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giovedì 9 agosto 2018

TRINITAPOLI : Lotta al Caporalato - bloccato furgone dei braccianti, ma il caporale scappa

Lotta al Caporalato: operazione dei carabinieri a San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis

Lotta al Caporalato: operazione dei carabinieri a San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis
Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Giovanni Rotondo, unitamente a personale del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Foggia e di quello dell’11° Reggimento di Bari, hanno eseguito un ennesimo servizio finalizzato alla repressione dei reati concernenti lo sfruttamento del lavoro e la sua intermediazione illecita, verificando anche le condizioni di sicurezza sul lavoro, che ha interessato aree comprese nei comuni di San Giovanni Rotondo San Marco in Lamis, finendo per investire parte del territorio di Trinitapoli.




In località di San Marco in Lamis, i militari hanno intercettato un furgone con targa bulgara che, dopo un lungo pedinamento, è stato bloccato nel territorio del comune di Trinitapoli. Il conducente, presunto “caporale”, alla vista dei Carabinieri ha abbandonato il mezzo dandosi a precipitosa fuga unitamente ad alcuni altri uomini di colore viaggiavano con lui. I militari sono comunque riusciti a bloccare e identificare sei cittadini extracomunitari, tutti regolari sul territorio nazionale, sequestrando comunque il mezzo, il cui numero di telaio è risultato essere abbinato ad una targa italiana, ed era comunque anche privo di copertura assicurativa. Al proprietario del furgone, oltre alle contestazioni per le violazioni appena riportate, sono poi state comminate altre pesanti sanzioni amministrative, riguardanti la circolazione di mezzo già sottoposto a sequestro amministrativo per la medesima violazione, e la circolazione con dispositivi di equipaggiamento modificati, atteso che nel cassone del mezzo erano state applicate quattro panche di legno per modificarne la natura del trasporto da cose a persone.


venerdì 29 giugno 2018

TRINITAPOLI : Sequestrata vasta piantagione di marijuana, 1700 piante avrebbero fruttato 2,5 milioni di euro

Sul fondo rustico allestito per la coltivazione è stata rilevata la presenza di un impianto di irrigazione autonomo, alimentato da motopompa a benzina, nonchè di un ingegnoso sistema di sorveglianza per il controllo a distanza di eventuali intrusioni


Militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Margherita di Savoia, all’esito di una mirata e scrupolosa attività di intelligence finalizzata alla repressione del fenomeno della coltivazione non autorizzata di canapa indiana, hanno individuato, nell’agro del comune di Trinitapoli (BT), una vasta piantagione di marijuana.
La coltivazione, insistente su un appezzamento di terreno fertile di circa un ettaro, era formata da oltre 1.700 piante di varie altezza, gran parte delle quali già giunte a fioritura e, pertanto, pronte per essere sottoposte alla successiva fase di essiccazione. Al momento del blitz delle Fiamme Gialle, sono state sorprese quattro persone intente a coltivare e raccogliere alcune delle piante. I quattro soggetti, tra cui due cittadini italiani, un albanese ed un venezuelano, sono stati tratti in arresto in flagranza di reato ed associati alla Casa Circondariale di Trani (BT) a disposizione dell’A.G., mentre un ulteriore complice di nazionalità albanese è stato denunciato a piede libero. Gli arresti venivano immediatamente convalidati dalla stessa Autorità Giudiziaria tranese.
Sul fondo rustico allestito per la coltivazione è stata rilevata la presenza di un impianto di irrigazione autonomo, alimentato da motopompa a benzina, nonchè di un ingegnoso sistema di sorveglianza per il controllo a distanza di eventuali intrusioni, costituito da una foto-trappola a batteria posizionata sui rami di un albero. L’Autorità Giudiziaria ha inoltre disposto, previa opportuna campionatura, l’estirpazione delle piante di canapa indiana e l’immediata distruzione delle medesime. L’intera piantagione, a fioritura completa, avrebbe prodotto circa 3 quintali di marijuana essiccata, da cui poter ricavare 250.000 singole dosi da destinare allo spaccio.
Lo stupefacente, una volta essiccato ed immesso sul mercato, avrebbe consentito un profitto pari ad almeno 2,5 milioni di euro. Un duro colpo inferto dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Margherita di Savoia a quella che rappresenta, ad oggi, una delle più fruttifere forme di business della criminalità pugliese.

martedì 19 giugno 2018

ANDRIA : Confiscati beni per oltre 1 milione di euro a pluripregiudicato.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari questa mattina, in base alla normativa del “Codice Antimafia”, hanno dato esecuzione alla misura di prevenzione patrimoniale della “confisca di beni mobili ed immobili” emessa dal Tribunale di Trani – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della locale Procura della Repubblica,  nei confronti del pluripregiudicato RECCHIA Francesco e dei suoi familiari.
RECCHIA più volte condannato per furto e ricettazione, attualmente sorvegliato speciale di P.S, ha illecitamente accumulato, sin dai primi anni 80, capitali che ha reinvestito nell’acquisto di un intero stabile, sito in Andria, composto da due appartamenti di oltre 200 metri quadri ciascuno, ed un ampio locale commerciale.
L’intera acquisizione immobiliare è stata effettuata senza mai fare ricorso a prestiti o mutui bancari.
L’A.G. ha pienamente condiviso ed accolto il quadro investigativo delineato dai militari di questo Nucleo, in cui è stata acclarata l’illecita provenienza dei capitali accumulati dal proposto e dai suoi congiunti.
Lo stile di vita di RECCHIA Francesco, monitorato dagli investigatori per oltre 30 anni, ha consentito di appurare che, a fronte di un reddito medio annuo dichiarato al fisco di circa € 7.000, ha investito somme di denaro quantificate in  oltre 1 milione di euro.

domenica 14 maggio 2017

TRINITAPOLI : Rapina con sequestro di persona, bloccata e minacciata la moglie di un gioielliere

Rapina con sequestro sulla strada provinciale che collega Margherita di Savoia e Trinitapoli, ai danni della moglie di un gioielliere di Trinitapoli alle ore 21 di venerdì scorso. Dopo aver bloccato la donna con la minaccia di un fucile, i rapitori hanno contattato il marito, che si trovava in negozio, chiedendogli di svuotare la cassaforte , ma i rapinatori non avevano calcolato che la cassaforte è temporizzata, quindi hanno intimato al marito di svuotare le vetrine e consegnare loro, tutto quello che era possibile. Il marito ha provveduto a recuperare e consegnare ai rapinatori, qualche gioiello e materiale da bigiotteria, dalle vetrine per un valore di circa 2000 €; ottenendo il rilascio della donna. E' la prima volta che si verifica a Trinitapoli una rapina con la modalità del sequestro di persona. Al momento stanno indagando i carabinieri della stazione di Trinitapoli e del comando di Cerignola.

giovedì 22 settembre 2016

TRINITAPOLI : Nella piantagione coltivava 2 tonnellate di marijuana, un 44enne arrestato

L'appezzamento lungo la strada per Cerignola. La merce era destinata al mercato locale di giovanissimi con la passione del fumo. Il valore della droga sequestrata è di 4 milioni di euro

Secondo i calcoli fatti dai carabinieri, sul mercato varrebbe oltre 4 milioni di euro. Si tratta di quasi 6mila piante di marijuana di medio fusto il cui principio attivo, a una prima analisi, è del 100 per cento. Una piantagione di un ettaro è stata scoperta e sequestrata in un terreno fra Trinitapoli e Cerignola.

Era nascosta, quasi irraggiungibile e soprattutto lontana da occhi indiscreti, in un appezzamento di terra nel quale si accede da un cancello di ingresso a un casolare abbandonato. E’ qui che dormiva un cittadino bulgaro che faceva da guardiano

 notturno al campo dotato anche di un impianto di irrigazione e di una zona per l’essiccazione delle piante.

Secondo le stime dei militari della stazione di Trinitapoli il peso del carico si aggira intorno alle 2 tonnellate e mezza, la singola dose viene venduta dai 5 ai 10 euro, la piazza di spaccio sono i centri i del sud foggiano, destinatari giovanissimi e insospettabili con la passione per il fumo. Il proprietario del fondo, un uomo di 44 anni, è finito in manette.

venerdì 16 settembre 2016

TRANI : sorpresi a pescare datteri di frodo, in 5 vengono denunciati

I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Trani e della Capitaneria di Porto di Trani, hanno deferito in stato di libertà cinque persone, tutte originarie della vicina Molfetta (BA), responsabili di cattura e detenzione ai fini della commercializzazione di datteri di mare. Le attività di controllo, svolte a largo del litorale tranese ed estese sul terreno di partenza dei natanti, si sono focalizzate su di un gruppetto di pescatori che, muniti di attrezzature da immersione e mute, erano intente ad effettuare attività di pesca in area sensibile al particolare fenomeno fraudolento.
All’arrivo del personale della Capitaneria hanno tentato di eludere le verifiche, inizialmente dimostrandosi ostili al controllo; tuttavia, con l’arrivo dei rinforzi dell’Arma e l’esecuzione di perquisizioni personali sul posto, è stato rinvenuto il macabro bottino di ben 14 chilogrammi di molluschi della famiglia dei Lithophaga, caratterizzati dalla capacità di svilupparsi e crescere all’interno di rocce calcaree mediante l’insinuazione corrosiva di secrezioni acide appositamente prodotte da alcune ghiandole dell’animale. I datteri di mare, noti tanto per l’elevato costo sul mercato nero (quelli sequestrati avrebbero fruttato non meno di 1.000 euro), quanto per l’illiceità connessa con il consumo, la detenzione ed il commercio che, si ricorda, sono vietati in Italia quanto nel resto dell’Unione Europea, rappresentano peraltro un patrimonio della fauna marina di non indifferente valore se si considera la lentezza della crescita di ogni singolo esemplare che, a titolo esemplificativo, raggiuge in media i 5 cm di lunghezza in un lasso temporale oscillante tra i 15 ed i 35 anni. Non da ultimo, proprio in ragione della peculiare tipologia di insediamento e di ciclo vitale del mollusco, la pesca “di frodo” appare dannosa per l’intero ecosistema  atteso che la cattura comporta l’irrimediabile danneggiamento delle formazioni rocciose entro le quali il frutto si sviluppa. Condotti presso la Compagnia Carabinieri di Trani per gli atti conseguenti alle condotte contestate, i malfattori dovranno rispondere non solo dell’illecita attività di pesca ma anche di danneggiamento, distruzione e deturpamento di bellezze naturali.

domenica 24 luglio 2016

CANOSA DI PUGLIA : Confiscati beni per 2 milioni a presunto affiliato al clan Piarulli-Ferraro

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Bari, a Canosa di Puglia (BT), hanno dato esecuzione alla misura di prevenzione patrimoniale (ai sensi del “codice antimafia”) della confisca di beni mobili e immobili emessa dal Tribunale di Trani – Sezione per le Misure di Prevenzione – a carico di G.S., pregiudicato per i reati di associazione di tipo mafioso e traffico di sostanze stupefacenti, ritenuto affiliato al clan “PIARULLI – FERRARO”, attivo a Cerignola (FG) e nelle zone limitrofe.
Il provvedimento scaturisce da un’indagine patrimoniale, avviata nel marzo 2014, che ha permesso di appurare come costui, a fronte di modesti redditi dichiarati, abbia realizzato un rilevante patrimonio grazie ai guadagni conseguiti dalle attività illecite, intestando i beni a familiari e “prestanome”.
La misura di prevenzione patrimoniale, che fa seguito ad un precedente sequestro, ha colpito una concessionaria con annesso garage e autolavaggio, 15 autovetture ad uso privato ed aziendale, in ottimo stato d’uso, tra cui “fuori serie” di blasonati marchi tedeschi, 10 immobili siti in Canosa di Puglia, tra i quali un appartamento con rifiniture di pregio, in cui risiede, diversi capannoni industriali e alcuni terreni, oltre a disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro.

martedì 14 giugno 2016

BARLETTA : SUL DISASTRO AMBIENTALE CHIEDIAMO UN CONSIGLIO COMUNALE MONOTEMATICO

Nella mattinata di ieri i Carabinieri di Barletta hanno disposto il sequestro giudiziario preventivo dello stabilimento Timac Agro Spa, sito in via Trani. Siamo dinanzi ad una situazione di urgenza, nel corso di indagini preliminari, che porterà il pubblico ministero, entro 48 ore dalla ricezione del verbale del luogo in cui il sequestro è stato eseguito e se non dispone la restituzione delle cose sequestrate, a richiede al giudice la convalida e l'emissione del decreto motivato.
Come per la Buzzi Unicem è la magistratura a procedere per verificare la correlazione fra inquinamento ambientale ed aziende insalubri al fine di individuare i responsabili ed applicare il principio “chi inquina paga”.
Questo accade in una città che vede la classe politico-amministrativa trincerarsi dinanzi ad un protocollo sul monitoraggio ambientale generico volto unicamente a valutare la presenza e la consistenza di alcuni dei numerosi veleni sprigionati da attività insalubri non solo nelle matrici ambientali ma anche in quelli umani ed animali, senza che questi vengano legati alle industrie presenti sul territorio.
Già dallo scorso agosto le comunicazioni dei funzionari degli enti competenti per la tutela dell’ambiente e della salute contenevano una fotografia del sito in cui si producono fertilizzanti chimici che avrebbe dovuto far scattare innumerevoli campanelli d’allarme, evidenziando le stesse che “il sito Timac del Comune di Barletta in data 15 dicembre 2008 è stato posto sotto l’attenzione delle amministrazioni pubbliche, in quanto l’Agenzia regionale per l’ambiente della Puglia ha accertato che nel sito in oggetto i livelli di contaminazione da piombo, rame e zinco del sottosuolo e da cromo esavalente, floruri, solfati e tricloroetano delle acque sotterranee sono superiori ai valori di soglia di contaminazione».
Nonostante ciò, in un susseguirsi di rimpalli su cause e responsabilità, il sindaco Cascella con l’intera maggioranza ritenne necessario chiedere ai competenti organi della Regione Puglia un annullamento parziale o quantomeno una sospensiva del provvedimento di Messa in Sicurezza Operativa.
A Barletta il prossimo consiglio comunale è stato convocato per venerdì 17 giugno alle ore 17,30 per l’approvazione del Rendiconto di gestione esercizio 2015. Nessuna traccia, dunque, della proposta di deliberazione di iniziativa popolare “monitoraggio ambientale legato alle aziende insalubri” che, in occasione del consiglio comunale dello scorso 18 marzo, dinanzi alla certezza di essere approvata con modifiche mirate a trasformarla in una mera dichiarazione favorevole ad un generico monitoraggio ambientale, fu rinviata in extremis grazie alla pressione dei rappresentanti del Forum Salute e Ambiente di Barletta presenti in aula.
Fu dunque deciso dall’amministrazione comunale di rinviare a data da destinarsi la discussione sul monitoraggio ambientale con il proposito di avviare un percorso di partecipazione con le associazioni e i comitati ambientalisti. 
Era palese che tale mossa era solo un maldestro tentativo da parte della maggioranza di prendere tempo e cercare di affrontare il più tardi possibile la discussione su uno dei nodi principali che affliggono la nostra città e cioè la presenza di siti industriali che inquinano.
Dal consiglio comunale sulle due deliberazioni di iniziativa popolare dello scorso 18 marzo abbiamo denunciato più volte l’indecente comportamento dell’intera amministrazione Cascella.
Un’amministrazione che fa finta di nulla e non ritiene doveroso diffondere i primi dati allarmanti che provengono dal monitoraggio ambientale promosso con Regione Puglia ed altri enti non rendendoli fruibili alla cittadinanza. Atteggiamento dal quale si evince quello che da anni ormai affermiamo e cioè la presenza di una grave crisi ecologica e, dunque, sanitaria.
Anche in questa occasione ascolteremo le solite frasi di rito da parte del Sindaco Cascella e dell’intera classe politica, trincerandosi dietro le indagini della magistratura senza proporre uno straccio di proposta politica che getti le basi per cercare di invertire la rotta.
Pe questo come Forum abbiamo promosso un percorso autonomo che ci ha portato alla presentazione della delibera di iniziativa popolare sul monitoraggio legato alle aziende insalubri, sottoscritta da 1200 cittadini, che, come previsto dallo Statuto comunale, pretendiamo sia portata in consiglio comunale per la sua discussione e approvazione senza stravolgimenti, come da volontà popolare.
Il Consiglio Comunale monotematico potrebbe essere l’occasione per aprire una discussione che coinvolga i cittadini sul disastro ambientale in cui è sprofondata la nostra città.

Ma siamo consapevoli che ci troviamo a dover fronteggiare un muro sollevato da una classe politica non disposta ad ascoltare le istanze che provengono dai settori sociali della città e che è nostro compito continuare a portare avanti questa battaglia fin dentro i luoghi del potere.


Sandra Parente- Forum Salute e Ambiente

martedì 1 settembre 2015

BARLETTA : Merce contraffatta, sequestrati un migliaio di capi

Controlli finalizzati al contrasto del fenomeno della contraffazione sono stati effettuati sabato mattina a Barletta, nell’ambito di un servizio straordinario di controllo del territorio disposto dal Comando Provinciale del capoluogo barese.
Al riguardo, in via Canosa, nell’area mercatale, un 37enne del Bangladesh è stato sanzionato dai militari della locale Compagnia, poiché ha allestito una bancarella per la vendita al dettaglio con circa un migliaio di cover per telefoni cellulari senza essere in possesso di alcuna autorizzazione amministrativa.
Inoltre, 65 paia di scarpe, 22 foulard e 30 borse, di varie marche e modelli, palesemente contraffatti, sono stati invece sequestrati dopo che un venditore ambulante, accortosi dell’arrivo dei militari, si è dato alla fuga, facendo perdere le tracce e abbandonando la merce.

martedì 5 maggio 2015

MARGHERITA DI SAVOIA : Sequestrata falegnameria e denunciato titolare, per inquinamento


I Carabinieri della Stazione di Margherita di Savoia e del Nucleo Operativo Ecologico di Bari hanno denunciato in stato di libertà D.G., titolare di una falegnameria ubicata nella periferia di Margherita di Savoia, per il reato di attività di gestione dei rifiuti non autorizzata ed inquinamento ambientale.
L’uomo avrebbe smaltito rifiuti pericolosi, quali vernici e solventi utilizzati per la lavorazione del legno, senza la prescritta autorizzazione e violando le norme sulle emissioni controllate nell’atmosfera. La falegnameria, di circa 150 metri quadrati, è stata sottoposta a sequestro.

Fonte: comunicato stampa Carabinieri Cerignola

lunedì 27 aprile 2015

BARLETTA : REVOCATO SEQUESTRO PREVENTIVO EDIFICIO EX DISTILLERIA

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani ha disposto la revoca del sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari lo scorso 12 febbraio, degli alloggi destinati ad anziani e occupati abusivamente sino all’8 aprile quando l’edificio è stato sgomberato. Il provvedimento del sostituto Procuratore, dott. Antonio Savasta, è stato notificato questa mattina in occasione della restituzione al Comune di Barletta, nella persona del sindaco Pasquale Cascella, dal Capitano della locale Compagnia dei Carabinieri, Andrea Iannucci, assistito dal Maresciallo Domenico Della Perduta, alla presenza del Comandante della Polizia Municipale Savino Filannino, dell’assessore Marcello Lanotte e della dirigente Rosa Di Palma.
Il provvedimento di dissequestro e consegna dell’immobile è motivato dalla necessità di effettuare, dopo la messa in sicurezza del bene pubblico e l’approvazione della graduatoria definitiva dei legittimi beneficiari, indispensabili interventi di manutenzione per reintegrare la funzionalità abitativa degli alloggi. A tal fine, il sindaco ha invitato i dirigenti di competenza a predisporre tempestivamente gli atti con cui provvedere a dare seguito ai lavori per il ripristino dell’abitabilità, così da procedere alla consegna degli alloggi agli assegnatari.


venerdì 10 aprile 2015

ANDRIA : Rapinano autocisterna e sequestrano autista

Arrestato 57enne, caccia ai complici


I Carabinieri della Compagnia di Andria, nel corso di predisposti servizi finalizzati a contrastare il fenomeno delle rapine agli autotrasportatori, hanno arrestato un 57enne incensurato del luogo, presunto responsabile – in concorso – di rapina aggravata, sequestro di persona, ricettazione, riciclaggio e detenzione di apparecchiature atte ad intercettare o impedire comunicazioni.
Una segnalazione di una rapina appena compiuta lungo la s.p. 231, nel tratto tra Corato ed Andria giunta al 112, ha fatto scattare il piano antirapina predisposto dal Comando Provinciale di Bari. In breve tempo, grazie all’’attivazione di diverse pattuglie, è stata intercettata un’’autocisterna, munita di rimorchio, lungo la citata arteria stradale, tallonata da una Opel Insignia, i cui occupanti, notato il sopraggiungere di una gazzella dell’’Arma, hanno sorpassato il mezzo pesante e si sono dati alla fuga.
I militari, a questo punto, dopo aver segnalato alle altre pattuglie l’’auto dei malviventi in fuga, hanno intimato l’’alt al conducente dell’’autocisterna, il quale dopo aver proseguito imperterrito la sua marcia, imboccando la via Vecchia per Spinazzola, è stato costretto a fermarsi, dopo aver percorso ulteriori centinaia di metri. Sceso dal mezzo pesante, l’’autista è stato sorpreso con una radio ricetrasmittente che portava appesa al collo e un paio di guanti in lattice, calzati. Nella cabina del veicolo, invece, sono stati rinvenuti un potente apparato inibitore di frequenze radio-telefoniche, tipo jammer, alimentato da una batteria contenuta in un frigorifero portatile e un passamontagna.
Le indagini svolte nell’’immediatezza hanno permesso di appurare che poco prima un gruppo di individui, a bordo di un’’Audi A4 e una Opel Insignia, dopo aver fermato il conducente del mezzo pesante, sotto la minaccia di un fucile mitragliatore, lo avevano costretto a scendere dal mezzo facendolo salire sull’’Audi, con la quale veniva portato via, per poi essere successivamente rilasciato in località Montaltino, a Barletta.
L’’operazione ha permesso ai militari di recuperare l’’intero carico, consistente in 35mila litri tra carburante agricolo e per autotrazione per un valore di 120.000 euro, nonché l’Opel Insignia finita fuoristrada nei pressi di uno svincolo per Canosa di Puglia, dove è stata abbandonata dai rapinatori, dileguartisi. Sull’’autoveicolo, risultato provento di un furto perpetrato in Svizzera alcuni anni addietro, è stata rinvenuta una grossa lastra in acciaio, bullonata sullo schienale del sedile posteriore, per proteggere gli occupanti in caso di conflitto a fuoco.
Sono in corso i rilievi dattiloscopici da parte dei Carabinieri della S.I.S. del Reparto Operativo di Bari, sia sui due veicoli che sul restante materiale sottoposto a sequestro, al fine di repertare tracce utili all’’identificazione dei complici del 57enne, che dopo l’’arresto, su richiesta della Procura della Repubblica di Trani, è stato condotto presso il carcere tranese.

mercoledì 1 aprile 2015

TRINITAPOLI : Sequestrate azienda agricola e abitazione abusive

Ufficiali e Agenti di Polizia Giudiziaria del Comando di Polizia Municipale locale, con il prezioso ausilio di militari appartenenti al Comando Stazione Carabinieri di Trinitapoli (al comando del Magg. Antonio Modugno e del M.llo CC Roberto Ruotolo), hanno dato esecuzione a un sequestro preventivo datato 27/03/2015 a firma del Sostituto Procuratore della Repubblica presso
la Procura della Repubblica del Tribunale Ordinario di Foggia.
Il sequestro giudiziario preventivo ha interessato una vasta zona del territorio del Comune di Trinitapoli, precisamente ubicata nella cosiddetta c.da zona Castello, di circa 1000 mq, sulla quale un trinitapolese di anni 55 avrebbe realizzato abusivamente sia la sua abitazione che pertinenze adibite ad azienda agricola e quant’altro.
Inoltre, sono state riscontrati e quindi sottoposti a sequestro giudiziario vari manufatti adibiti a rifugio di manodopera estera (in particolar modo proveniente dall’Est Europeo) impiegata nei campi.
Tale attività coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia a breve interesserà altre aree del territorio di Trinitapoli.
 Fonte: comunicato stampa Polizia Municipale Trinitapoli

mercoledì 11 marzo 2015

CANOSA DI PUGLIA : Sequestrati beni per 5 milioni a clan mafioso, tra cui una concessionaria e una scuola guida

Dalla prime ore dell’’alba è in corso una vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Bari che stanno eseguendo, ai sensi del “Codice Antimafia”, un decreto di sequestro beni per un valore di 5 milioni di euro emesso dal Tribunale di Trani – Sezione Misure di Prevenzione su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Bari.
Si tratta di una concessionaria di autoveicoli e di una scuola guida ubicate a Canosa di Puglia (BT), di 18 immobili tra cui un villino e due appartamenti nel centro residenziale di Milano e a Cerignola (FG), terreni, 18 conti correnti presso 7 Istituti di Credito e 15 autovetture (tra cui Bmw e Audi), il tutto per un valore complessivo di 5 milioni di euro.
I beni sono tutti riconducibili ad un 58enne di Cerignola e un 50enne di Canosa di Puglia, con numerosi precedenti penali e condanne per associazione di tipo mafioso e traffico di sostanze stupefacenti, presunti appartenenti al clan “PIARULLI-FERRARO”, attivo in Cerignola e nelle zone limitrofe.
Il provvedimento scaturisce da una attività, avviata dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bari nel marzo 2014, che ha permesso di appurare come i soggetti, a fronte di modesti redditi dichiarati, abbiano realizzato un rilevante patrimonio grazie ai guadagni conseguiti dalle presunte attività illecite, intestando i beni a familiari e “prestanome”, questi ultimi risultati amministratori della scuola guida.
Il contrasto ai patrimoni illeciti diventa così uno dei mezzi, forse il più importante, per un decisivo contrasto all’attività delinquenziale. Privando i clan mafiosi delle risorse economiche e della facoltà d’uso dei beni oggetto di sequestro si riesce a depotenziare la loro capacità criminale più di quanto possa fare la detenzione in carcere.

lunedì 2 marzo 2015

ANDRIA : Guardia di Finanza sequestra beni dell’ex assessore Lotito

Su richiesta della Procura Regionale della Corte dei Conti di Bari, la Sezione Giurisdizionale per la Puglia ha disposto il sequestro conservativo di un appartamento sito in Trani di proprietà dell’ex Assessore del Comune di Andria, LOTITO Francesco, nonché di tutte le somme a lui spettanti, per la sua attività professionale, prestata nell’ambito dell’Unione di Comuni denominata “ARO 2 Barletta-Andria-Trani” istituita per l’esecuzione in forma associata del ciclo integrato dei rifiuti urbani ed assimilati .
Il sequestro è stato eseguito dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari
ordinariamente deputati allo svolgimento delle investigazioni per l’accertamento di danni
erariali su delega dell’Autorità Giudiziaria contabile.
La vicenda trae origine da un’indagine svolta dalla Guardia di Finanza di Monza e diretta
dalla Procura della Repubblica a quella sede, in ordine ad appalti aggiudicati dal Consorzio ATO Rifiuti Ba-1 alla ditta Sangalli & C. S.r.l. di Monza. L’allora assessore Lotito, su ordine del G.I.P. di Monza del dicembre 2013, veniva tratto in arresto in quanto ritenuto al centro di un sistema di tangenti relative all’aggiudicazione dell’appalto di servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti bandito dal Consorzio ATO Rifiuti BA-1 tra i Comuni di Andria e Canosa, del valore di oltre 90 milioni di euro.
Dalle complesse indagini eseguite, sarebbe emerso, infatti, che LOTITO, nella sua qualità di
assessore del Comune di Andria, avrebbe favorito l’aggiudicazione dell’appalto alla Sangalli
& C. S.r.l., dietro promessa di una dazione di denaro in suo favore e l’assunzione presso
la citata società di circa 30 persone dallo stesso indicate.
Le indagini consentivano di registrare e filmare l’incontro nel corso del quale è avvenuta la
consegna di una tranche da 70.000 euro (il totale pattuito era di 1 milione di euro)
corrisposta all’ amministratore pubblico, nonché di accertare le modalità di
aggiudicazione dell’appalto, costruite a quanto pare “su misura” per favorire la Sangalli & C. S.r.l.
nell’aggiudicazione dello stesso.
Notiziata della vicenda anche la Procura Regionale della Corte dei Conti, questa ha
ritenuto che l’aggiudicazione dell’appalto fosse una diretta conseguenza della dazione del
denaro. Le particolarità dei parametri e dei requisiti richiesti dal disciplinare tecnico del
bando erano infatti preordinati a corrispondere perfettamente alle caratteristiche tecniche
della Sangalli & C. S.r.l., così permettendo a quest’ultima l’aggiudicazione della commessa
pubblica. Gli inquirenti contabili, pertanto, hanno richiesto l’odierno sequestro di beni (quale garanzia patrimoniale nei confronti dell’Erario), in relazione al pericolo che l’imputato, nelle more della definizione del giudizio, potesse disfarsene.
La Sezione Giurisdizionale per la Puglia, con proprio provvedimento datato 17.02.2015, nel condividere l’impianto probatorio della locale Procura Regionale, ha disposto il sequestro conservativo di un appartamento sito a Trani e di tutte le somme ancora spettanti al LOTITO da parte dell’ARO 2 Barletta Andria Trani (già Consorzio ATO BA/1) e dal Comune di Andria in ragione del rapporto di lavoro preesistente, per un controvalore di 70.000,00 euro. Le parti sono state citate in giudizio per il prossimo 26 marzo.
Nel contempo al LOTITO è stata notificata una diffida al pagamento della stessa somma – oltre interessi e rivalutazione monetaria – ed un invito a dedurre, formulato dalla stessa Procura Contabile.

sabato 27 dicembre 2014

BISCEGLIE : 29 bombe carta nascoste nell’auto, denunciato un 17enne

Si intensificano in questo periodo di feste i controlli delle Forze dell’Ordine finalizzati a contrastare la produzione e la vendita di materiale pirotecnico illegale.
I Carabinieri della Tenenza di Bisceglie hanno denunciato in stato di libertà un 17enne del luogo, presunto responsabile di detenzione illegale di materiale esplodente. Il giovane aveva nascosto all’’interno dell’’autovettura di una parente numerosi fuochi pirotecnici illegali tra cui 29 bombe carta artigianali, per un peso complessivo di circa 1,4 chili.
Il materiale è stato sottoposto a sequestro unitamente a 115 euro in contanti.

giovedì 23 ottobre 2014

ANDRIA : Rapine sequestrati beni e armi. In 17 finiscono agli arresti

Nelle prime ore di stamane, ad Andria (BT), personale della Squadra Mobile di Bari e del locale Commissariato di P.S., coadiuvato da equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine, dal locale Gabinetto di Polizia Scientifica e da unità cinofile ed aeree, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, disposta dal G.I.P. presso il Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 17 persone, tutte con precedenti di polizia, ritenute responsabili, a vario titolo, di rapina, sequestro di persona, ricettazione, detenzione e porto abusivo d’armi da fuoco, comuni e da guerra, munizioni ed esplosivi, ricettazione e furto, delitti aggravati dall’art. 7 della L. 203/91, nonché, per alcuni, anche delle violazioni di cui agli artt. 71 e 72 del D.lgs. n. 159/2011.
I destinatari della misura sono ritenuti i componenti del gruppo criminale “GRINER”, riconducibile al pregiudicato GRINER Filippo cl.’82, sodalizio emergente, operante ad Andria e nei comuni limitrofi.
Le indagini, avviate ad ottobre 2012, supportate da attività tecniche, hanno consentito di attribuire ai destinatari del provvedimento restrittivo la responsabilità di numerose rapine ai danni di autotrasportatori, a volte con il contestuale sequestro di persona della vittima, nonché di eseguire arresti in flagranza di reato e provvedimenti cautelari, nonché di conseguire significativi  riscontri con il sequestro di un ingente quantitativo di armi, comuni e da guerra e di esplosivo.

lunedì 4 agosto 2014

BISCEGLIE : Pescatore di datteri beccato alla località Torretta

I Carabinieri della Tenenza di Bisceglie hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Trani un 27enne di Molfetta, sorpreso a pescare datteri di mare.
L'operazione è stata portata a termine dopo una segnalazione telefonica al numero di emergenza “112”, con la quale un bagnante aveva comunicato ai Carabinieri un’attività sospetta e forti rumori di martellamento provenienti dai fondali adiacenti  alla località Torretta sul lungomare Paternostro.
Prontamente una “gazzella” della locale Tenenza è giunta sul posto, fermando il 27enne, noto alle Forze dell’Ordine, ancora in muta da sub intento con mazzetta e pinza a frantumare gli scogli alla ricerca dei pregiati molluschi, prodotto del quale la legge vieta la pesca, la detenzione e la commercializzazione.
Nel corso dell’attività i militari hanno sequestrato un’intera attrezzatura per immersione subacquea, composta da muta, erogatore, bombole, maschere, pinne e zavorre, nonché arnesi utilizzati per la frantumazione delle rocce ed 8 kg di datteri appena estratti e riposti nel bauletto di un ciclomotore. Il pescato è stato distrutto e rigettato in mare mentre il 27enne dovrà rispondere di pesca illegale e deturpamento di bellezze naturali.

giovedì 10 luglio 2014

ANDRIA : Assegno disoccupazione ma ha casa lusso

In Puglia, sequestro preventivo beni dei Cc per un milione euro

I Carabinieri della compagnia di Andria stanno eseguendo un'ordinanza di sequestro preventivo di beni per un milione di euro emessa dal tribunale di Trani, su richiesta della procura, nei confronti di un 46enne che risulta percepire un assegno di disoccupazione ma ha un appartamento di lusso,3 automobili,un negozio di articoli per la casa, due scooter, due conti correnti bancari e quote societarie.L'uomo, arrestato per spaccio continuato di droga, è attualmente sotto processo per queste accuse.
   

domenica 22 giugno 2014

BARLETTA : In casa pistola sigarette e fuochi d’artificio di contrabbando

I Carabinieri della Compagnia di Barletta hanno arrestato un 33enne del luogo con le accuse di contrabbando e fabbricazione o commercio abusivo di materiale esplodente.

L’’uomo, a seguito di una perquisizione domiciliare, è stato trovato in possesso di oltre 60 kg di sigarette estere prive del bollo di stato, 12 kg di artifizi pirotecnici artigianali e una pistola giocattolo modificata poiché priva del tappo rosso, abilmente nascosta all’’interno di un calzino.
L’’uomo, già noto alle forze dell’’ordine, su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, è stato associato presso la locale casa circondariale.