. Ma non può essere disgiunto dalla costruzione di una rete di intervento che si faccia carico del prima e del dopo prima del ricovero, al fine di scongiurarlo per i pazienti cronici, e dopo lo stesso, per realizzare una continuità necessaria tra ospedale e territorio. Il TERRITORIO: continuamente citato ma MAI potenziato. Per questa ragione gli ospedali per acuti SONO ANCHE TERRITORIO, nel senso che gestiscono quello che non può essere gestito a domicilio mentre si aggrava e trattengono chi non ha destinazioni alternative (vedi lungodegenza).
Il piano di riordino in fieri suggerisce la riconversione del plesso di Canosa di Puglia; orbene, in questa struttura appena rimodernata ed a standard, costata alla collettività 1,5 ml. di euro, sono allocati 50 posti letto afferenti le specialità di medicina interna e geriatria. Sono reparti conteggiati nell’hub andriese e con questo condividono il Dirigente. Se fossimo obbligati a trasferire i letti presenti presso questa o altre strutture provinciali, dovendo mantenere inalterato il numero dei letti, nel primo caso non vi sarebbe posto per accoglierli a meno di lavori radicali di una parte del Bonomo con i tempi immaginabili; nel secondo caso, ove da subito vi fossero disponibilità, ciò rappresenterebbe un certo depauperamento della struttura identificata come DEA I dalla Regione, ma monca del numero di letti previsto. Il risultato sarebbe una ulteriore diminuzione di posti letto in ambito provinciale.
Solo per inciso, ricordiamo che la popolazione residente della BAT di circa 400.000 persone ha un numero di posti letto pari a 1,8 ogni 1000 residenti, ben lontano dai 3,4 previsti dal legislatore nazionale. E se a livello regionale pure si conferma un valore ben più prossimo al 3,4, ciò vuol dire semplicemente che vi sono aree come quella della cintura barese con dotazioni “ridondanti” rispetto alla provincia.
Il territorio murgiano che si estende da Canosa a Spinazzola, però, offre criticità che lo stesso legislatore ha previsto: i tempi di percorrenza da Spinazzola al DEA 1 più vicino (Andria), ruotano intorno ai 64 minuti in condizioni ottimali. Significa che se la strada non continua a franare all’uscita della cittadina in direzione Minervino Murge, se il fondo stradale permette una andatura sufficiente e se il passaggio a livello che divide in due la città di Andria o quello tra Spinazzola e Minervino sono percorribili, si arriva già oltre il previsto come tempo massimo.
L’allegato 1 al DM 70/2015, al capitolo 9.2.2, regolamenta i presidi ospedalieri di aree particolarmente disagiate: sembra la descrizione di quanto ATTUALMENTE PRESENTE a Canosa di Puglia. Una divisione internistica con un pronto soccorso ed un servizio di day surgery coordinati dall’hub di riferimento attraverso protocolli. Basta solo riconoscere la criticità del territorio e la presenza già attiva del Caduti in Guerra. Ed Andria conserverebbe i suoi posti letto. Ad invarianza di spesa!
La soluzione definitiva, comunque, è un solo ospedale che sia all’altezza del ruolo che, se realizzato, porterebbe le strutture locali SOLO A QUEL PUNTO DISMISSIBILI pronte ad esser riconvertite a realizzare la rete “verticale” rispetto alla malattia e nella quale l’acuzie rappresenterebbe un problema minore per numeri e durata.
In conclusione: resti Canosa con i suoi posti letto funzionalmente parte del Bonomo, ma riferimento per il territorio disagiato di Canosa, Minervino e Spinazzola; non si vanificheranno così i costi della recente ristrutturazione, in attesa di definitiva conversione a strutture territoriali, coincidente con il nuovo ospedale di Andria, necessario alla razionalizzazione dell’intero comprensorio. Gli spazi liberatisi sono da oggi ristrutturabili per dar seguito alla realizzazione del centro risvegli, della lungodegenza e della riabilitazione cardiologica, altri fondamentali tasselli nel mosaico ad oggi solo ipotizzato del territorio.
Nell’impossibilità a riconoscere il Presidio “Caduti in Guerra” ospedale di zona disagiata, comunque, riteniamo necessario ed indispensabile confermare quanto previsto dal piano di riordino sino ad oggi vigente, attivando, contestualmente, quanto di seguito riportato:
Centro Risvegli con n. 45 pl;
Lungodegenza con n. 12 pl;
Riabilitazione Cardiologica e Pneumologica con n. 10 pl;
Riabilitazione Funzionale con n. 10 pl;
il pronto soccorso h24 (visto anche la recentissima e nuovissima location);
conferma delle attività in Day Surgery e Day Service multidisciplinari, così da utilizzare il blocco operatorio al pieno delle sue possibilità, riducendo le “interminabili” liste di attesa e, di fatto, consentendo le sale operatorie di Andria, Barletta e Bisceglie di essere utilizzate per interventi urgenti e programmati che necessitano di ricovero;
potenziamento degli ambulatori specialistici territoriali.
In sintesi, concretizzare un orientamento sempre più prossimo alla cosiddetta “medicina territoriale”, tanto auspicata ma, ad oggi, poco perseguita, garantendo i servizi di assistenza di pronto soccorso.
Al momento attuale le due proposte presentate sono contestualizzabili e potrebbero essere integrate nella loro realizzazione: bisognerebbe trasformare da subito alcuni posti internistici in lungodegenza dando sfogo alle dimissioni difficili del reparto acuti affiancato. L’intera trasformazione, si ritiene sia collegata alla realizzazione di un nuovo contenitore “il nuovo ospedale di Andria”.
Nella sua essenza la proposta relativamente all’Ospedale di Canosa come Presidio Ospedaliero di area disagiata, come già comunicato a Sua Eccellenza il Governatore è stata condivisa dalla Conferenza dei Sindaci della BAT in data 25 febbraio 2016.
Tutto ciò premesso il Consiglio comunale, ad unanimità di voti, rivolge appello al Presidente della Regione Puglia affinché nel nuovo Piano di riordino ospedaliero della Regione Puglia vengano riportate le indicazioni innanzi enunciate, atte a garantire la funzionalità del presidio ospedaliero di Canosa di Puglia”.
La delibera approvata sarà inviata al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e al presidente della III Commissione consiliare regionale, assistenza sanitaria e servizi sociali, Giuseppe Romano.

mercoledì 24 febbraio 2016

BAT : CHIUDONO GLI OSPEDALI DI TRANI E CANOSA. ANDRIA A RISCHIO CAOS.

QUESTO NON SIGNIFICA GUARDARE ALL’INTERESSE DEL MALATO.
ANDRIA RICETTACOLO DELLE EMERGENZE DELL’INTERO TERRITORIO, IN UN LUOGO INADATTO E CON LE SPERANZE DEL NUOVO OSPEDALE ORMAI PERDUTE.
QUANTA GENTE HA LUCRATO, ANCHE POLITICAMENTE, SU TUTTO QUESTO?


Allarme per la soppressione degli ospedali di Trani e di Canosa? Ma quale allarme? Ma qualcuno vuol far credere che la chiusura di quegli ospedali, compreso quello di Cerignola ridimensionato, non fosse cosa nota? Che non fosse già nelle menti malpensanti di politici di destra, prima, e di sinistra, ora?
Ma fatemi il piacere, avrebbe detto Totò!
Se Trani, Canosa e Cerignola non ridono Andria piange eccome piange e piangerà, se è vero come è vero che quello che già oggi è un Punto di Emergenza, in tutti i sensi e non solo perché c’è il Pronto Soccorso affollatissimo a tutte le ore del giorno e della notte, è destinato, irrimediabilmente, ad assorbire altra utenza proveniente anche da quelle città private dei nosocomi e anche Terlizzi va sicuramente annoverata tra queste.
Andria quindi che piange e piange sul latte versato senza sapere a chi attribuire questi grandissimi regali alla comunità tanto strumentalizzata da politici di scarso valore ormai diventati dei semplici opinionisti a tempo che evidentemente tempo per far politica vera non ne trovano più o forse non sanno più farla, la politica.
Il Pronto Soccorso di Andria? Caotico al massimo e tempi di attesa lunghissimi. Non mettiamo in discussione professionalità ed impegno di chi opera con abnegazione ma i fatti parlano ed evidentemente quel Pronto Soccorso già ora non è sufficiente ad assorbire la vastissima utenza, figuriamoci dopo la chiusura dei nosocomi vicini.
Si astengano quindi altri opinionisti privilegiati e facciano i politici cioè risolvano i problemi della gente e dimostrino di guadagnarsi tutti quei privilegi di cui godono spesso senza merito alcuno.
Le esperienze dei cittadini parlano di attese lunghe e spasmodiche di moltissime ore e ad essere coinvolti non sono solo i pazienti ma anche i loro familiari ed accompagnatori.
Un disincentivo alla tutela della propria salute quindi un’istigazione alla rinuncia alla cura. Un vero delitto perfetto, studiato a tavolino, nei confronti di chi soffre e paga quanto dovuto.
La Sanità italiana migliore del mondo? Altra burla per dar la possibilità agli inconcludenti di apparire, a turno, di fronte ad una telecamera a fare i populisti.
Uno sfacelo in un Paese sottomesso e ridotto alla precarietà che ormai è diventato cronico stile di vita quotidiano.
Non sappiamo come e se questa Comunità reagirà a soprusi reiterati, anzi siamo certi che non reagirà affatto perché assuefatta dal sistema e demoralizzata.
Tutto questo perchè ormai la mano in tasca non pesca più euro e la gente è diventata pigra anche nel curarsi con conseguenze gravissime nei prossimi anni per una vera e propria emergenza sanitaria.
A cos’altro bisognerebbe rinunciare? Si rinuncia persino a procreare e mettere figli in questo brutto mondo, di questo si tratta in una Puglia che era la più prolifera d’Italia quando per visite ginecologiche non dovevi chiedere un prestito.
Nei prossimi giorni i proclami si consumeranno a iosa ma noi non siamo più disposti ad ascoltare chi sta sempre alla finestra, gode delle altrui disgrazie e non muove un sol dito per la comunità, arricchendosi con spudoratezza e sfacciataggine.
Anche nella Sanità c’è lo specchio di una Società volutamente portata alla deriva.
Il sottoscritto parla di cose vissute e subite sulla propria pelle quindi se qualcuno volesse rispondere o smentire io sono prontissimo al confronto ma tanto loro non lo fanno perché sanno di cosa parlo e non sanno rispondere.

                                                                                  Il Presidente Libera Associazione Civica Andriese

                                                                                                       Santovito Vincenzo

venerdì 12 febbraio 2016

ANDRIA : L’ospedale è la coperta corta della sanità nella Bat “in” emergenza/urgenza.

“Il territorio della Bat non potrà più consentire l’ennesima presa in giro, è inaccettabile che si sia bistrattati a questo modo” è questa la riflessione ed allo stesso tempo l’appello che il Consigliere Regionale Francesco Ventola ha voluto reiterare sulla questione del limitato numero dei posti letto e sulla necessità di azioni concrete per la realizzazione del nuovo ospedale di Andria.
“Il tema – ha commentato ancora il Consigliere dei Conservatori e Riformisti della Puglia –, torna a più riprese per farne bandiera di campanili, legittimo per carità, o per rappresentare lo stato di sofferenza. Ogni sacrosanto giorno ha il suo carico di difficoltà, di bisogni senza dritto di cittadinanza, finché inascoltati.
Ci si potrebbe soffermare e molto sulle responsabilità dirette ed indirette della sinistra che governa la Puglia da oltre un decennio, o sul camaleontismo e sui limiti nel saper rappresentare le istanze della gente da parte di amministratori locali  in evidente contraddizione. In questa fase, però, nulla di utile ne deriverebbe: alimenteremmo una guerra tra poveri con scaramucce lessicali di chi la racconta meglio.
Nonostante le scelte avversate, la Regione Puglia ha adottato i Piani di rientro e di riordino ospedaliero con i quali ha imposto la chiusura di ospedali e reparti: Spinazzola, Minervino, Trani e Canosa ne hanno fatto le spese. In mancanza di profondi ravvedimenti, secondo noi possibili solo con un alternanza politica di centrodestra alla guida dell’Ente come i fatti hanno dimostrato, le scelte sono state compiute. Perciò da quelle bisogna partire se non si vuole illudere le persone o eludere i problemi. Infatti, piuttosto che parlare di polo di emergenza/urgenza, è proprio l’ospedale di Andria ed il territorio al cui servizio è stato pensato, ad essere “in “ emergenza/urgenza.
Con l’insediamento della Giunta Emiliano la questione, molto discussa in campagna elettorale, è stata immediatamente evidenziata ma senza esito. Oltre Trani, finché non si realizzano radicali e solutivi interventi, i destini degli attuali presidi ospedalieri di Andria e Canosa, in particolare, non potranno che essere affidati alla perizia ed al buon senso della direzione della Asl nell’interesse dei pazienti.
Ai primi di gennaio, con una personale interrogazione urgente ho riproposto il tema in Consiglio Regionale ponendo, in conclusione, tre sintetici quesiti per il nuovo ospedale: 1. se è stato mai redatto un progetto tecnico; 2. quali siano le fonti di finanziamento; 3. quali impegni l’Amministrazione Regionale intenda assumere per la sua effettiva realizzazione a fronte delle insostenibili difficoltà che ogni giorno ricadono sul bacino di riferimento, sulle persone, oltre che sulla dignità e sulla responsabilità degli operatori sanitari.
Ancora. Per “prendere il toro per le corna” e superare l’impasse, in occasione dell’approvazione del Bilancio 2016 dei giorni scorsi ho proposto un emendamento – munito dei favorevoli pareri tecnici - per finanziare la redazione del progetto utilizzando le risorse della “Missione 13, Programma 1, Titolo 1”. Obiettivi? avere la concreta cantierabilità dell’opera, ridurre l’attesa infruttuosa ed eliminare ogni possibile alibi.
All’invito di Emiliano a ritirare l’emendamento, l’assessore ai Lavori Pubblici Giannini ha aggiunto la promessa che se ne farà carico anche ponendo tale realizzazione tra gli obiettivi da raggiungere del Direttore Generale, pena la valutazione dell’incarico e le conseguenze economiche negative sui relativi premi di produttività se non la stessa decadenza.
Potenziamento della medicina territoriale e progettazione/realizzazione nuovo ospedale. Per questi traguardi mi piacerebbe l’unità di intenti senza il gioco a nascondino con una coperta, al momento, troppo piccola".

                Francesco Ventola, Consigliere Regionale “Conservatori e Riformisti” - Ufficio stampa

giovedì 4 febbraio 2016

CANOSA DI PUGLIA : Il sindaco scrive al consigliere regionale Nino Marmo

Il sindaco di Canosa, Ernesto La Salvia, scrive una lettera aperta al consigliere della Regione Puglia, Nino Marmo. “Apprendiamo dalla stampa – scrive il primo cittadino di Canosa – delle preoccupazioni che si affacciano alla mente del nostro amico Nino Marmo, al quale, da sempre riconosco coerenza ed onestà intellettuale.
Consideriamo “amico”, infatti, chi si interessa del proprio territorio e non soltanto del suo piccolo feudo. Lontani dall’acredine già professato su questo tema dal Movimento 5 Stelle, sono certo che non gli sfuggirà certamente la rocambolesca condizione del nosocomio di Andria che, nel 2016, ad onta di standard e regolamenti, ha ancora stanze con sei letti; e pare pure che qualcuno auspicherebbe ridurne il numero a quattro: anche in questo caso siamo ben lontani dai due letti a stanza previsti degli standard moderni.
Sono fortemente preoccupato di una visione della sanità miope, che si accontenta di un letto, ovunque disposto, purché sia ad Andria, piuttosto che della salute, e perché no, del decoro del cittadino ammalato.
A me, da paziente, non interesserebbe sapere solo “dove” sarò curato ma soprattutto “come”; come i polverosi scaffali nei quali conservare corpi ammalati, quelli che la Giornata della Memoria ci ha riportato alla mente: non ci interessano affatto!
L’ospedale di Canosa è l’unica struttura che, se continua a funzionare, può garantire al nosocomio andriese di cui è costola, “l’esistenza in vita”, considerando che i 170 posti formalmente presenti (in stanze dove anche morire è poco decoroso con altri 5 allettati) sono ben al di sotto dei 200 previsti per un ospedale degno di questo nome.
Per non dire poi di quanto sia assurda l’indicazione di un solo ospedale di riferimento per tutta la provincia. Lo abbiamo detto più volte: gli spazi del nosocomio andriese sono finiti e se questa è la premessa, ci aspettiamo da un momento all’altro che un “andate in pace” metta fine anche a questo servizio: tutto questo in nome di leggi ed adeguamenti che sembrano dimenticare le persone ammalate ma si ricordano solo delle persone lavoratrici. Anche il buon Marmo sembra quasi voler combattere una battaglia con le armi della difesa del personale, dimenticando le ragioni degli ammalati: se tutto il personale di Canosa, per assurdo, arrivasse ad Andria non un letto in più avrebbe la gente della provincia. Anzi: 50 letti in meno e gli stessi servizi!
Ringrazio, quindi, qualunque direzione e a qualunque primario che metta il benessere delle persone dinnanzi ad ogni altro interesse! e se lo ricordino tutti: senza spendere un euro in più. Perché tutto ciò che si sta facendo non ha costi aggiuntivi. Se poi si vuole, a parità di costi ridurre i servizi, benvenuti nella folta schiera di chi chiude mantenendo lo stesso personale. E che Dio ve ne renda merito.


Con affetto, Ernesto La Salvia”.

mercoledì 3 febbraio 2016

ANDRIA : “QUALCUNO VUOLE SVUOTARE OSPEDALE IN FAVORE DI PRESIDIO DI CANOSA? NOI DAREMO BATTAGLIA”

“Apprendiamo che, da oggi, il direttore sanitario del presidio ospedaliero di Andria avrebbe deciso di chiudere una stanza del reparto, che può contenere quattro pazienti, con un divieto assoluto di ricovero per pazienti in barella. Ciò pare sia dovuto ad una carenza di personale infermieristico, ma non vorremmo che fosse il preludio di altre misure dolorose tese a depauperare la struttura andriese”. Lo dichiara il consigliere regionale, Nino Marmo. “Per garantire una turnazione adeguata –prosegue- ci vorrebbero almeno altri quattro infermieri. Nel frattempo, accade una stranezza: i medici ricevono ordini di servizio per coprire tre notti nel presidio di Canosa che, però, è ben fornito di personale. Infatti, nel piano dei turni del nosocomio canosino, il 25/01 tutto filava regolarmente e i turni erano coperti. Dalle notizie che abbiamo raccolto, pare che sia tutto frutto di un accordo tra Pietrapertosa, primario sia a Canosa che ad Andria, con il responsabile andriese facente funzioni e con lo stesso direttore sanitario di presidio. L’obiettivo sembra chiaro: è probabile che qualcuno voglia avvalorare la tesi dell’importanza del plesso di Canosa, anche alla luce della recente aggiunta di altri sette posti letto (giustificati con il picco influenzale) e dodici posti di lungodegenza in più. Oltre, ovviamente, a quelli che già ci sono nel presidio. Se si tratta, come qualcuno sostiene, di un piano architettato per svuotare l’ospedale di Andria, non resteremo a braccia conserte. È bene che si sappia. E la battaglia –conclude Marmo- comincerebbe ben prima dell’esame del piano di riordino ospedaliero, che nessuno ha avuto ancora la fortuna di leggere e nelle cui more, forse, si compiono atti ingiustificati ed ingiustificabili nei territori”.

martedì 5 gennaio 2016

TRANI : OSPEDALE, L’ASSESSORE DI LERNIA. “ATTO UNILATERALE, NARRACCI CHIARISCA SUBITO”



Condividiamo pienamente l'allarme lanciato da Mimmo Santorsola e invitiamo il direttore generale della Asl Bat a fornire urgenti spiegazioni su una decisione che rappresenta un attacco al diritto alla salute dei cittadini”. L’assessore alle politiche sociali del Comune di Trani, Felice Di Lernia, commenta così le ultime notizie sullo spostamento dell'unità operativa di oncologia ed ematologia da Trani a Barletta. “E’ quanto mai singolare che la Asl preferisca trasferire reparti e imporre spostamenti ai pazienti piuttosto che attuare la soluzione più logica, ossia quella di trasferire a Trani un dirigente medico, atteso che, come ha evidenziato Santorsola nella sua nota, più professionisti avrebbero manifestato la disponibilità a trasferirsi temporaneamente a Trani. Gradiremmo conoscere, pertanto, i veri motivi che hanno spinto la Asl, con un autentico blitz di fine anno, a prendere questa decisione. Ci aspettiamo che Narracci fughi al più presto i nostri dubbi e ripensi natura e termini di un provvedimento, l’ennesimo, prodotto in maniera unilaterale a discapito della nostra città, senza neanche il dovuto confronto con il territorio”. “Il Comune di Trani sarà al fianco di Mimmo Santorsola in questa battaglia per la difesa dei diritti della salute e dei pazienti” conclude Di Lernia. 

mercoledì 16 dicembre 2015

TRANI : Ultimo atto dei sindacati per tentare di salvare il salvabile prima della fine dell'ospedale

Ultimo atto dei sindacati ( FP-Cgil - Cisl-FP - Uil-FPL ) per tentare di salvare il salvabile prima della fine dell'ospedale di Trani: hanno indetto una conferenza stampa, allargata a quei politici veramente interessati alle sorti del nosocomio tranese, che si terrà nella sala sindacale del plesso ospedaliero lunedì 21 dicembre alle ore 11:00.
"Sarà veramente l'ultima occasione - ribadiscono i rappresentanti sindacali - che verrà concessa alla politica tranese, quella animata da sani principi per cercare di risolvere al meglio l'annosa e triste vicenda del San Nicola Pellegrino. Se anche questa sarà una riunione infruttuosa, vorrà dire che da parte dei sindacati verrà messa la parola fine e che  succeda quello che vorrà succedere".


Vittorio Cassinesi. 

lunedì 14 dicembre 2015

BISCEGLIE : Ospedale, «Punto fermo, no ad allarmismi»

“Dopo un’analisi approfondita, risulta esattamente il contrario di quanto dichiarato da alcuni “politici” biscegliesi sugli organi di stampa”. Il consigliere regionale del Partito Democratico, Ruggiero Mennea, interviene in merito alla paventata chiusura de presidio ospedaliero della città di Bisceglie.
La prospettiva dell’ospedale di Bisceglie, considerati gli ingenti investimenti effettuati, non può che essere quella di un rafforzamento e una specializzazione dei servizi che lo stesso presidio potrà offrire a tutto il territorio. È quindi opportuno fare valutazioni che vanno nella direzione di ciò di cui necessita il territorio e non di ciò di cui necessitano coloro che considerano la sanità ancora come strumento di approvvigionamento elettorale.
Il mio impegno, così come ampiamente dimostrato in questi anni, sarà sempre nella direzione di dotare il nostro territorio di una rete ospedaliera che sia la più efficiente possibile. In questa rete, senza dubbio, l’ospedale di Bisceglie assume una centralità imprescindibile”, dichiara Mennea.

domenica 13 dicembre 2015

BISCEGLIE : BASTA CON LO SCIACALLAGGIO POLITICO DI BASSA LEGA.

L’OSPEDALE DI BISCEGLIE É PUNTO DI RIFERIMENTO ESSENZIALE DELLA SANITA DEL NORDBARESE

È diventata ormai un’ abitudine settimanale quella di alcuni esponenti politici locali che, ogni sabato, lanciano messaggi di terrorismo politico nella città. Dopo l'allarme terrorismo a Bisceglie lanciato irresponsabilmente la settimana scorsa, oggi  i soliti noti Consiglio-Silvestris con la loro usuale “perspicacia, intelligenza e acume amministrativo"  preannunciano,  con altrettanta irresponsabilità, la chiusura dell’ospedale di Bisceglie.  La loro “intelligenza” politica è tale da non consentire loro di  vedere il cantiere aperto accanto all'ospedale civile di Bisceglie e tutti gli investimenti effettuati dalla Regione Puglia in questi mesi per portare nuove sale operatorie, i nuovi  reparti di senologia, rianimazione, medicina e gastroenterologia presso la struttura ospedaliera biscegliese.
Negare l'esistenza di una struttura in costruzione accanto all'ospedale di Bisceglie significa voler continuare a “truffare” politicamente i cittadini.  Tutti i biscegliesi sanno che l'ospedale di Bisceglie sarebbe stato chiuso proprio dopo la caduta della amministrazione Spina (2013),  allorquando i 5 milioni di euro previsti per la nuova costruzione furono destinati ad altro e, solo  dopo la rielezione sempre nel 2013 del sottoscritto furono riportati nella programmata destinazione della realizzazione della nuova struttura oggi in costruzione. É chiaro che Consiglio-Silvestris sono fermi al loro sogno di azzeramento di ogni investimento ed opera nella città di Bisceglie,  sogno svanito proprio  nel 2013.  
Per loro il confronto a perdere e a distruggere é più facile che il confronto sui programmi, sulla concretezza, sulle capacità e sull'intelligenza amministrativa. Il signor Consiglio dimentica di essere stato consulente di quella Amministrazione Spina che sottoscrisse il protocollo con Regione e Asl e trovò i finanziamenti per la realizzazione della nuova struttura sanitaria, evidentemente cessata la consulenza e l'interesse professionale a collaborare con l'amministrazione comunale gli é venuta meno  la memoria, la "passione" e l'amore per la città.
Ringrazio invece quegli operatori sanitari come il dott. Fontana e tutti quelli che in silenzio con professionalità e di dedizione  hanno in questi anni contribuito a tenere alti i livelli quantitativi e qualitativi dell'ospedale di Bisceglie; proprio quei livelli sono stati il punto di partenza perché i direttori generali della Asl  di questi anni,  i responsabili regionali sanitari e i politici come il consigliere regionale Ruggero Mennea, intervenuto oggi sulla vicenda, individuassero nell'ospedale di Bisceglie un punto di riferimento essenziale e imprescindibile dell'offerta ospedaliera sanitaria del nordbarese.

                                                                                                           Il Sindaco

                                                                                                          avv. Francesco Spina 

giovedì 9 luglio 2015

TRANI : OSPEDALE, SOPRALLUOGO DEL SINDACO CON IL DG DELLA ASL “LAVORI AL PRONTO SOCCORSO IN FASE AVANZATA”

Questa mattina il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, accompagnato dal direttore generale della Asl Bat, Ottavio Narracci, ha effettuato un sopralluogo presso l’ospedale San Nicola Pellegrino, il cui esito è stato definito dal primo cittadino tranese “estremamente confortante”. Bottaro, affiancato dal consigliere regionale Domenico Santorsola e da alcuni esponenti della sua futura maggioranza in Consiglio comunale, ha potuto rendersi conto dello stato dei lavori del pronto soccorso ed ha visitato anche le sale operatorie. “Con soddisfazione – ha spiegato il sindaco – ho potuto verificare personalmente come i lavori al pronto soccorso stiano procedendo ed anche in maniera spedita. Di questo passo, già per il prossimo autunno, la struttura potrà funzionare a pieno regime. Dico di più: l’intervento che si sta portando a termine è di assoluto rilievo, il che mi fa pensare, per il nostro ospedale, ad un deciso cambio di passo rispetto ai problemi del passato”.

Contestualmente, Bottaro, ha potuto verificare le condizioni delle sale operatorie: "Diversamente da quanto raccontato da qualcuno – ha detto il sindaco – e senza voler fare polemiche, non sono affatto smembrate, piuttosto pronte a riprendere l’attività operatoria, mi auguro già da settembre. La nostra attenzione sarà massima”.


Bottaro infine ha voluto ringraziare il dg della Asl: “Ad una mia richiesta, del tutto informale, per comprendere lo stato dell’arte dell’ospedale ed in particolare del pronto soccorso, Narracci ha risposto dimostrando una grande disponibilità e rendendosi immediatamente disponibile per una visita alla struttura. Anche questo gesto mi sembra un ottimo segnale rispetto al passato”.

martedì 23 giugno 2015

ANDRIA : Precipita dal secondo piano di casa. Gravissimo un 62enne andriese

Immediato l'arrivo dei soccorritori del 118 e della Polizia. Trasporto in rosso al "Bonomo"

Erano le 10,30 di questa mattina quando un uomo di 62 anni andriese è precipitato nel vuoto dal balcone della propria abitazione al secondo piano di una palazzina di via Don Minzoni ad Andria riportando diverse e gravi fratture craniche. Immediato l'intervento dei soccorritori del 118 dell'equipe "Mike 8" di Andria 1 che hanno trasportato l'uomo in condizioni ritenute gravi ed in codice rosso al Pronto Soccorso dell'Ospedale "Bonomo" di Andria dove è stato sottoposto ad esami diagnostici quali Tac e risonanza magnetica.

Sul posto anche una pattuglia di agenti di Polizia del Commissariato di Andria che ha avviato le indagini per capire l'esatta dinamica. Da una primissima ricostruzione sembrerebbe che l'uomo stesse facendo manutenzione sul balcone della propria abitazione su di una scala, quando ha perso l'equilibrio cadendo nel vuoto da un'altezza di circa 8 metri. L'uomo è stato trasferito in rianimazione.

Ufficio Stampa: Pasquale Stefano Massaro

lunedì 8 giugno 2015

TRANI : Questione ospedale, intervento congiunto di Amedeo Bottaro e Mimmo Santorsola

Niente ridimensionamenti dell’ospedale di Trani o comunque nessuna attuazione di assetti organizzativi fino all’insediamento del nuovo Consiglio regionale e dell’elezione del nuovo sindaco della città. E’ quello che chiedono il candidato sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, e il neo consigliere regionale Mimmo Santorsola alla Asl Bt. “Stante la vacatio istituzionale nel Comune di Trani e in attesa dell’insediamento del Consiglio regionale appena eletto - è spiegato nella comunicazione inviata alla direzione generale - il candidato sindaco Amedeo Bottaro e il consigliere regionale, Mimmo Santorsola, invitano il direttore generale della Asl a sospendere l’attuazione di tutti i programmi relativi all’Ospedale di Trani concordati con le precedenti amministrazioni”. 

venerdì 29 maggio 2015

CANOSA DI PUGLIA : Buone notizie per l’Ospedale, conclusi lavori di ristrutturazione

Buone notizie sull’ospedale di Canosa. Stanno per essere completati i lavori di ristrutturazione del nuovo Pronto Soccorso e delle divisioni di Medicina e Lungodegenza. Ad annunciarlo è il sindaco del Comune di Canosa di Puglia, Ernesto La Salvia. “L’ospedale di Canosa non è chiuso, contrariamente a quel che dicevano alcuni. Anzi. È in fase di ampliamento. Sono, infatti, quasi completati i lavori di ristrutturazione del nuovo Pronto Soccorso e delle divisioni di Medicina e Lungodegenza, iniziati circa sei anni fa e che hanno avuto un percorso a dir poco travagliato. Sono stati più volte interrotti dal rinvenimento di frammenti di reperti archeologici o da variazioni al progetto per l’adeguamento alla struttura preesistente. Si tratta di lavori voluti dalla Regione e dalla Asl per l’ampliamento e l’adeguamento della struttura”.
“Ciò che è importante sottolineare – prosegue La Salvia – è che, in controtendenza a quanto riferito da alcuni sulle sorti dell’ospedale, contrariamente a quanto si mormora, non sono solo le carte ma i fatti a smentire la chiusura dell’ospedale. Secondo quanto riportato a pagina 22 della bozza del Piano di Riordino ospedaliero dell’Assessorato alla Sanità della Regione Puglia, datato dicembre 2014, era prevista la completa scomparsa dei posti letto per acuti nell’intera struttura di Canosa poiché sarebbe stata trasformata in “presidio territoriale di assistenza” e caratterizzata esclusivamente dalla presenza di posti letto “territoriali” (Centro risvegli; degenza territoriale per adulti, etc). A tutto ciò sarebbero stati associati esclusivamente “ambulatori”.
A marzo del 2015 al contrario viene confermato un codice sanitario per il nostro ospedale (160174/02, ndr) e per quello di Andria (160174/01, ndr), con la certezza di poter ricoverare pazienti acuti e quindi con la permanenza di reparti almeno internistici. La Giunta regionale, quindi, con deliberazione n. 427 dell’11 marzo 2015, ha riconosciuto il codice 160174/02 per l’ospedale di Canosa”, ha sottolineato il primo cittadino di Canosa.
“La rivisitazione della prima ipotesi da parte della Regione –ha proseguito il primo cittadino – , è certamente giustificata dalla obbiettiva valutazione dello stato delle cose (livelli minimi di assistenza, disponibilità di posti letto per acuto, scarsa disponibilità di posti letto e di specialità nel nosocomio di Andria) che hanno motivato il pressing politico dell’Amministrazione comunale nei confronti dell’Assessorato di via Capruzzi: tutto ciò ha prodotto risultati soddisfacenti: carte e non solo promesse”.
“La strada è tutta in salita. Ma è ancora percorribile. E, come l’ospedale, è affatto chiusa. La consegna dei lavori e il trasferimento dei reparti è imminente. Così come l’apertura della lungodegenza prevista nella nuova area che si sta completando. Siamo certi che il nuovo governo regionale avrà grande sensibilità nel comprendere le ragioni della persistenza del nostro ospedale”, – ha concluso La Salvia.

sabato 8 novembre 2014

BAT : Tagli agli ospedali, “Nulla di vero......"

Tagli agli ospedali della Bat, Mennea (Pd): “Nulla di vero, solo un maldestro tentativo di manipolare la sanità in chiave elettoralistica”

Il consigliere regionale del Partito Democratico assicura che non c’è alcun atto ufficiale approvato. “Ogni decisione sarà affidata al nuovo governo regionale”

Chi si sta agitando contro la chiusura di un reparto o la soppressione di posti letto lo fa facendo in malafede, ben consapevole del fatto che non esiste alcun piano di riordino ospedaliero e che quindi nulla accadrà di quello che si sta dicendo”. Il consigliere regionale del Partito Democratico Ruggiero Mennea getta acqua sul fuoco delle polemiche scoppiate negli ultimi giorni in relazione ad alcune notizie circolate dopo la diffusione di alcuni pezzi della bozza del piano elaborato dal settore sanità della Regione. “Una bozza che è solo una proposta dell’apparato tecnico, ma che sarà oggetto di integrazioni e modifiche”, sottolinea Mennea, “anche alla luce di quello che accadrà nei prossimi mesi a livello nazionale. Si sta infatti parlando di nuovi tagli alle Regioni e, in particolare, alla sanità, che senso avrebbe dunque approvare ora un piano di riordino se poi si dovrà nuovamente rivederlo? Per questo il Partito Democratico ha invitato il governo regionale a sospendere qualsiasi provvedimento in tal senso. Anche perché, tra l’altro, non ha senso approvare un piano di riordino, che è una sorta di piano regolatore della sanità, a pochi mesi dalle elezioni regionali, che in un verso o nell’altro, segneranno un cambio alla guida della nostra Regione. E’ giusto, dunque, che siano il nuovo governatore, il nuovo assessore alla sanità e il nuovo consiglio regionale a prendersi la responsabilità delle scelte”.
Ad ogni modo Mennea sottolinea che “tutte le valutazioni degli ultimi giorni sono inappropriate”. “Lanciare allarmismi è fuorviante”, accusa il consigliere regionale del Pd, “un modo maldestro di strumentalizzare un argomento serio e sensibile, che non può essere manipolato in chiave elettoralistica”.
L’unico atto ufficiale ad oggi è il piano di emergenza/urgenza, che rappresenta un punto di partenza in vista del piano di riordino ospedaliero. “E su questo sento di condividere le preoccupazioni e le giuste rimostranze del sindaco di Canosa di Puglia”, sottolinea Mennea. “Ho già parlato con l’assessore alla sanità, chiedendogli di rivedere il piano, soprattutto in considerazione del fatto che la Bat è già stata fortemente penalizzata nel corso degli anni rispetto alle altre province. Sono fiducioso che la situazione possa essere recuperata”. “Sul pronto soccorso di Trani, invece, sono state dette delle inesattezze”, prosegue il consigliere regionale del Pd. “Da una lettura attenta del piano emerge che il pronto soccorso è stato rafforzato, in quanto diventa pronto di primo intervento territoriale. Viene dunque potenziato e diventa un punto di riferimento per tutto il territorio, anche per riqualificare una struttura che negli anni è stata depotenziata e non certo per colpa del centrosinistra. Chi oggi accusa il governo regionale dovrebbe chiedersi che cosa è successo a Trani a partire da metà anni Novanta fino ai primi anni Duemila. Trani poteva avere un ruolo importante nel panorama sanitario della Bat, ma qualcuno ha preferito svendere alcuni pezzi importanti dell’ospedale. E di certo non c’era il centrosinistra alla guida della Regione in quegli anni”.
Mennea assicura che col nuovo piano di riordino saranno messe le basi perché si completino le strutture della Bat (Trani, Canosa, Minervino, Spinazzola), al fine di “convertire a servizi alternativi e sostitutivi quelli soppressi, in modo da renderli funzionali alla rete ospedaliera che dovrà essere riformulata dal nuovo governo”. “E poi lotteremo perché si faccia il nuovo ospedale di Andria: il nostro territorio ne ha bisogno e peraltro è previsto, pertanto si dovrà realizzare. E questo è un impegno che sento di sottoscrivere”.

martedì 28 ottobre 2014

BARLETTA : Striscia la Notizia all’ospedale, Mingo contro i parcheggiatori abusivi

Torna a Barletta "Striscia la notizia", questa volta per segnalare la quotidiana abitudine di alcuni frequentatori del locale ospedale "Monsignor Dimiccoli" di parcheggiare sui posti d'auto riservati ai disabili, seppur essendo sforniti di apposito contrassegno sul cruscotto. La città era già ampiamente nota alle cronache dell'irriverente (ma quanto mai veritiero) notiziario di Antonio Ricci, per finti chirurghi estetici e assenteisti della Asl di cui BarlettaViva si occupò. La scorsa sera invece è andato in onda il servizio, curato dai simpatici volti di Mingo e del "buon" Fabio, in cui i due giornalisti hanno monitorato il parcheggio dell'ospedale di Barletta redarguendo tutti coloro che "In barba alle regole" lasciano la propria auto nei posti dedicati ai meno abili.

Alcuni dei colpevoli intervistati, visibilmente colpiti e rammaricati per essere stati beccati "con le mani nella marmellata" dal Mingo, per l'occasione dotato di barba, hanno cercato di cavarsela alle buone esprimendo vari "non lo farò più" oppure "ha ragione, cosa vuole che le dica". In realtà ciò che maggiormente spaventa del servizio di Striscia, non è l'atto in sé visto e considerato che purtroppo Barletta è conclamatamente spettatrice (inerme?) di numerose violazioni delle norme, ma il fatto che a non curarsi delle regole del codice stradale e cittadino siano gli stessi dipendenti della struttura ospedaliera.

Clamoroso il finale del servizio: una donna, anch'essa colta nella sua colpevolezza di "parcheggiatrice abusiva", ha tentato in ogni modo di sostenere di aver lasciato l'auto sulle strisce gialle solo momentaneamente, nonostante la troupe televisiva avesse monitorato tutto il giorno lo spiazzo del parcheggio. La donna inoltre ha aggredito fisicamente e verbalmente l'intero staff di Striscia presente sul posto, minacciando gli operatori con frasi "poco delicate". Dopo aver tentato invano di sottrarre la telecamera ad un giovane della troupe di Striscia, la signora, evidentemente dipendente dell'ospedale, essendo poi entrata nella struttura in zone riservate agli addetti ai lavori, ha sentenziato "andate a prendere i fannulloni che non fanno niente e non me", ricordando i precedenti clamori televisivi dell'Asl Bt.

Si sorride amaramente consapevoli di queste macchie sulla nostra città seppur a seconda dei punti di vista piccole o grandi. Barletta è colpevole di tollerare come se nulla fosse atti d'inciviltà anche in strutture come il "Dimiccoli" che proprio nella stessa giornata è stat definita d'eccellenza [conl'inaugurazione dell'eliporto, anch'esso discusso ndr]. Come ha detto lo stesso Mingo, non ci resta che auspicare che i dipendenti dell'ospedale di Barletta riescano a comprendere" la differenza che c'è tra l'inventare scuse e rispettare le regole". E al termine del servizio televisivo speriamo che terminino anche queste cattive abitudini su cui probabilmente le dirigenze della struttura, gongolanti duranti i tagli di nastro, vorranno intervenire o quantomeno giustificare.


Fonte barletta ViVa