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lunedì 2 marzo 2015

ANDRIA : Guardia di Finanza sequestra beni dell’ex assessore Lotito

Su richiesta della Procura Regionale della Corte dei Conti di Bari, la Sezione Giurisdizionale per la Puglia ha disposto il sequestro conservativo di un appartamento sito in Trani di proprietà dell’ex Assessore del Comune di Andria, LOTITO Francesco, nonché di tutte le somme a lui spettanti, per la sua attività professionale, prestata nell’ambito dell’Unione di Comuni denominata “ARO 2 Barletta-Andria-Trani” istituita per l’esecuzione in forma associata del ciclo integrato dei rifiuti urbani ed assimilati .
Il sequestro è stato eseguito dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari
ordinariamente deputati allo svolgimento delle investigazioni per l’accertamento di danni
erariali su delega dell’Autorità Giudiziaria contabile.
La vicenda trae origine da un’indagine svolta dalla Guardia di Finanza di Monza e diretta
dalla Procura della Repubblica a quella sede, in ordine ad appalti aggiudicati dal Consorzio ATO Rifiuti Ba-1 alla ditta Sangalli & C. S.r.l. di Monza. L’allora assessore Lotito, su ordine del G.I.P. di Monza del dicembre 2013, veniva tratto in arresto in quanto ritenuto al centro di un sistema di tangenti relative all’aggiudicazione dell’appalto di servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti bandito dal Consorzio ATO Rifiuti BA-1 tra i Comuni di Andria e Canosa, del valore di oltre 90 milioni di euro.
Dalle complesse indagini eseguite, sarebbe emerso, infatti, che LOTITO, nella sua qualità di
assessore del Comune di Andria, avrebbe favorito l’aggiudicazione dell’appalto alla Sangalli
& C. S.r.l., dietro promessa di una dazione di denaro in suo favore e l’assunzione presso
la citata società di circa 30 persone dallo stesso indicate.
Le indagini consentivano di registrare e filmare l’incontro nel corso del quale è avvenuta la
consegna di una tranche da 70.000 euro (il totale pattuito era di 1 milione di euro)
corrisposta all’ amministratore pubblico, nonché di accertare le modalità di
aggiudicazione dell’appalto, costruite a quanto pare “su misura” per favorire la Sangalli & C. S.r.l.
nell’aggiudicazione dello stesso.
Notiziata della vicenda anche la Procura Regionale della Corte dei Conti, questa ha
ritenuto che l’aggiudicazione dell’appalto fosse una diretta conseguenza della dazione del
denaro. Le particolarità dei parametri e dei requisiti richiesti dal disciplinare tecnico del
bando erano infatti preordinati a corrispondere perfettamente alle caratteristiche tecniche
della Sangalli & C. S.r.l., così permettendo a quest’ultima l’aggiudicazione della commessa
pubblica. Gli inquirenti contabili, pertanto, hanno richiesto l’odierno sequestro di beni (quale garanzia patrimoniale nei confronti dell’Erario), in relazione al pericolo che l’imputato, nelle more della definizione del giudizio, potesse disfarsene.
La Sezione Giurisdizionale per la Puglia, con proprio provvedimento datato 17.02.2015, nel condividere l’impianto probatorio della locale Procura Regionale, ha disposto il sequestro conservativo di un appartamento sito a Trani e di tutte le somme ancora spettanti al LOTITO da parte dell’ARO 2 Barletta Andria Trani (già Consorzio ATO BA/1) e dal Comune di Andria in ragione del rapporto di lavoro preesistente, per un controvalore di 70.000,00 euro. Le parti sono state citate in giudizio per il prossimo 26 marzo.
Nel contempo al LOTITO è stata notificata una diffida al pagamento della stessa somma – oltre interessi e rivalutazione monetaria – ed un invito a dedurre, formulato dalla stessa Procura Contabile.

sabato 14 dicembre 2013

ANDRIA : Protesta Forconi attenzione a non degenerare. Il tutto mentre un Assessore veniva arrestato.

Siamo molto preoccupati per quello che è accaduto in questi giorni nella nostra Città. Esattamente 44 anni fa, a Milano, ci fu la strage di Piazza Fontana che divenne il primo episodio di quella che, successivamente, fu definita la “strategia della tensione”.

Ebbene, alla nostra memoria sono tornati i racconti di quegli anni. La nostra Città è stata sotto scacco di un gruppetto di persone che minacciavano i commercianti, obbligandoli a chiudere le proprie attività. Chi ha subito questa tre giorni di “guerriglia urbana”, sono appunto loro assieme agli agricoltori e a tutti coloro i quali è stato impedito di recarsi sul proprio posto di lavoro. Per non parlare di anziani e altre categorie deboli che hanno dovuto pagare profumatamente beni di prima necessità (latte per bambini, pane, pasta, ecc…). A tutti loro va la nostra solidarietà e vicinanza, perché lo sciopero e la serrata devono essere manifestazione di una libertà di azione, che in questo caso non vi è stata. La nostra solidarietà va inoltre alla Cgil Bat, che ha subito attacchi presso la Camera del Lavoro presente nella nostra città.

Per capire quello che stava succedendo siamo sempre stati in piazza, tra la gente, per ascoltare quali fossero le motivazioni che spingevano gli stessi a partecipare liberamente: è emerso come non vi fossero solo facinorosi, ma padri di famiglia senza un lavoro, madri prive di qualsiasi tipo di assistenza, studenti a cui è stato rubato il futuro, e tantissime altre persone che chiedevano soluzioni ai loro problemi e risposte ad un disagio che imperversa voracemente nel nostro Paese: si chiede, insomma, un cambio radicale dell’attuale sistema. Gli episodi di tipo criminale vanno condannati, è vero, ma noi tutti dobbiamo interrogarci e provare a comprendere il linguaggio attraverso il quale il disagio profondo sta esprimendosi e venendo a galla.

Deludenti sono state le risposte che Sindaco e l’amministrazione tutta hanno dato: si son promessi autobus per Roma e si ragionava, come possibile soluzione, rivendicata come punto di vista personale, l'uscita dalla zona euro. Risposte demagogiche quindi e fuori luogo, che hanno incendiato gli animi della piazza.
Pensavamo si annunciassero tagli sulla Tares, derivanti dai ricavi della vendita di rifiuti. Pensavamo il Sindaco dicesse che avrebbe revocato la concessione per la riscossione dei tributi ad Equitalia. Pensavamo che il Sindaco dicesse di voler applicare il quoziente familiare sulle aliquote Irpef. Pensavamo che il Sindaco desse un segno tangibile di tagli ai costi della politica, non vendendo l’auto di rappresentanza per soli 2000euro, ma riducendo gli stipendi dei componenti della giunta, tagliando consulenze esterne, vendendo il parco macchine, tenendone giusto un paio ( magari ecologiche ) per assolvere al meglio alle funzioni dell’ente. Si provasse a sperimentare un reddito d formazione, così come fatto a Barletta, invece di elargire soldi alla Lum. Invece, nulla di tutto questo.
La manifestazione ovviamente ha avuto ripercussioni sull'ordine pubblico. In tutto questo, le Istituzioni cittadine hanno esercitato il silenzio, abdicando a ruolo guida della comunità e sottovalutando la questione, permettendo quindi a delinquenti di fare del territorio cittadino quello che volevano. Insomma, in questi giorni è stato dimostrato il totale fallimento di una politica seria della sicurezza che è mancata, ed è giusto che, chi detiene la delega, cioè il Sindaco, faccia le proprie valutazioni e ne tragga le dovute conseguenze che a nostro modo di concepire ruolo istituzionale e gestione della cosa pubblica porta solo alla consegna delle dimissioni dalla guida di questa Città.
E mentre fuori i cittadini chiedevano cambiamento, nel Palazzo l’assessore all’ambiente veniva arrestato per corruzione nell'ambito dell'appalto rifiuti vinto dalla Ditta Sangalli. Su questo bando, sulla gestione stessa della raccolta dei rifiuti solleviamo da mesi le nostre perplessità, senza ricevere risposte. Anche qui si registra purtroppo il fallimento dell'amministrazione perché il Sindaco, anziché ritirare immediatamente la

delega all’assessore, si è limitato ad accettare le dimissioni. Legalità e dignità delle istituzioni non possono essere argomenti o principi da campagna elettorale. Per citare Pertini “La corruzione è una nemica della Repubblica. E i corrotti devono essere colpiti senza nessuna attenuante, senza nessuna pietà. E dare la solidarietà, per ragioni di amicizia o di partito, significa diventare complici di questi corrotti."
Per cui, caro Sindaco, la invitiamo davvero a valutare il suo comportamento e quello dei suoi collaboratori e a trarne le dovute conseguenze.
Ovviamente, speriamo che l’Amministrazione si costituisca parte civile sia nel processo contro la Sangalli, sia contro chi ha minacciato i commercianti questi giorni non di certo per risarcire economicamente i cittadini, ma per risarcirli moralmente e ridare dignità alle Istituzioni della nostra Città che in questi tre giorni l’hanno completamente perduta.

f.to I coordinatori di Sinistra Ecologia Libertà - Andria
             Michele Lorusso - Valentina Lomuscio


giovedì 12 dicembre 2013

ANDRIA : Filmato in stazione con la tangente in mano arrestato assessore Pdl

Filmato in stazione con la tangente in mano arrestato assessore Pdl di Andria
Cinquecentomila euro per l'appalto dei rifiuti, in manette il responsabile all'Ambiente. L'inchiesta della procura di Monza conta in tutto 41 indagati

Una maxi tangente per pilotare l'appalto sulla nettezza urbana. All'alba di oggi è stato arrestato per corruzione l'assessore comunale all'Ambiente di Andria, Francesco Lotito (eletto in quota Pdl). L'inchiesta è della procura di Monza e arriva dopo un lunghissimo lavoro 
del nuc
leo di Polizia tributaria di Milano: secondo l'accusa la ditta Sangalli, che gestisce il 
servizio di nettezza urbana, avrebbe pagato una tangente da circa 500mila euro per ottenere il servizio di raccolta dei rifiuti che l'azienda lombarda ha nel capoluogo della sesta provincia.

Tra i video delle fiamme gialle girati durante i servizi di appostamento effettuati nell'ambito 
dell'inchiesta della Procura di Monza che ha portato all'arresto di 26 persone, 12 delle quali 
ai domiciliari, ce ne è uno in cui Lotito (ora in carcere), nella stazione Termini di Roma, riceve da uno dei componenti della famiglia Sangalli, una tranche della tangente in contanti in un sacchetto del grande magazzino. 


mercoledì 11 dicembre 2013

ANDRIA : Arrestato l’assessore all’Ambiente Francesco Lotito

Indagato per corruzione, l’assessore all’Ambiente Francesco Lotito, finito in carcere stamane a seguito dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza che ha portato all’arresto di 26 persone tra cui un sindaco del milanese, assessori, funzionari e imprenditori. L'operazione, eseguita dalla Guardia di Finanza, è stata condotta tra Lombardia, Piemonte, Lazio e Puglia. Le accuse vanno dalla corruzione, alla turbativa d'asta, truffa e fatture false.
Appalti per un valore complessivo di oltre 260 milioni di euro tramite il pagamento di tangenti a politici locali e funzionari pubblici che, avrebbero manipolato  le procedure delle gare d'appalto.

Nel mirino dell'indagine c'è la “Sangalli” attuale ditta che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti anche in città.
Il titolare della ditta Giancarlo  Sangalli è finito ai domiciliari mentre i due figli in carcere. Tra gli appalti messi sotto la lente d’ingrandimento quelli dei comuni di Monza,Andria, Canosa, Frosinone (non ancora assegnato) e per la pulizia di spurghi, manutenzione tombini assegnati tra il 2002 e il 2012 alla metropolitana milanese.

Tra le persone coinvolte, anche il sindaco di Pioltello (Lombardia), Antonio Concas, e tre assessori tra cui l’andriese Francesco Lotito. L'inchiesta che ha portato all'operazione della guardia di finanza è coordinata dai pm di Monza, Salvatore Bellomo e Giulia Rizzo.

Gli indagati, complessivamente 41, vedono anche funzionari comunali e provinciali e diversi imprenditori. Le accuse a vario titolo sono quelle di corruzione, turbativa d'asta, truffa aggravata ai danni di un ente pubblico ed emissione di fatture false. Più di 200 i finanzieri coinvolti nell’operazione che hanno visitato anche filiali di banche, sequestrato conti correnti, titoli ed immobili per un totale di 14 milioni di euro.


Fonte : Andria live