Cerca nel blog

News dalle Città della BAT

Visualizzazione post con etichetta debiti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta debiti. Mostra tutti i post

martedì 15 novembre 2016

ANDRIA : STRUMENTI PER LIBERARSI DAI DEBITI

La Legge n.3 del 2012, come modificato successivamente, consente alle famiglie ed alle piccole imprese di porre rimedio alle situazioni di sovraindebitamento e dunque, di esdebitarsi, ossia di cancellare/ridurre i propri debiti, così liberandosi dal peso di non riuscire a far fronte a tutti i propri impegni. 
Possono accedere a tale procedimento, i debitori non soggetti al fallimento, vale a dire:
- i Piccoli imprenditori non soggetti al fallimento;
– gli Imprenditori agricoli;
– i Consumatori
- i Lavoratori autonomi;

  • – i Professionisti;
-  le Fondazioni ed associazioni;
Le procedure sono:
  • l'accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti sulla base di un piano proposto dal debitore;
  • il piano del consumatore, finalizzato alla ristrutturazione dei debiti e soddisfazione dei crediti  senza che sia necessario l'accordo con i creditori.
Sia la proposta di accordo di ristrutturazione dei debiti, sia il piano del consumatore, non comportano necessariamente la liquidazione dell'intero patrimonio del debitore.
La procedura volto all'accordo con i creditori, che si esprimeranno a maggioranza, comporta che il debitore possa essere ammesso a pagare i propri debiti anche in misura non integrale, a determinate condizioni e purché rispetti gli impegni assunti con la proposta di accordo.
Stessa finalità ha il piano del consumatore, ma in tal caso questo caso non è necessario l'accordo con i creditori, e il piano può essere omologato (cioè reso efficace nei confronti dei creditori) sulla sola base della valutazione del tribunale.
Come afferma l’avv. Laura Maria Pia Tota, responsabile della sede comunale di Andria della Confconsumatori, 《Evidenti sono dunque i vantaggi economici per il debitore (consumatore o piccolo imprenditore) che, in caso di omologazione del piano, potrà liberarsi in tutto o in parte dei propri debiti》.
Per saperne di più e chiedere assistenza e informazioni, puoi contattare la sede di Confconsumatori di Andria alla via Gioacchino Poli 126 telefonando al n. 324-9913773 o inviando una mail a: andriaconfconsuma@libero.it
La Confconsumatori Andria è anche su facebook alla pagina “Confconsumatori Andria”.


martedì 19 luglio 2016

PUGLIA : Cittadini e imprese potranno nuovamente rateizzare i debiti con Equitalia.

LA PROPOSTA  DI FRANCESCO BOCCIA SU RATEIZZAZIONE DEBITI EQUITALIA INSERITA NEL DL ENTI LOCALI

Votata all’unanimità, da agosto possibilità per tutti cittadini di rateizzare debiti

“Cittadini e imprese in difficoltà per cartelle esattoriali e rate scadute potranno nuovamente rateizzare i debiti con Equitalia. La norma, che è stata inserita nel Dl Enti Locali e approvata all’unanimità in commissione Bilancio, entrerà in vigore nei primi giorni di agosto e andrà ad attuare una parte della riforma dell'intero sistema di riscossione che ho presentato a Montecitorio già nel 2014 e che, adesso, è all’attenzione del Parlamento,  prevedendo anche il superamento di Equitalia”. Così Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio, commenta la norma inserita nel Dl Enti Locali che prevede la rateizzazione dei debiti Equitalia per tutti i cittadini.
“La norma permetterà a chi non è riuscito a rispettare i pagamenti nei confronti di Equitalia di poter accedere nuovamente, e per un periodo più lungo, al piano di rateizzazione. Ringrazio i deputati Antonio Castricone (PD), primo firmatario della mia proposta, e Rocco Palese (CoR) che l’ha sostenuta fin dal primo momento, per la forza con cui si sono battuti in commissione insieme al relatore Antonio Misiani.

mercoledì 19 febbraio 2014

BAT : AUMENTA PAUROSAMENTE L’INDEBITAMENTO DELLE IMPRESE.

2 COMMERCIANTI SU 5 NON HANNO POTUTO PAGARE LA RATA INPS SCADUTA IL 17 FEBBRAIO. RISCHIO USURA SEMPRE IN AGGUATO.

Cresce il clima di tensione negli ambienti imprenditoriali anche della Provincia di Barletta-Andria-Trani e non si tratta della semplice voglia di sventolare fuoritempo una bandiera ma di qualcosa di molto più importante e preoccupante cioè la sopravvivenza stessa delle imprese, non solo di quelle di piccole e piccolissime dimensioni, di fronte ad un accanimento senza precedenti frutto di una scientifica strategia studiata a tavolino e consumatasi nell’indifferenza se non nella complicità di chi ha seduto a certi tavoli cedendo di volta in volta a condizioni compensative che mai hanno visto al centro dell’interesse generale quello diffuso delle imprese.
Purtroppo la realtà è questa ed è amarissima da assimilare.
L’aumento ingiustificato, irrazionale ed inatteso della Tares con tutto quello che arriverà con la nuova tassazione già dal 2014; la predisposizione di veri e propri “tariffari pratiche” inventati dalle amministrazioni locali per far cassa e le strategie del terrore che si stanno attuando mediante la divulgazione di notizie come quella del divieto di esposizione all’esterno dei locali di prodotti alimentari fanno parte di quella strategia che ha come obiettivo finale la distruzione totale della micro e piccola impresa a tutto vantaggio della grande distribuzione organizzata anch’essa sofferente a causa della crisi ed in cerca dell’ennesima ancora di salvezza che arriverà, anche questa volta a discapito dei piccoli commercianti sempre “invitati” ad abbandonare il mercato.
Intanto i dati cominciano ad essere oltremodo preoccupanti ed ecco che mentre si allunga il debito maturato per canoni di locazione non versati, ben 2 commercianti su 5 non hanno potuto pagare neanche la rata INPS dei contributi previdenziali scaduta lo scorso 17 febbraio.
Se qualcuno pensava che il problema fosse solo la chiusura delle imprese si sbagliava e continua ad essere cieco oltre che incompetente. Il problema vero, in realtà, è dato dal forte e crescente indebitamento delle imprese che addirittura non sono neanche in condizione di chiudere definitivamente proprio a causa dei debiti contratti e il numero crescente di suicidi legati a questa condizione ne è la dimostrazione più lampante e drammatica. Quei “morti di debiti”, di burocrazia e di mala politica in piazza, a sventolare le bandiere, non hanno potuto esserci ma nessuno se ne è né ricordato, né preoccupato anche perché, altrimenti, si sarebbero dovuti individuare i “mandanti” di quei suicidi e lì la cosa sarebbe diventata esplosiva.
Questa condizione di indebitamento significa il crescente aumento del rischio di cadere nelle mani di usurai, cravattari e strozzini sempre pronti a rilevare aziende in difficoltà ma anche a “crescere” nella loro figura e nel loro intento di essere sempre più sostituti dei canali ufficiali dell’erogazione del credito ormai chiusi da anni, sempre nella totale indifferenza di chi, anche con i banchieri, continua  a sedersi ai tavoli di programmazione, di spartizione e distruzione.
 

                                                                                                                      Il Presidente
                                                                                                            UNIMPRESA BAT

f.to Savino Montaruli

domenica 20 ottobre 2013

TRINITAPOLI : Consiglio Comunale senza numero legale. La situazione è critica !

Non siamo affascinati dalle beghe interne che da tempo affliggono la maggioranza del Sindaco Di Feo, ma ormai è la presenza dei consiglieri di opposizione che sempre più spesso garantisce il numero legale, consentendo la prosecuzione dei lavori dell’assise.
Anche giovedì 17 ottobre, davanti ad un punto importante come la definizione del costo complessivo della TARES 2013, sono risultati “vacanti” ben 4 posti tra i banchi dei consiglieri di centro destra, utili a tenere il numero legale alla maggioranza.
La stessa situazione si era verificata al consiglio comunale di due giorni prima, dove le molte assenze in maggioranza non garantivano il numero legale ed i punti sono stati approvati solo grazie alla presenza di alcuni componenti dell’opposizione.
Ma nell’ultimo Consiglio Comunale i consiglieri di opposizione, uscendo dall’aula, hanno deciso di lanciare un segnale di allarme alla cittadinanza,  impedendo così la conclusione dei lavori per l’approvazione del Piano Economico Finanziario della TARES.
La difficoltà di tenuta dell’amministrazione per il Sindaco Di Feo ormai è troppo evidente.
I consiglieri di centro destra risultano indeboliti nelle proprie fila ogni giorno, a colpi di cacciate, dimissioni e sostituzioni di assessori e del Presidente del Consiglio. Un vero valzer politico cominciato sin dai primi mesi di governo, come non ricordare l’assessore dott. De Lillo prontamente sollevato dopo qualche mese per posizionare l’ Avv. L. Filannino, quest’ultima verrà poi cacciata in malo modo in favore dell’avv. N. Ortix, poi le dimissioni dell’assessore Di Benedetto rimpiazzato dalla sig.na Marta Patruno, infine le dimissioni del Presidente del Consiglio dott. D. Marzucco sostituito dal sig. Mino Albore. Oltre ad un rimpasto di deleghe e presidenti di commissione. Tutto questo instabile scenario è decisamente inopportuno mentre il Comune è colpito da una pesantissima pronuncia della Corte dei Conti che lascia presagire il dissesto.  
Ma sino ad oggi il nostro atteggiamento responsabile, di fronte alla notoria incapacità ad amministrare la Città, viene ripagato da una continua chiusura al dialogo, ogni nostro intervento è bollato dalla maggioranza come strumentale o populista, se non addirittura inutile. Così mentre questa maggioranza si imbriglia nella sua arroganza, le continue polemiche interne al PdL fanno registrare ritardi nell’approvazione di documenti indispensabili o clamorosi errori gestionali accompagnati da un inadempiente controllo, nonostante richiami e suggerimenti anche del Revisore dei Conti.
Più volte abbiamo visto debiti fuori bilancio non riconosciuti nei tempi previsti dalla legge per evitare azioni esecutive in danno del Comune o finanziamenti proposti con bandi della Regione Puglia a cui il Comune di Trinitapoli non ha partecipato o da cui siamo stati esclusi, come dall’ultimo cospicuo finanziamento del progetto di completamento della struttura scolastica e risanamento igienico-ambientale Scuola media Giuseppe Garibaldi. Approvato in estremo ritardo dalla Giunta comunale, la spesa di quest’opera per €.265.000 sarebbe stata affrontata con €  212.000,00 a carico della Regione Puglia e € 53.000,00 con fondi propri a carico del Comune di Trinitapoli.
Finanziamento perso perché il Comune non ha fornito un banalissimo allegato obbligatorio. Si tratta di carenze imputabili al continuo affanno con cui questa Amministrazione opera, attraverso una Giunta inefficiente ed incapace di programmare l’azione amministrativa.
Aver sciupato una occasione di finanziamento come questa è un atto gravissimo compiuto in danno della collettività, in particolar modo in una situazione finanziaria pesante per le casse comunali.
Non avere –frequentemente- il numero necessario a rendere legale una seduta di Consiglio Comunale è ugualmente grave, la maggioranza deve riflettere e immediatamente offrire una assunzione di responsabilità, non possono essere accettate “vacanze” dal governo della nostra Città.
                                                                                                                                             Il Capogruppo Vie Nuove
                                                                                                                                                 Anna Maria Tarantino