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venerdì 8 luglio 2016

ANDRIA : AUMENTI IMU - TARI E TASI 2015. LA SENTENZA DEL TAR E’ ORMAI GIA’ SCRITTA.

IL TRIBUNALE DELLA BASILICATA SI E’ ESPRESSO PER GLI IDENTICI CASI A MATERA E FRANCAVILLA ED HA CONDANNATO I COMUNI CHE HANNO DELIBERATO IN RITARDO LE TARIFFE (PROPRIO COME HANNO DELIBERATO IN GRAVE RITARDO AD ANDRIA).

L’esito del ricorso presentato dal Ministero “contro” gli aumenti tariffari per IMU -TARI e TASI 2015 anche nel comune di Andria sembra essere già stato scritto ed erano in tanti a non avere dubbi sull’esito di tale provvedimento. Se è vero che è appena giunta notizia che il Tar ha annullato la Tasi 2015 di Matera perché la delibera venne approvata oltre il termine massimo (esattamente come accaduto ad Andria) è anche vero che per la stessa motivazione lo stesso Tar ha condannato il comune di Francavilla per la Tari. Per entrambi gli enti lucani dunque il Tar di Basilicata, accogliendo il ricorso fatto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha annullato le deliberazioni dei consigli comunali che hanno determinato le tariffe dei servizi relativi alla Tasi (i servizi indivisi) per il comune di Matera e la Tari (i rifiuti urbani) per il Comune di Francavilla. Le due sentenze emesse ieri giovedì 7 luglio 2016 dal Collegio presieduto da Giuseppe Caruso e composto da Pasquale Mastrantuono e Benedetto Nappi, seguono un analogo sviluppo dei fatti e concludono in modo analogo. In entrambi i casi la delibera di approvazione delle tariffe erano state adottate oltre il termine di approvazione del bilancio di previsione. Il Ministero aveva invitato i comuni ad annullare i provvedimenti in autotutela ma in entrambi i casi le amministrazioni non hanno ottemperato e il Ministero ha presentato ricorso al Tar (proprio come accaduto ad ANDRIA). Il comune di Matera si è costituito in giudizio e lo ha fatto eccependo sia l’inammissibilità del ricorso (sostenendo “la limitazione dell'impugnabilità da parte del MEF ai soli regolamenti comunali in materia di entrate, con esclusione dei provvedimenti applicativi di quei regolamenti“) sia l’infondatezza.
Ma i giudici hanno stabilito che: “l’impugnata deliberazione di approvazione delle aliquote Tasi è stata adottata soltanto in data 28 agosto 2015 (AD ANDRIA AVVENUTA ADDIRITTURA IL 31 AGOSTO 2015) quindi ben oltre lo spirare del termine del 30 luglio 2015 fissato dal decreto del Ministero dell’interno e neppure sussistono dubbi circa la natura perentoria del termine stesso stanti le conseguenze sanzionatorie derivanti dalla relativa inosservanza e consistenti nella proroga ope legis delle tariffe ed aliquote valevoli per gli esercizi precedenti nonché nella mancanza di effetti per l’anno in corso di eventuali deliberazioni tardive.
Stesso discorso anche per il Comune di Francavilla che aveva approvato la delibera il 3 agosto 2015.
Ora quindi la patata bollente passa al Tribunale che si sta occupando del “caso Andria” ed anche in questo caso l’esito sembrerebbe scontato anche se da Palazzo San Francesco hanno sempre minimizzato la questione trincerandosi dietro motivazioni che, evidentemente, ieri il Tar Basilicata ha demolito. Per i Cittadini quindi si tratta di buone prospettive di veder consolidato il risparmio ottenuto pagando nel 2015 secondo le vecchie aliquote, come consigliato da moltissimi consulenti, mentre per le casse comunali e per il bilancio della città la prospettiva di reperire le relative poste in bilancio o qualcosa di molto peggio.

Area Comunicazione Sociale

Associazione “Io Ci Sono!”

mercoledì 18 maggio 2016

ANDRIA : IL RITARDO DELLA SENTENZA DEL TAR SUGLI AUMENTI TARI E TASI RISCHIA DI TRAVOLGERE TUTTI.

A MARZO E’ SCADUTO IL TERMINE PER IL RAVVEDIMENTO INTERMEDIO.
SE LA SENTENZA DOVESSE TARDARE ANCORA I CITTADINI SAREBBERO “COSTRETTI” A PAGARE UN CONTO SALATISSIMO.
IO CI SONO!: “INTERVENGA IL GARANTE DEL CONTRIBUENTE”.

Il rinvio della sentenza del Tar addirittura a data da destinarsi mentre avrebbe già dovuto esprimersi sul ricorso del Ministero “contro” gli aumenti tariffari per IMU-TARI e TASI 2015 nel comune di Andria non passa inosservato e suscita preoccupazione in cittadini ed associazioni che ora chiedono l’intervento del Granate del Contribuente in quanto ulteriore ritardo nella pronuncia significherebbe la reale possibilità di una vera e propria beffa in quanto i contribuenti quindi i cittadini si troverebbero, nel caso molto improbabile se non impossibile dovesse avere ragione il comune quindi essere sanata l’illegittimità di aver deliberato in ritardo le nuove tariffe, a non poter più usufruire del ravvedimento operoso per decorrenza dei termini e ciò significherebbe un conto salatissimo da pagare.
A marzo scorso è scaduto il termine, per quanti decisero di pagare sulla base delle tariffe senza l’applicazione dell’aumento incerto, per avvalersi del cosiddetto ravvedimento intermedio ma anche del ravvedimento “lungo”(entro un anno) con sanzione del 3,75 per cento (1/8 del 30 per cento) qualora la sentenza dovesse giungere appunto dopo un anno dalla data di impugnazione del provvedimento.
Perché far perdere ai contribuenti tutte queste possibilità di ravvedimento? A cosa è dovuto un si tale ritardo nella pronuncia del Tar rispetto ad una questione di una portata enorme sia in termini di impatto sull’opinione pubblica che in termini economici di introiti piuttosto che di mancati introiti per le casse comunali?
Le Associazioni andriesi, in primis l’Associazione “Io Ci Sono!” che da tempo si sta occupando anche di questa incresciosa questione, invocano l’intervento del Granate del Contribuente per chiarire cosa stia realmente accadendo e per dare certezza al contribuente, come prevede la norma vigente.
Ad oggi non si conosce neppure la data del rinvio della discussione del ricorso, almeno ufficialmente, e questo è un atteggiamento assolutamente ingiustificato ed irrispettoso per le parti in causa. Il silenzio dell’Ente pubblico cioè del comune di Andria anche a questo proposito è incomprensibile o forse addirittura sospettoso. Per evitare ulteriori strumentalizzazioni e per mettere fine alla controversia, posto che comuni come quello di Andria hanno deliberato gli aumenti delle aliquote e delle tariffe dei tributi locali oltre il termine per il rispetto del limite per la deliberazione del C.C. cioè quello del 30 luglio 2015 quindi dovrebbe essere naturale e scontato che il comune sia soccombente in questa vicenda e che bene avrebbero fatto i cittadini che hanno pagato con le vecchie aliquote, lo stesso Ente dovrebbe immediatamente porsi il problema della soluzione immediata del “caso” al fine anche di porre rimedio al gravissimo “buco” di bilancio costituito dalle minori entrate e non trasformare tali minori entrate in ulteriore debito avendo attinto da quel capitolo di spesa in realtà esistente solo sul piano contabile ma di fatto inconsistente come fondo.
Se tutto questo ai burocrati appare “normale” per i cittadini ed i contribuenti (che pagano politici e burocrati) le cose stanno diversamente quindi è il momento di mettere la parola fine a questa che sta diventando una vera e propria farsa.


Associazione ”Io Ci Sono!” – Andria

sabato 12 marzo 2016

ANDRIA : ALIQUOTE IMU – TASI – TARI 2015, IL TAR DECIDE DI NON DECIDERE.

E CHI SE NE IMPORTA SE I CITTADINI E CONTRIBUENTI RESTANO COL FIATO SOSPESO.
CHI HA PAGATO SECONDO LE VECCHIE ALIQUOTE, AD OGGI, E’ STATO LEGITTIMATO A FARLO.

Un altro sberleffo per cittadini e contribuenti andriesi dopo una mattinata che avrebbe potuto o dovuto rappresentare un momento di certezza, per coloro che hanno pagato a dicembre IMI, TASI e TARI con le aliquote maggiorate e per coloro che, consigliati diversamente, si sono attenuti alle vigenti disposizioni ed hanno deciso di pagare con la vecchia aliquota, risparmiando una grandissima parte del proprio bilancio familiare, destinandolo al pagamento di altri oneri o ai consumi.
Nel Paese delle incertezza questa è la riprova di quanto l’interesse generale e diffuso spesso venga sacrificato.
Contribuenti e cittadini quindi ancora nel limbo dell’incertezza anche se, ad oggi, questo rinvio a data da destinarsi legittima comunque chi ha pagato applicando le vecchie aliquote.
Chi invece ha pagato secondo le nuove aliquote maggiorate del 100% rimane nell’attesa di conoscere se e quando potrebbe ottenere i rimborsi. Se il Tar Puglia si fosse espresso oggi avrebbero anche potuto già compensare quelle somme versate in eccedenza con il pagamento della rata a conguaglio TARI in scadenza il 15 marzo prossimo. Sembrerebbe quasi fatto apposta per non incrementare ulteriormente il disavanzo di cassa comunale.
Altro che Statuto del Contribuente, altro che Diritti dei Cittadini, altro che certezza del Diritto. Qui si va diritti nel buio e nel caos alimentando nei cittadini quel senso di distacco dalle istituzioni che sta raggiungendo ormai il limite estremo.
Sarà anche questa una strategia ma sta di fatto che la gente è stanca e non ne può davvero più.
Un’altra cosa è certa: se il Tar decide addirittura di rinviare senza già stabilire una data allora significa che il guaio è stato combinato davvero grosso e che a questo punto, dopo le bocciature della sanatorie “politiche”, tutto fa presagire che possa accadere il peggio per l’Ente e il meglio per il ContribuEnte con la possibile “vittoria” di questi ultimi che risparmierebbero grandi somme, tra l’altro neanche giustificate da servizi adeguati resi dall’Ente Pubblico e con il Comune che dovrebbe fronteggiare la più grande crisi di liquidità con conseguenze che tutti conosciamo.
Intanto questo rinvio potrebbe altresì influire sugli eventuali ravvedimenti.


                                                                                                          Area Comunicazione Sociale

                                                                                                            Associazione “Io Ci Sono!”

martedì 15 dicembre 2015

ANDRIA : CAOS TASI, QUESTA NOTTE AD ANDRIA LE STAMPANTI HANNO FATTO RUMORE.

SUPERLAVORO PER I C.E.D. PER LA RISTAMPA DELLE DELEGHE.
ATTESO L’AUTOREVOLE PARERE DEL PROF. RINALDI.

Questa notte, ad Andria, le stampanti hanno fatto rumore perché nei C.E.D. si è lavorato senza sosta per la revisione degli F24 relativi ai pagamenti in scadenza il giorno mercoledì 16 dicembre. Dopo le notizie che per l’intera giornata si sono accavallate, a volte contraddittorie e quasi sempre senza alcuna certezza sui comportamenti da adottare in seguito al pasticcio che il consiglio comunale di Andria ha generato con l’approvazione ritardataria della delibera sugli aumenti paurosi della tassazione locale, sono stati in tanti coloro che hanno voluto adottare una propria linea di comportamento quindi hanno richiesto la modifica degli F24 di pagamento e non pochi sono coloro che hanno deciso, autonomamente, di versare secondo le vecchie aliquote, tenendo per sé i risparmi messi da parte per far fronte al salasso comunale salvo poi ravvedersi, con qualche spicciolo di euro di sanzione, entro i termini previsti e comunque quando si avrà qualche certezza in più.
Inevitabile lo sconforto anche dei Sindacati che, pur tacendo sulla delicata questione, come pure i Liberi Professionisti si sono visti riempire gli studi e gli uffici di tantissimi clienti ed utenti in cerca di spiegazioni, specie dopo che pare gli uffici pubblici comunali addetti siano stati addirittura improvvisamente chiusi al pubblico.
Intanto sulla questione sarebbe opportuno l’autorevole intervento dell’Assessore al Bilancio, alla Programmazione Economica ed alle Finanze del Comune di Andria, prof. Donato Rinaldi che ancora non si è pubblicamente espresso sulla tragica questione, a colmare anche i tanti silenzi registrati sull’argomento proprio da parte di coloro, anche professionisti, che hanno approvato in ritardo quella deliberazione, a nostro avviso senza giustificato motivo potendolo fare nei termini di legge o meglio non dovendolo proprio fare visti gli impegni assunti con i cittadini ma anche perché quegli aumenti relativi a quei servizi scadenti o che non ci sono diventano ingiustificati.

                                                                                                             Il Presidente
                                                                                         UNIMPRESA BAT

                                                                                              Savino Montaruli

lunedì 14 dicembre 2015

ANDRIA : ... non osiamo immaginare cosa possa accadere nella città, per i contribuenti che hanno già pagato con l'aumento. QUALCUNO CHIARISCA IMMEDITAMENTE!!!!

Tasi e Imu, bocciata la sanatoria dei ritocchi previsti in 844 Comuni


Non sono più validi i ritocchi di Tasi-Imu disposti dai Comuni dopo il 30 luglio 2015. Un emendamento della legge di Stabilità approvato in commissione Bilancio alla Camera stabilisce che viene "abrogata la sanatoria delle deliberazioni 2015 relative a regolamenti, aliquote e tariffe di tributi adottate dai Comuni" appunto dopo il termine fissato. Erano 844 i Comuni interessati all'operazione: per quasi tutti si trattava di aumenti delle aliquote.
A dare informazioni in merito era stato recentemente il Servizio politiche territoriali della Uil, segnalando tra le amministrazioni locali "ritardatarie" 9 città capoluogo di provincia: Napoli, Avellino, Frosinone, Mantova, Matera, Rieti, Terni, Trieste, Verbania.

Ed è proprio lo studio Uil che segnala come, nella stragrande maggioranza dei casi, si tratti di aumenti di aliquote, come a Matera o a Terni, mentre in pochi casi vengano confermate o specificate aliquote già deliberate (Napoli, Frosinone, Rieti, Verbania). In alcune città le delibere sono dedicate alla Tari (Avellino, Mantova), mentre in rari casi, come a Trieste, ad aumentare è la detrazione della Tasi.

Le delibere, calcola ancora il sindacato, sono in totale a 2.188: 569 riguardano esclusivamente la Tari; 100 riguardano l'Imu e la Tasi; 53 riguardano tutti e 3 i tributi (Tari, Imu e Tasi); 503 riguardano l'Imu; 5 Imu e Tari; 3 Tari e Tasi; 505 esclusivamente la Tasi; 450 l'addizionale comunale Irpef.

Fonte : http://www.tgcom24.mediaset.it/

Montaruli

lunedì 30 novembre 2015

BARLETTA : Su proposte TASI e TARI Attivisti 5 Stelle. «Amministrazione sorda, cieca e muta»

In data 6 e 31 luglio il gruppo Attivisti 5 stelle Barletta ha protocollato due proposte relativamente alle imposte TASI e TARI.
“La prima prevedeva, per la TASI, la reintroduzione della detrazione fissa di 70 euro per tutte le utenze, in modo da garantire tariffe più basse per le fasce più deboli. Il mancato recepimento di questa proposta, ha penalizzato coloro che risiedono in appartamenti con basso valore catastale, favorendo al contrario i valori più alti. Il termine di presentazione delle modifiche al Ministero delle Economia e delle Finanze è infatti scaduto senza che nulla in merito, si sia fatto- si legge nella nota dei referenti del gruppo Attivisti 5 Stelle.
La seconda prevedeva agevolazioni sulle tariffe TARI per quegli esercizi commerciali che avessero dismesso slot-machines, video poker e simili: un segnale per sensibilizzare sul fenomeno dilagante della Ludopatia sempre più grave ed esteso anche nella nostra città.
Nonostante i solleciti fatti e l’obbligo di risposta ai cittadini, né il sindaco prima, nè l’assessore Pansini dopo, si sono degnati di rispondere, con buona pace, oltre che della trasparenza, anche della tanto decantata equità fiscale, visto che si fa pagare di più a chi ha meno, e dell’attenzione che una amministrazione dovrebbe avere verso tutti quei fenomeni sociali, come la ludopatia, che minano l’esistenza stessa di tante famiglie.
Mentre il governo Renzi annuncia più di 20.000 nuove concessioni per le sale da gioco nel 2016, i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno lanciato recentemente una campagna di sensibilizzazione e proposte su questo tema ed in quest’ottica, come attivisti barlettani del Movimento 5 Stelle, presenteremo ulteriori istanze, per mantenere alta l’attenzione e cercare di arginare questo grave problema.
Resta il fatto che nessuna risposta, per l’ennesima volta, è stata data a chi pone domande e mette in campo proposte concrete. Siamo ormai alle classiche tre scimmiette: una non vede, l’altra non sente, la terza non risponde”, concludono.

giovedì 11 giugno 2015

TRANI : IMU E TASI, SCADENZE E INFORMAZIONI

Informazioni e scadenze per i contribuenti tranesi. Il versamento Imu in acconto per l’anno 2015, non avendo l’amministrazione deliberato su aliquote e detrazioni d’imposta per l’anno in corso, dovrà essere eseguito entro la data del prossimo 16 giugno e dovrà essere calcolato sulla base delle aliquote e delle detrazioni dei dodici mesi dell'anno precedente. Stesso dicasi per il versamento Tasi in acconto per l’anno 2015. Anche in questo caso, non avendo l’amministrazione deliberato su aliquote e detrazioni d’imposta per l’anno in corso, dovrà essere eseguito entro la data del prossimo 16 giugno e dovrà essere calcolato sulla base delle aliquote dei dodici mesi dell'anno precedente.

La tabella con aliquote e detrazioni è consultabile sul sito Internet del Comune al seguente link:


lunedì 27 ottobre 2014

ANDRIA : I CITTADINI HANNO PAGATO LA TASSA SUI SERVIZI DETTA TASI. MA I SERVIZI DOVE SONO?

SOLO NEL CENTRO URBANO? E NOI DELLE PERIFERIE POSSIAMO NON PAGARE?

I cittadini andriesi hanno pagato la Tasi cioè la nuova, incomprensibile, inventata, fantomatica, illusoria, architettata, geniale, arcana, maledetta tassa sui servizi. Ma quali servizi? Ma quei pochi servizi che abbiamo quante volte dobbiamo pagarli? La società partecipata del comune di Andria non viene già pagata con i nostri soldi per fare quei lavoretti? Perché allora non sopprimere definitivamente quella tassa come hanno fatto in molti comuni italiani che tali servizi se li gestiscono, appunto, con i loro mezzi e senza ulteriori oneri per i contribuenti quindi per i cittadini?
A parte qualche sporadico lavoretto fatto in economia per alcune vie della città che sono naturalmente il belvedere, noi che viviamo nelle periferie perché dobbiamo pagare una tassa per servizi che non abbiamo mai avuto? La legge italiana parla chiaro e dice che le tasse si pagano solo in cambio dei servizi ma poiché davanti alle nostre abitazioni l’illuminazione delle strade la creiamo noi con le nostre lampadine fuori dai portoncini; le strade e le aree antistanti gli accessi alle nostre case le puliamo noi con le nostre scope; i rifiuti degli sporcaccioni che rimangono impuniti vengono depositati davanti ai nostri portoni e siamo costretti a prenderli e, a rischio di contagio e di infezioni, a portarli in quella unica e misera isola ecologica rimasta in via Stazio; la segnaletica stradale nelle nostre periferie è inesistente come anche i servizi pubblici e le fermate dei bus urbani; pensiline o altre forme di riparo neanche l’ombra e neanche d’estate; le minime piogge che causano straripamenti ed allagamenti a causa dei cartoni e dei volantini, non quelli della propaganda politica ed associativa ma quelli della pubblicità del caciocavallo e della burrata, che occludono i tombini e non fanno defluire le acque piovane con gravissime responsabilità mentre gli allagamenti del nord Italia non insegnano nulla ai nostri assessori e dirigenti che del problema non danno risposte e la città continua ad allagarsi anche per pochi minuti di pioggia.
Pagare la tassa per servizi mai ottenuti? Mai visti? Ma che siamo veramente degli allocchi nelle mani dei babbalocchi?
Cari amici concittadini, che voi siate in mutande, in pannoloni, in doppiopetto, in camicia, in pigiama, in tuta ginnica o semplicemente nudi e privati della vostra sovranità sappiate che quelle tasse ingiuste e vessatorie non meritano di essere pagate.
Gli ultimi interventi stampa di politici di ogni statura e dimensione dicono che serve migliorare i servizi ma noi diciamo che i servizi vanno migliorati se ci sono ma noi non ne vediamo neanche l’ombra e quei servizi a tutt’oggi mancano in buona parte della città anche se sono stati già ben pagati da intere generazioni quindi ridateci indietro i nostri soldi e non chiedetene ancora.
Tutto questo nostro risentimento è il frutto dell’estrema delusione da parte di chi, come noi, abbiamo sanato tutte le situazioni pagando opere di urbanizzazioni e di costruzione ma ci riteniamo buggerati e truffati.
Io personalmente potrei portare tanti esempi sul malfunzionamento della macchina pubblica come quando davanti alla mia abitazione ho chiesto educatamente ad un operatore dei servizi di manutenzione stradale di riparare una buca pericolosa nella via dove risiedo ma mi è stato riferito che davanti a casa mia e in quella precisa via non si possono effettuare alcunché di operazioni di riparazione. Perché questo diniego? Perché quando mi sono recato nell’ufficio del comune mi hanno detto di protocollare una richiesta ed ancora oggi sto aspettando invano?
Sarà un’altra punizione per chi si sente ancora libero di scrivere, di esprimersi e vuol continuare ad esserlo seppur nella disgrazia della malattia?
Il sol pensare che tra qualche mese arriveranno in massa per coprirci di nuovo con promesse elettorali, accompagnati da sostenitori, aspiranti portaborse e accompagnatori ci fa morir dal ridere. Siamo certi che anche questa volta tutti i divieti cadranno immediatamente e i volantini si potranno stampare e gettar via a milioni perché a quei simboli della casta e del potere nulla può essere vietato ma quei simboli non hanno più valore e nelle televisioni per poco non si ritrovano da soli a fare monologhi perché neanche più i giornalisti li vogliono intervistare, se non in trasmissioni a pagamento.
Stiano lontani, quindi, perché abbiamo già dato e abbiamo dato tanto per poi vedere tanti soggetti venuti dal nulla, senza storie e spesso senza minime capacità salire quelle scale che il 21 luglio 2011 ed il 9 dicembre 2013 hanno visto realizzare il sogno della sana e democratica ribellione popolare che ha ampiamente sfiduciato quella casta apparentemente divisa ma sigillata in un’unica camera stagna.
Venite, venite ancora con i vostri volantini ad insozzare ancora di più le nostre strade. In questo caso preferiamo i volantini con le offerte più vantaggiose per acquisti di caciocavallo, mortadelle, burrate, salumi e prosciutti. Meglio, molto meglio delle false ideologie di politici scaduti ed essendo scaduti, quindi anche pericolosi per la salute umana e per la mente.
Il belvedere noi, non lo possiamo guidare anche perché non esiste più.
Ai politici e manipolatori: se leggete, rileggetevi gli artt. 17 e 21 della Costituzione Italiana ma fatelo di fronte ad uno specchio.


                                                                                                                      Il Presidente
                                                                                                   Libera Associazione Civica Andriese
                                                                                                                 Santovito Vincenzo


mercoledì 1 ottobre 2014

ANDRIA : Tasi 2014, modalità di pagamento

tasiA decorrere dal 1° gennaio 2014, nell’ambito di un disegno complessivo di riforma della tassazione immobiliare locale, è stata istituita l’Imposta Unica Comunale (IUC), composta da tre distinti prelievi.

l’imposta municipale propria (IMU) di natura patrimoniale dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali;
il tributo sui servizi indivisibili (TASI) destinata alla copertura dei costi dei servizi indivisibili erogati dai comuni, a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile;
la tassa sui rifiuti (TARI) destinata alla copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore dell’immobile.
La base imponibile della TASI è la stessa prevista per l’IMU.
Per quanto attiene alla TASI, l’Amministrazione andriese ha approvato il Regolamento con Deliberazione di Consiglio Comunale nr. 49 del 9 settembre 2014 e con Deliberazione di Consiglio Comunale nr. 50 del 9 settembre 2014 ha stabilito quanto segue:
di fissare le seguenti fattispecie imponibili e le relative aliquote, nel rispetto dei limiti fissati dall’articolo 1, commi 676-677, della legge n. 147/2013:
Fattispecie
Aliquota unica
Abitazione principale e relative pertinenze, altri immobili o fabbricati, le aree fabbricabili
1,0 per mille
unità immobiliare occupata da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale sull’unità immobiliare : titolare ed occupante devono corrispondere una autonoma obbligazione tributaria
Occupante: 10% ammontare TASI
Titolare : 90% ammontare TASI
Terreni agricoli, nonché le aree fabbricabili possedute e condotte da coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli iscritti alla previdenza agricola
esenti
di stabilire, che il versamento della TASI, il cui importo non è dovuto se pari o inferiore a €.12,00, dovrà essere effettuato in due rate aventi le seguenti scadenze:
1ª RATA : 16 OTTOBRE 2014 con versamento pari al 50% dell’importo dovuto a titolo di acconto;
2ª RATA – 16 DICEMBRE 2014 con versamento del saldo dovuto;
è facoltà dei contribuenti effettuare il versamento in soluzione unica il 16 ottobre 2014
Il versamento deve essere effettuato con modello F24 utilizzando i codici tributo di seguito riportati (risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate n. 46/E del 24/04/2014):
Codice catastale Comune di Andria : A285
3958
TASI – tributi per i servizi indivisibili su abitazioni principali e pertinenze – art. 1, co.639, L.n.147/2013 e succ. modif.
3959
TASI – tributi per i servizi indivisibili per fabbricati rurali ad uso strumentale – art. 1, co.639, L.n.147/2013 e succ. modif.
3960
TASI – tributi per i servizi indivisibili per le aree fabbricabili – art. 1, co.639, L.n.147/2013 e succ. modif.
3961
TASI – tributi per i servizi indivisibili per altri fabbricati – art. 1, co.639, L.n.147/2013 e succ. modif.

domenica 7 settembre 2014

ANDRIA : TASI, IMU E TARI, l’appello del PD ai consiglieri comunali andriesi

Il Comune di Andria è diventato un pozzo senza fondo. Il Consiglio Comunale è chiamato a deliberare l'ulteriore salasso fiscale indiscriminato, ingiusto, e finalizzato solo a mantenere l'agonia di una politica pasticciata. Nel prossimo consiglio comunale è all'ordine del giorno la proposta di istituzione dei tributi TASI che:  
- rappresenta un’ingiustificata spesa fiscale;
- impone la copertura finanziaria di servizi che non rientrano nelle previsioni di legge;
- applica una aliquota eccessiva e sommaria, senza nessun riferimento alla fruizione di servizi, al numero di persone, ecc.
Per questa amministrazione, l’importante è fare cassa! Se il carico fiscale fosse destinato al risanamento o ad investimenti seri per il bene della collettività, se ne potrebbe anche discutere. Niente di tutto questo. Aumentano le tasse e non si ha nemmeno cognizione del gettito totale per il 2015.
Il salasso a cui vengono sottoposti i cittadini andriesi sembra essere un compendio degli errori delle scelte effettuate da questa amministrazione. Non possiamo restare né complici, né  estranei del disastro finanziario, morale e politico della città per cui proponiamo e facciamo appello a tutti i consiglieri comunali, specie alle liste civiche (chiamate a rispondere ai cittadini e non ai partiti), di:
-approvare le aliquote TASI, IMU e TARI in una sola tornata, per poter controllare il gettito fiscale complessivo;
-riportare la TASI al massimo livello dell'IMU del 2012, senza aumenti di gettito che la città non può sopportare, riducendo l’aliquota della proposta comunale;
- togliere, dal finanziamento della TASI, le spese che non sono servizi indivisibili e ridurre la previsione di spese di manutenzione, troppo eccessive rispetto alla qualità degli interventi;
- rivedere la base del costo del servizio rifiuti secondo quanto la petizione popolare dei cittadini ha chiesto, portando a risparmi di costo e di imposta.


Fermiamo la spirale del declino e rimettiamo la città, le istituzioni e le idee in cammino verso il risanamento e lo sviluppo. Il Partito Democratico si impegnerà fino in fondo consapevole che non c’è più tempo per le sterili polemiche. Bisogna reagire. La politica deve tornare vicina ai problemi dei cittadini.



La segretaria

Maria Carbone

lunedì 1 settembre 2014

TRINITAPOLI : Stangata d'autunno da 2mila euro, tra Tasi e bollette, le spese previste

Se l'estate è stata freschina, preparatevi a un autunno rovente. Ma a riscaldare il rientro dalle vacanze, per la minoranza che è riuscita a partire (il 60% degli italiani quest’anno non ha trascorso neanche una notte di vacanza fuori casa, secondo Coldiretti), sarà non tanto il clima ma gli esborsi che dovranno sostenere le famiglie italiane: tra TariTasi, bollette varie e spese per la scuola la spesa sfiora i 2000 euro.
Secondo i conti di Adusbef e Federconsumatori l’importo della stangata autunnale è stato valutato pari a 1912,37 euro, escluse le spese correnti di tutti i giorni (dall’alimentazione all’abbigliamento). 
Ecco quali saranno le principali spese che dovranno affrontare le famiglie italiane in autunno: 

Tasi: circa 231 euro;
Tari: circa 156 euro (seconda rata); 
scuola, tra libri e corredo: 780 euro ca.; 
bollette autunnali di acqua, luce, gas e telefono: 460 euro ca.;
riscaldamento: 285 euro ca. 
Ma non è tutto. Laddove le famiglie avessero figli che frequentano il tempo pieno, a tali voci si aggiunge anche la mensa scolastica, per un totale di circa 205,50 Euro per tale periodo. Per non parlare, inoltre, di chi ha un figlio che frequenta l’università, che dovrà sostenere anche la prima rata delle tasse, per un importo medio di 326 Euro.
"Una spesa insostenibile per le famiglie, il cui potere di acquisto è ai minimi storici, diminuito di oltre il 13,4% dal 2008 ad oggi – denunciano le due Associazioni – È evidente che tale cifra non si limiterà a riportare ripercussioni estremamente negative sulle condizioni delle famiglie, ma inciderà in maniera sempre più grave sull’intero andamento della domanda di mercato, trascinando ulteriormente al ribasso i consumi e l’intero apparato produttivo".

IL FISCO NON VA IN FERIE
Come buona parte degli italiani, anche il Fisco non ha chiuso i battenti durante l'estate e proprio in agosto ha presentato un conto salato, in particolar modo a imprese elavoratori autonomi, che entro la fine del mese appena trascorso avranno dovuto versare all’Erario, al netto dei contributi previdenziali, oltre 29 miliardi di euro di imposte
Lo scadenzario fiscale prevede una serie di appuntamenti gravosi, a cominciare dall'IVA, il cui gettito dovrebbe superare i 13 miliardi di euro. 
A snocciolare l'elenco degli oneri è l’Ufficio studi della CGIA di Mestre che prosegue ricordando il versamento da parte dei datori di lavoro delle ritenute Irpef dei dipendenti e dei collaboratori, pari ad un importo di 7,6 miliardi di euro e il pagamento del saldo edell’acconto Irpef che dovrebbe garantire un gettito di 2,45 miliardi. Altri 1,7 miliardi giungeranno nelle casse dello Stato dal pagamento dell’addizionale Irpef, mentre dall’Irap e dall’Ires sono previsti altri 3 miliardi di euro. Infine, i lavoratori autonomi dovranno versare le proprie ritenute Irpef per un importo che dovrebbe toccare 1,3 miliardi di euro.
E il futuro potrebbe avere tinte ancora più fosche, perché il carico fiscale che grava sui contribuenti italiani potrebbe addirittura aumentare. Nel 2015 il Governo ha deciso di tagliare la spesa pubblica di 17 miliardi di euro, con un impegno minimo da raggiungere che non potrà essere inferiore ai 4,4 miliardi di euro.
Nel caso il Governo non sia in grado di centrare questo obbiettivo minimo, scatterà la cosiddetta "clausola di salvaguardia". In altre parole, come ha confermato nei giorni scorsi il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, a fronte del mancato taglio della spesa, i contribuenti saranno chiamati a sopportare un aggravio
fiscale di 3 miliardi di euro, a seguito della riduzione delle agevolazioni/detrazioni fiscali e all'aumento delle aliquote, mentre i ministeri dovranno tagliare la spesa per un importo di almeno 1,44 miliardi di euro. 

Fonte : http://www.quifinanza.it/

sabato 7 giugno 2014

BARLETTA : SCADENZE PER IL PAGAMENTO DI IMU E TASI 2014

Il Comune di Barletta, al fine di agevolare i contribuenti al corretto versamento dei tributi che compongono l’Imposta Unica Comunale (IUC), e in particolare dell’Imposta municipale propria (IMU) e del Tributo sui Servizi Indivisibili (TASI), comunica le prossime scadenze per il versamento di quanto dovuto, in attesa che siano fissate dal legislatore regole definitive:

Ø  IMU – IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA – ACCONTO ANNO 2014
La scadenza per il versamento dell’acconto IMU resta quella stabilita per legge al 16/06/2014.
L’acconto è pari alla metà dell’imposta dovuta per l’anno in corso, calcolata applicando le stesse aliquote e detrazioni già determinate per i dodici mesi dell’anno precedente, come di seguito riportate:
o   Abitazione principale (solo cat. A/1, A/8 e A/9) e relative pertinenze   4,0 per mille;
o   Altri immobili (fabbricati, terreni, aree fabbricabili)                                                 8,6 per mille;
o   Detrazione d’imposta per abitazione principale e relative pertinenze                 € 200,00.
Si ricorda che per i fabbricati rientranti nel gruppo catastale “D” l’imposta dovuta deve essere versata in parte allo Stato (7,6 per mille) ed in parte al Comune (1 per mille).
Il saldo dovrà essere effettuato entro il 16 dicembre sulla base delle aliquote che saranno approvate dal Consiglio Comunale per l’anno 2014.
Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito istituzionale del Comune, cliccando sul seguente link: http://www.comune.barletta.ba.it/retecivica/tributi/indiuc.htm
Si potrà anche effettuare il calcolo on line e stampare il relativo modello di pagamento cliccando sul link: http://www.riscotel.it/calcoloiuc2014/?comune=a669

Ø  TASI – TRIBUTO SUI SERVIZI INDIVISIBILI - ANNO 2014
Si prende atto che in sede Parlamentare, sulla conversione del Decreto Legge n. 66/2014, è stata prevista la proroga della scadenza per il pagamento della prima rata del tributo, per i Comuni, come il nostro, che avevano deciso di attendere i provvedimenti legislativi a chiarimento dei tempi e delle modalità di versamento. La scadenza originaria di giugno è, quindi, prorogata al 16 ottobre, come, allo stato, indicato dal legislatore.
Ulteriori e più approfondite informazioni sul nuovo tributo sono reperibili sul sito istituzionale del Comune al seguente link: http://www.comune.barletta.ba.it/retecivica/tributi/indiuc.htm


venerdì 30 maggio 2014

TRANI : IMU TASI e TARI, informazioni utili per i contribuenti

Il Comune di Trani rende noto che la legge di stabilità 2014 (articolo 1, commi 639-731, legge 27 dicembre 2013, numero 147), nell’ambito di un disegno complessivo di riforma della tassazione immobiliare locale, ha istituito l’Imposta unica comunale (Iuc), composta da tre distinti prelievi: l’imposta municipale propria (Imu) relativa alla componente patrimoniale; il tributo sui servizi indivisibili (Tasi) destinata alla copertura dei costi dei servizi indivisibili erogati dai Comuni; la tassa sui rifiuti (Tari) destinata alla copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti.
IMU ACCONTO ANNO 2014
ABITAZIONE PRINCIPALE – E’ stata riconfermata l’esenzione degli immobili adibiti ad abitazione principale e relative pertinenze e fattispecie ad essi assimilati, ad esclusione degli immobili classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, per i quali continuano ad applicarsi l’aliquota agevolata e la detrazione prevista per le abitazioni principali.
ALTRI IMMOBILI – Il versamento Imu in acconto per l’anno 2014, non avendo questa amministrazione pubblicato entro la data del 23 maggio scorso la deliberazione su aliquote e detrazioni d’imposta per l’anno in corso, dovrà essere eseguito entro la data del prossimo 16 giugno e dovrà essere calcolato sulla base delle aliquote e delle detrazioni dei dodici mesi dell’anno precedente.
TASI ANNO 2014
ABITAZIONE PRINCIPALE -  Non avendo questa amministrazione pubblicato entro la data del 23 maggio scorso le deliberazioni relative all’approvazione del regolamento comunale sulla Tasi e delle relative aliquote e detrazioni d’imposta per l’anno in corso, il versamento della Tasi relativa all’abitazione principale, ai sensi della legge 147 del 2013 (articolo 1 comma 688), dovrà essere effettuato in un’unica rata, entro il termine del prossimo 16 dicembre. Si invitano pertanto i contribuenti ad attendere i successivi provvedimenti che questa amministrazione adotterà in merito al calcolo ed alla scadenza per il pagamento della suddetta tassa.
ALTRI IMMOBILI – Relativamente agli immobili diversi dall’abitazione principale per l’anno 2014, con comunicato stampa del ministero dell’economia e delle finanze del 19 maggio 2014, la scadenza del pagamento del primo acconto è stata posticipata al prossimo 16 settembre. Si informano pertanto i contribuenti che entro tale data questa amministrazione con apposito provvedimento renderà note scadenze e modalità di versamento.
TARI ANNO 2014
Relativamente alla Tari (tassa sui rifiuti) si evidenzia che l’amministrazione provvederà alla distribuzione degli avvisi di pagamento contenenti i modelli F24 già precompilati con importi e relative scadenze.

martedì 20 maggio 2014

BARLETTA : "Per quanto attiene la TASI, è consentito soltanto di restare in fiduciosa attesa"

Ci ritroviamo pienamente nell'impegno dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) a fare la propria parte nella chiarezza delle norme e nella piena responsabilità nei confronti dei cittadini contribuenti.                                                                        
Purtroppo, mentre ci si avvicina a larghi passi verso la metà dell’anno, gli Enti locali non hanno ancora quella certezza sulle entrate che consenta loro di predisporre  bilanci “veritieri”. Dal Ministero dell’Interno si attendono, ad esempio, comunicazioni definitive sull’entità del Fondo di solidarietà comunale (ex trasferimenti erariali). Né adeguata chiarezza è stata ancora fatta sulle norme di applicazione della nuova Imposta Unica Comunale (IUC) e delle relative regole per la determinazione delle aliquote e tariffe. Quindi, soprattutto per quanto attiene la TASI (Tassa sui Servizi Indivisibili), che lo scorso anno era stata versata direttamente allo Stato e da quest’anno dovrà essere gestita in proprio, ai Comuni è consentito soltanto di restare in fiduciosa attesa: possono, al più, attuare la normativa applicativa precedentemente fissata, ovvero del pagamento della prima rata entro il 16 giugno nella misura del 50% dell’imposta dovuta e calcolata con l’aliquota base dell’1 per mille per tutti i contribuenti, ad eccezione delle abitazioni principali, che dovrebbero versarla in unica soluzione entro il 16 dicembre 2014. Fermo restando, ovviamente, le rideterminazioni che dovessero intervenire.
Se qualcosa deve cambiare, e deve in tutta evidenza cambiare, siamo tutti interessati a che si cambi per tempo, così da operare le scelte conseguenti nella massima trasparenza, senza mettere in discussione la garanzia dei servizi dovuti ai cittadini.

Come amministratori siamo pronti ad assumerci da subito le nostre responsabilità nei termini consentiti dalle norme, e ci aspettiamo che altrettanto sia fatto tempestivamente a livello centrale, in modo da contribuire -  ognuno per la propria parte - a un rapporto corretto con tutti i contribuenti.